Milano, smantellato giro di escort di lusso: tra i clienti anche calciatori di Serie A

I finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito quattro arresti domiciliari nei confronti di un gruppo che «ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi». Tra i clienti del giro di escort scoperto a Milano figurano anche un numero «consistente» di calciatori di Serie A, che avrebbero partecipato a eventi in cui venivano offerte prestazioni sessuali. Oltre agli arresti è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.

Il servizio di escort era fornito da una società di eventi

Secondo quanto emerso, il servizio di escort era fornito da quella che sembrava una normale agenzia di eventi, che metteva a disposizioni pacchetti ‘all inclusive’ per serate che iniziavano nei locali della movida e si concludevano nelle camere di hotel. Gli indagati, secondo l’accusa, «avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre». Nessun calciatore risulta indagato nell’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini.

Giro di escort per clienti facoltosi (anche calciatori di serie A), 4 arresti a Milano

AGI - Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Milano, su delega della procura, ha eseguito quattro ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone indagate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi.

Gli indagati, in concorso con altri partecipi dell'associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni, avrebbero organizzato eventi rivolti a una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre per beneficiare delle prestazioni sessuali.

Sequestro disposto dal gip

Contestualmente agli arresti, su disposizione del gip di Milano, è stato eseguito anche un sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro.

Anche calciatore di serie A tra i clienti 

Tra i clienti del giro di escort scoperto a Milano figurano diversi calciatori anche di Serie A che avrebbero partecipato agli eventi in cui venivano offerte prestazioni sessualiNessuno di loro risulta indagato nell'indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini.

Trump pronto a volare a Islamabad per firmare l’accordo con l’Iran?

Secondo fonti riservate, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe pianificando di recarsi personalmente a Islamabad entro giovedì 24 aprile per firmare un accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran. L’intesa, che sarebbe già stata negoziata nelle sue linee fondamentali attraverso canali riservati, prevedrebbe due pilastri: uno stop decennale al programma nucleare iraniano e un meccanismo di divisione dei proventi del transito commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz tra Washington e Teheran. Se confermato, si tratterebbe del colpo di scena più clamoroso dall’inizio della guerra Iran-Usa, il 28 febbraio scorso. Le stesse fonti indicano che Trump intenderebbe intestarsi personalmente il merito dell’accordo prima che la notizia trapeli attraverso altri canali. Questa sarebbe la sequenza prevista: lunedì sera Steve Witkoff e Jared Kushner partecipano al secondo round negoziale; tra martedì sera e mercoledì – allo scadere dell’ultimatum del 22 aprile – ci dovrebbe essere l’annuncio della Casa Bianca; giovedì Trump volerà in Pakistan per la firma.

Trump pronto a volare a Islamabad per firmare l’accordo con l’Iran?
JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner (Ansa).

A Islamabad la sicurezza è stata raddoppiata

A supportare questa indiscrezione intervengono elementi oggettivi e verificabili. Il più eloquente è il dispositivo di sicurezza, drasticamente superiore a quello approntato per la visita del vicepresidente JD Vance dell’11-12 aprile. Per il primo round — 21 ore di negoziato, 300 membri nella delegazione americana — il Pakistan aveva dispiegato circa 10 mila unità tra polizia e forze paramilitari. Per il secondo round la scala di grandezza è diversa: oltre 18 mila unità nella sola Islamabad, con 7 mila rinforzi dal Punjab, per un totale che, secondo l’agenzia statale cinese Xinhua, raggiunge le 20 mila unità nelle twin cities. A questi si aggiungono 400 commandos d’élite, un centinaio di cecchini sui tetti con coordinamento radio in tempo reale e 600 posti di blocco su tutti i punti di accesso. Le misure aggiuntive sono senza precedenti: sospensione totale del trasporto pubblico, privato e merci; chiusura di ristoranti, banche, palestre, ostelli; requisizione del Serena e del Marriott Hotel; università chiuse con lezioni online. L’aumento di uomini rispetto alla visita di Vance è dell’ordine del 100-150 per cento. Non si prepara un dispositivo simile per un inviato speciale: lo si prepara per un Capo di Stato.

Trump pronto a volare a Islamabad per firmare l’accordo con l’Iran?
L’Hotel Serena a Islamabad (Ansa).

Tre C-17 Globemaster III atterrati a Rawalpindi

L’altro segnale materiale è il tipo di aerei militari americani atterrati alla Nur Khan Airbase di Rawalpindi. Per il primo round era arrivato un singolo C-130 Hercules con il team avanzato di sicurezza, inclusi agenti del Secret Service e della CIA. Sabato 19 aprile, i dati di flight tracking documentano tre C-17 Globemaster III dell’USAF — il primo alle 8.30, il secondo alle 11.03, il terzo alle 14.40 — con un quarto in rotta. Un C-17 trasporta fino a 77 tonnellate: tre significano oltre 230 tonnellate di capacità, contro le 20 del singolo Hercules della settimana precedente. Nella prassi delle visite presidenziali all’estero, i C-17 trasportano i veicoli blindati della scorta, le apparecchiature di comunicazione sicura e il materiale logistico necessario a replicare un perimetro di sicurezza equivalente a quello della Casa Bianca. A questi si aggiungono, secondo un funzionario pakistano intervistato da MSNBC, quattro ulteriori voli con i nominativi del team avanzato del vicepresidente.

Trump pronto a volare a Islamabad per firmare l’accordo con l’Iran?
Le bandiere degli Stati Uniti e dell’Iran (Ansa).

Il rebus Vance e il protocollo di continuità

L’indizio più pesante però è il balletto sulla partecipazione di JD Vance. Domenica, in poche ore, la Casa Bianca ha prodotto quattro versioni incompatibili. Al mattino, l’ambasciatore statunitense all’Onu Michael Waltz e il segretario all’Energia Chris Wright confermano la partenza. Mezz’ora dopo, Trump telefona a Jonathan Karl di ABC: Vance non va, il Secret Service non riesce a organizzare la sicurezza con 24 ore di preavviso. Novanta minuti più tardi, la portavoce rettifica: Vance andrà con Witkoff e Kushner. La spiegazione delle «24 ore insufficienti» è fragile: la stessa operazione era stata realizzata una settimana prima. La confusione trova invece una lettura coerente in un protocollo fondamentale della sicurezza americana: nella prassi consolidata dalla Guerra Fredda, fondata sulla National Security Presidential Directive 51, presidente e vicepresidente non devono trovarsi contemporaneamente nello stesso luogo all’estero. Il principio è la continuity of government: la dispersione geografica della leadership garantisce che la catena di comando resti intatta in caso di evento catastrofico. Se Trump vola a Islamabad, Vance deve rientrare. La danza delle dichiarazioni potrebbe riflettere una decisione presidenziale ancora in fieri.

Trump pronto a volare a Islamabad per firmare l’accordo con l’Iran?
JD Vance (Ansa).

Sul piatto la divisione dei proventi di Hormuz e lo stop decennale al nucleare

Lo stop decennale al nucleare rappresenterebbe un compromesso tra la proposta americana di 20 anni — respinta da Teheran e sgradita dallo stesso Trump — e la posizione iraniana, che rivendica il diritto sovrano all’arricchimento. Il revenue sharing su Hormuz sarebbe l’innovazione più radicale: durante il primo round lo Stretto era rimasto un nodo irrisolto. Trump venerdì scorso aveva ribadito dall’Air Force One che «non ci saranno pedaggi». Un accordo di divisione dei proventi, però, potrebbe consentire a entrambi di dichiarare vittoria. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato domenica della volontà di Teheran di porre fine al conflitto «con dignità». La delegazione negoziale, tuttavia, è guidata dal presidente del Parlamento Bagher  Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Le agenzie iraniane hanno formalmente rigettato il secondo round, ma fonti di Teheran hanno contemporaneamente riferito alla CNN l’arrivo di una delegazione a Islamabad per martedì. Il cessate il fuoco scade mercoledì 22: senza accordo o proroga, le ostilità riprenderebbero. Il sequestro della nave Touska da parte della USS Spruance e la minaccia di ritorsione dell’IRGC aggiungono volatilità. Al momento della pubblicazione, nessuna fonte ufficiale ha confermato una visita presidenziale a Islamabad. Lo scenario resta condizionale e la fluidità della situazione — testimoniata dal caos comunicativo della stessa Casa Bianca — lascia aperta la possibilità che i piani cambino nelle prossime ore. Ma ciò che appare difficilmente contestabile è che il dispositivo in fase di dispiegamento nella Capitale pakistana non è proporzionato alla visita di un inviato. Qualcuno, a Washington, si sta preparando per qualcosa di molto più grande.

Urto tra treni sulla Milano-Genova: ritardi fino a tre ore

Un urto tra un treno merci e un treno della linea S13 avvenuto tra le stazioni di Locate (Milano) e Certosa (Pavia) sta provocando pesanti ritardi alla circolazione ferroviaria lungo la linea Milano-Genova, inizialmente sospesa e ora in graduale ripresa. Rfi ha spiegato che si è trattato di un «leggero contatto» tra il regionale che procedeva a 30 km/h in uscita dalla stazione e il treno merci in sosta. Dopo aver visto quest’ultimo su un binario adiacente, il macchinista ha frenato immediatamente, senza riuscire a evitare lo sfregamento della prima carrozza con il cargo. L’incidente, avvenuto alle 8.20 di lunedì 20 aprile, non ha provocato alcuna conseguenza per i passeggeri del convoglio né per il personale Trenord, ma “solo” cancellazioni e ritardi sino a 200 minuti, con problemi sia per i treni regionali di Trenord che per quelli a lunga percorrenza di Trenitalia. È stato attivato un servizio di autobus sostitutivo tra le stazioni di Pavia e Certosa.

Musk convocato in tribunale a Parigi per gli abusi su X

Elon Musk è stato convocato a Parigi, dove gli inquirenti stanno indagando su presunte irregolarità legate a X, tra cui la diffusione di materiale pedopornografico e contenuti deepfake. Assieme a Musk è stata convocata per «coloqui volontari» anche Linda Yaccarino, ex amministratrice delegata di X (ha ricoperto tale ruolo da maggio 2023 a luglio 2025). Altri dipendenti della piattaforma saranno ascoltati come testimoni nel corso di questa settimana, fa sapere la procura di Parigi.

Musk convocato in tribunale a Parigi per gli abusi su X
Linda Yaccarino (Ansa).

A febbraio è stata perquisita la sede francese di X

Musk è stato convocato a seguito di una perquisizione avvenuta a febbraio presso la sede francese di X, nell’ambito di un’indagine avviata a gennaio del 2025. «Questi colloqui volontari con i dirigenti hanno lo scopo di consentire loro di presentare la propria posizione in merito ai fatti e, ove opportuno, alle misure di conformità che intendono attuare», hanno dichiarato i procuratori: «In questa fase, lo svolgimento dell’indagine si inserisce in un approccio costruttivo, con l’obiettivo finale di garantire che la piattaforma X rispetti la legge francese, nella misura in cui opera sul territorio nazionale». Non è ancora chiaro se Musk e Yaccarino si recheranno a Parigi.

Musk convocato in tribunale a Parigi per gli abusi su X
La app e il sito di Grok (Ansa).

Quali sono i reati ipotizzati dagli inquirenti

Le autorità francesi hanno avviato un’indagine in seguito alle segnalazioni di un parlamentare, secondo cui algoritmi distorti sulla piattaforma X avrebbero probabilmente alterato il funzionamento di un sistema automatizzato di elaborazione dati. L’inchiesta si è poi ampliata dopo che il sistema di intelligenza artificiale della piattaforma, Grok, ha generato post negazionisti sull’Olocausto, reato punibile con la reclusione in Francia, e diffuso deepfake a sfondo sessuale. Gli inquirenti hanno ipotizzato i reati di “complicità” nel possesso e nella diffusione di immagini pornografiche di minori, deepfake a sfondo sessuale, negazionismo di crimini contro l’umanità e manipolazione di un sistema automatizzato di elaborazione dati nell’ambito di un’organizzazione criminale.

Ciciliano: “Il 94% dei comuni d’Italia a rischio frane o inondazioni”

AGI - "Il territorio nazionale è molto fragile: più del 94% dei comuni è a rischio idrogeologico o a rischio frane o inondazioni. Niscemi è emblematica da questo punto di vista, perché stiamo parlando di una delle frane più grandi d'Europa, che fortunatamente ha interessato una parte di città senza far registrare neanche un ferito. È di tutta evidenza, però, che quando c'è da intervenire alcune cose bisogna farle, perché se ci sono delle figure tecniche che garantiscono la soluzione delle problematiche e che hanno dei costi per la collettività, non raggiungere l'obiettivo si traduce in quello che è accaduto". Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile e commissario straordinario per l'area di Niscemi, Fabio Ciciliano, parlando a Napoli, a margine dell'inaugurazione della mostra 'Terremoti d'Italia', l'esposizione che si tiene nel quartiere di Bagnoli (interessato dal fenomeno del bradisismo) e che è stata promossa dal dipartimento della Protezione civile, in collaborazione con la Regione Campania e realizzata con il contributo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, di Fondazione Inarcassa, del dipartimento di Strutture per l'ingegneria e l'architettura dell'Università Federico II e di Città della Scienza.

Intervenire su Niscemi

Su Niscemi ora "bisogna mettere mano", sottolinea Ciciliano, precisando che sarà necessario comunque "convivere con fenomeni di quel genere. Sono fenomeni storici - prosegue - è una frana che risale al 1790, quindi non si può certamente dire che non fosse una frana conosciuta".

Le azioni da mettere in campo

Le azioni da mettere in campo vanno nella direzione "della conoscenza, ma anche dello sviluppo, in un futuro che dev'essere un futuro prossimo. Per quanto mi riguarda - sottolinea Ciciliano - come commissario straordinario per Niscemi posso dire che attendo l'ultima versione della relazione del Centro di competenza, che è pronta e che ho già visto in preview. Così come sono già pronte le due aree di intervento: una verso il piano di demolizione e ristoro per le case che andranno demolite e l'altra, che va fatta in maniera contemporanea, per la messa in sicurezza del versante con la riprofilazione della geografia di quel territorio".

Risorse e tempi tecnici

Ciciliano ricorda che le risorse ci sono, tenuto conto che "sono stati stanziati 150 milioni solo per Niscemi. Si tratta di attendere tecnicamente la conversione del decreto legge del 27 febbraio, che ormai però è agli sgoccioli".

L'area dei Campi Flegrei

"I terremoti non fanno morti. I morti vengono fatti dai palazzi costruiti male, quindi se attraverso questo tipo di messaggio che parte dai giovani, che sono il nostro futuro, anche una sola casa rimane in piedi grazie a questo sforzo, abbiamo raggiunto l'obiettivo", precisa ancora il capo dipartimento della Protezione civile che poi fa il punto sul lavoro in corso nell'area dei Campi Flegrei: "Per quanto riguarda le case danneggiate il contributo è pari al costo, quindi il cento per cento. Per il discorso sulla vulnerabilità, c'è una compartecipazione tra il pubblico e i proprietari. Teniamo a mente che mentre le attività che si fanno sulle case danneggiate sono di ripristino, quelle sulle case vulnerabili sono attività che si effettuano su case integre". La seconda valutazione è legata alla metodologia di costruzione: "Non solo le case abusive, ma anche quelle che hanno delle difformità, non possono accedere al contributo. E' un criterio di legalità che non può essere scavalcato ed è uno dei motivi per cui la corsa alla realizzazione delle opere per la vulnerabilità e per irrobustire i criteri di sicurezza fa meno presa".

 

 

Dossieraggi e spionaggio: la “Squadra Fiore” perquisita a Roma

AGI - Dossieraggi nell'intreccio tra imprenditori ed ex funzionari dei servizi segreti. I carabinieri del Ros stanno perquisendo una serie di persone in relazione all'inchiesta della procura di Roma sulla 'Squadra Fiore', un gruppo clandestino accusato di confezionare dossier. Nell'indagine si procede, tra l'altro, per i reati di accesso abusivo a un sistema informaticoviolazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione.

Dossieraggi: indagato l'ex vice capo dell'Aisi 

Tra le persone indagate e perquisite questa mattina dai carabinieri del Ros, su delega del procuratore Francesco Lo Voi e del procuratore aggiunto Stefano Pesci, c'è anche Giuseppe Del Deoex vice capo dell'Aisi. L'inchiesta è quella sulla 'Squadra Fiore', un gruppo clandestino accusato di confezionare dossier.

I reati ipotizzati 

Nell'indagine sui dossieraggi si procede, tra l'altro, per i reati di accesso abusivo a un sistema informaticoviolazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. A Del Deo, in particolare, è contestato il peculato.

Le differenze con "Equalize"

L'inchiesta sulla 'Squadra Fiore' relativa a un gruppo clandestino accusato di realizzare dossieraggi, secondo quanto si apprende da fonti investigative, è diversa rispetto a quella che riguarda a Milano Equalize. In questo caso, infatti, le vittime sarebbero nomi meno noti e a operare sarebbero ex appartenenti all'Intelligence e non una vera e propria società di investigazioni private.

L'indagine dei carabinieri è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Stefano Pesci.

Dossier e spionaggio, perquisizioni a Roma nell’ambito delle indagini sulla Squadra Fiore

I carabinieri del Ros stanno eseguendo delle perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sulla Squadra Fiore, un gruppo clandestino con ex appartenenti delle forze dell’ordine accusati di confezionare dossier. Le accuse contestaste sono accesso abusivo a sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione. Le perquisizioni riguardano anche il filone di indagine dello stesso procedimento in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi.

Del Deo, ex vicedirettore del Dis, indagato per peculato

Al centro delle perquisizioni ci sarebbero due vicende. La prima è l’intreccio tra gli appalti dell’Aisi e la società dell’imprenditore Carmine Saladino a cui, tra il 2022 e il 2024, la principale agenzia italiana di controspionaggio avrebbe assegnato commesse dirette per oltre 39 milioni di euro per la fornitura di jammer, software di riconoscimento facciale, impianti di videosorveglianza. Il secondo filone di indagine è più specifico sugli spionaggi illeciti condotti dalla Squadra Fiore e coinvolge chi ne faceva parte. Coinvolgerebbe anche anche l’ex vicedirettore del Dis (Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza) Giuseppe Del Deo e Samuele Calamucci, l’hacker legato all’altra società di spionaggio Equalize e una manciata di membri della squadra. Del Deo sarebbe indagato per peculato da 5 milioni di euro che, in base all’impianto accusatorio, affidava con contratti alla società amica Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anch’egli indagato.

Pavia: fermato un 17enne per l’omicidio di Gabriele Vaccaro

AGI - A Pavia dopo gli interrogatori in Questura c'è un arresto. Per l'omicidio di Gabriele Vaccaro, 25 anni, originario di Favara (Agrigento), morto dopo essere stato accoltellato in un parcheggio di Pavia è stato fermato un 17enne. Vaccaro al momento dell'aggressione da parte di un gruppo di ragazzi era in compagnia di due colleghi di lavoro.

A Pavia aggredito in un parcheggio 

Il 25enne originario della Sicilia, è stato accoltellato a Pavia, nella notte tra sabato e domenica, ed è morto in ospedale per le ferite riportate. Teatro del tragico fatto di sangue un parcheggio in area Cattaneo alla periferia della città.

La vittima colpita con un cacciavite 

Il giovane stava recuperando l'auto quando è stato aggredito dal branco. La vittima, secondo una prima ricostruzione, è stata colpita con un cacciavite.

Gli interrogatori in Questura a Pavia 

L’arresto del 17enne è stato disposto da inquirenti ed investigatori dopo un lungo interrogatorio degli amici che si trovavano con Vaccaro al momento dei fatti. In particolare, ieri sera, sono stati portati in Questura a Pavia un minorenne egiziano, un altro minorenne albanese e un italiano maggiorenne.

L'arrivo a Pavia e il lavoro da impiegato 

Vaccaro sarebbe stato colpito al collo con un cacciavite e nell'aggressione è rimasto lievemente ferito all'addome anche uno dei due amici che erano con lui. Il 25enne era arrivato a Pavia da pochi mesi per lavorare come impiegato presso un centro logistico di Stradella.

La dinamica dell'aggressione 

Gabriele Vaccaro aveva trascorso la serata di sabato insieme ad alcuni amici in alcuni locali nel centro di Pavia. Proprio durante la serata non si esclude che ci sia stato un primo contatto verbale con il gruppo di aggressori.

Nella notte la vittima è tornata al parcheggio dove aveva lasciato l’auto. Qui è avvenuta la violenza da parte del gruppetto di giovani che con ogni probabilità aveva seguito il 25enne e i suoi amici. 

Libano, soldato israeliano vandalizza una statua di Gesù: le scuse dell’IDF

L’esercito di Israele è stato costretto a scusarsi dopo la diffusione sui social media della foto di un soldato dell’IDF intento a colpire con una mazza la testa una statua di Gesù, caduta da una croce nel sud del Libano.

L’IDF: «Saranno presi provvedimenti adeguati»

L’IDF, dopo aver appurato l’autenticità della fotografia (scattata nel villaggio cristiano di Debl), ha affermato che «la condotta del soldato è totalmente incompatibile con i valori» delle forze armate di Tel Aviv, aggiungendo che «saranno presi provvedimenti adeguati nei confronti dei responsabili, in base agli esiti dell’indagine». L’esercito israeliano «sta collaborando con la comunità per il ricollocamento della statua al suo posto», si legge inoltre nel post. E poi: «Le IDF operano per smantellare l’infrastruttura terroristica creata da Hezbollah nel Libano meridionale e non hanno alcuna intenzione di danneggiare infrastrutture civili, inclusi edifici religiosi o simboli religiosi».

Gideon Sa’ar, ministro degli Esteri di Israele, si è detto «fiducioso che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia compiuto questo vile gesto», che va contro i valori dello Stato ebraico, «che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri e promuove la tolleranza e il rispetto reciproco tra le fedi».

Tajani: «Violento accanimento contro i cristiani»

«Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato dell’Idf nel sud del Libano è un atto grave e vergognoso. Mi congratulo con l’Idf per la loro dichiarazione, per aver condannato l’accaduto e per aver avviato un’indagine», ha scritto Antonio Tajani su X. E poi: «Un violento accanimento contro i cristiani che in Medio Oriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più. Profanare i simboli del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam non è una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della libertà e del dialogo interreligioso».