È morto a soli 43 anni a causa di un tumore Leonid Radvinsky, proprietario del sito OnlyFans, piattaforma che negli ultimi anni ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento per adulti. Imprenditore ucraino-americano, nel 2018 aveva acquisito Fenix International Limited, società madre di OnlyFans (fondato nel 2016 da Tim Stokely), ricoprendo da allora il ruolo di amministratore e azionista di maggioranza. Gestiva inoltre Leo, fondo di venture capital che aveva fondato nel 2009 e concentrato principalmente su investimenti in aziende tecnologiche. A gennaio Reuters ha riportato che OnlyFans stava valutando la vendita di una quota di maggioranza alla società di investimento Architect Capital, in un’operazione che valutava l’azienda circa 5,5 miliardi di dollari, inclusi i debiti.
Da Roma capoccia a Roma… Caroccia, Delmastro imbarazza ancora il governo
«Roma mi fa pensare a un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna», diceva James Joyce. Ma lo scrittore irlandese aveva torto, perché quelli che arrivano da lontano, dal profondo Nord Italia, come per esempio da Biella, giunti nella Città eterna annullano tutti i freni inibitori e si mettono a compiere, dal nulla, scivoloni inimmaginabili, errori madornali, sesquipedali (e qui il latino ci sta bene, dato che voleva dire “un piede e mezzo”). Un re delle assurdità è, a tutto tondo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, giunto proprio da Biella, che nella Capitale “ne ha combinate di ogni”. Tutti si ricordano il caso di Capodanno del 2024 col “pistolero” compagno di partito Emanuele Pozzolo (nel frattempo passato con Roberto Vannacci), ma ora si parla soprattutto della volontà di Delmastro di trasformare la Polizia penitenziaria in un suo “braccio armato”, tanto da portare i sindacalisti, e pure la capa di gabinetto di Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, a tavola nell’ormai famigerato (e noto alle cronache giudiziarie) ristorante situato nell’estrema periferia capitolina, quella “Bisteccheria d’Italia” che pure nel logo faceva il verso al partito di Giorgia Meloni (e della sorella Arianna), Fratelli d’Italia (e dove andava a mangiare anche il nuovo capo di Rai Sport Marco Lollobrigida, come testimoniano le foto sui social). “Roma Caroccia”, dice ora qualcuno che ama le canzoni di Antonello Venditti e ha trovato perfetto il cognome dei soci di Delmastro nel locale dedicato alla carne, quei Mauro e Miriam Caroccia indagati per intestazione fittizia di beni e riciclaggio, per coniare una nuova definizione per la Capitale. Insomma, da “Roma capoccia” a Roma Caroccia. Per la “macelleria messicana” c’è ancora tempo, ma restando in tema di carne qualcuno nel partito meloniano, dove sta montando imbarazzo e malcontento per l’ennesimo guaio di Delmastro, afferma che la classica “figura del pollo” adesso ha un nome e cognome…
Mamma li turchi, ad Ankara c’è Urso
Già c’è stata l’esperienza tragicomica del ministro della Difesa Guido Crosetto, uno che mentre stava iniziando la guerra si trovava a Dubai e che per tornare in Italia ha pagato per tre il viaggio in aereo. Ora, con il procedere delle operazioni militari, ecco sbarcare in Turchia, ad Ankara, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: una missione ufficiale, «una visita di due giorni nel Paese», dove «incontrerà il proprio omologo, il ministro dell’Industria e della Tecnologia della Repubblica di Turchia, Mehmet Fatih Kacır». Urso interverrà alla sessione ministeriale del comitato “Science, Technology, Innovation, Industry, Investments”, e incontrerà anche «la comunità imprenditoriale italiana presente nel Paese, per approfondire le prospettive di investimento e le opportunità di collaborazione industriale». A pochi chilometri di distanza, i bombardamenti continueranno.

Quello scherzo a Costanza Calabrese
Ormai è una vip: Costanza Calabrese, colonna di Mediaset, giornalista del Tg5, conduttrice di trasmissioni su Rete 4, figlia di “Pietruzzo“, indimenticato direttore del quotidiano Il Messaggero, nella serata di lunedì 23 marzo sarà protagonista, anzi vittima, di Scherzi a parte. È l’ultima trasmissione della serie, in onda su Canale 5, nello show condotto da Max Giusti. E Costanza Calabrese si trova in ottima compagnia, visto che sarà insieme a Sal Da Vinci, Simona Ventura, Elisa Di Francisca, Rosa Chemical, Alessia Marcuzzi e Gianluigi Nuzzi. Folle di amici e fan attendono con ansia la messa in onda della puntata…

Ema Stokholma e Gualtieri per il co-housing
La strana coppia. Ema Stokholma e Roberto Gualtieri lottano insieme per il co-housing. A Roma il 30 marzo nell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone va in scena il “Festival del Co-Housing”, definito come il «primo grande evento pubblico italiano dedicato alle nuove forme di abitare condiviso per anziani: una giornata intera per lanciare ufficialmente un progetto di animazione civica e culturale. Tutto ruoterà intorno a una domanda: come si può continuare a vivere in modo autonomo, dignitoso e pieno di relazioni quando l’età avanza? Ecco così il sindaco di Roma Gualtieri, che apparirà anche nel cast di un cortometraggio sul tema della convivenza nelle città contemporanee, un video che dal 7 aprile sarà online e di pubblico dominio. I lavori saranno condotti per l’intera giornata da Michele La Ginestra e Arianna Ciampoli. Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo e già presidente della Pontificia Accademia per la Vita, porterà una riflessione sulla longevità come sfida spirituale e antropologica prima ancora che sociale. E poi Erri De Luca, Donatella Di Cesare, Barbara Ronchi, Luca Ward, Nicola Piovani, Luca Barbarossa, Ema Stokholma…

Referendum sulla giustizia: risultati e affluenza
È terminata alle 15 la due giorni di voto per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, che com’è noto non prevede il quorum: vince l’opzione che raccoglie più preferenze. Il primo giorno di voto, quello di domenica 22 marzo, si è chiuso con un’affluenza al 46,07 per cento, oltre ogni aspettativa, con le Regioni del Nord a fare da traino e la Sicilia maglia nera (attorno al 35 per cento).

La morte di Bossi ricorda alla sinistra l’irrisolta questione settentrionale
«Esiste una questione settentrionale e prima o poi la dovremo affrontare». Era l’aprile del 1996, L’Ulivo di Romano Prodi aveva appena vinto le elezioni e Massimo D’Alema, segretario del Pds, il Partito democratico della sinistra, non si lasciò abbagliare dal successo. A D’Alema, romano di nascita e pugliese d’adozione, non sfuggì che al Nord il centrodestra l’aveva fatta da padrona.

Lombardia e Veneto da 30 anni saldamente in mano alla destra
Dopo 30 anni, la morte di Umberto Bossi ha riaperto una riflessione sul valore dell’intuizione politica del leader leghista, sul dare voce alle istanze del Nord Italia, sul federalismo, mentre il centrosinistra tutto sommato su quella riflessione è ancora al palo. Perché nonostante tutti i convegni e i tentativi politici, Lombardia e Veneto sono saldamente in mano a esponenti del centrodestra. Solo il Piemonte e la Liguria a tratti si sono lasciati guidare da politici di centrosinistra.
Le Regioni più produttive appannaggio dell’avversario
Diverso è il discorso delle grandi città: Milano, Torino e Genova hanno avuto spesso sindaci di sinistra, ma guardando i dati delle elezioni politiche, Lega e Forza Italia hanno sempre dominato nelle circoscrizioni del Nord. E l’analisi di mille politologi e di decine di politici del centrosinistra, per tre decenni, è stata questa: non è saggio lasciare che le Regioni più produttive e spesso più al passo con il resto d’Europa siano appannaggio dell’avversario.

Anche alle ultime elezioni politiche, quelle del 2022, le cartine geografiche raccontano una storia di monopolio del Settentrione: Fratelli d’Italia ha fatto il pieno, al Partito democratico è rimasto il Centro ex rosso, al Movimento 5 stelle il Sud.
La sinistra si limita a misurare la sua vicinanza al Senatùr
E così, mentre la Lega si è riunita per l’ultimo saluto al Senatùr e tutti si interrogano sul suo valore, sempre fedeli al motto de mortuis nihil nisi bonum, il centrosinistra si limita a misurare la sua vicinanza a Bossi, a testimoniare la sua simpatia, ad assicurare il suo rispetto. Ma per le prossime elezioni politiche, nel 2027 o magari prima, se il campo largo, o quel che sarà, vorrà sperare di essere in partita dovrà tornare a riflettere sul popolo del Nord. Magari tirando anche fuori qualche idea e qualche buon candidato.
Trump rinvia gli attacchi ai siti energetici iraniani
Donald Trump ha annunciato il rinvio di cinque giorni degli attacchi contro impianti e infrastrutture energetiche dell’Iran, minacciati in caso di mancata riapertura dello Stretto di Hormuz allo scadere delle 48 ore “concesse” a Teheran per agire in tal senso. Il presidente Usa su Truth ha spiegato che negli ultimi due giorni ci sono state «discussioni produttive» con l’Iran.
Il messaggio di Trump su Truth
«Basandomi sul tenore e il tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che continueranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviare ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso». Il messaggio di Trump arriva a stretto giro da un altro annuncio: quello del Consiglio di Difesa iraniano, che ha minacciato di minare l’intero Golfo Persico in risposta a eventuali attacchi contro le coste o le isole della Repubblica Islamica.
Catania: arrestato l’anarchico Giuseppe Sciacca, “bombarolo internazionale”
AGI - È ritenuto un esponente di spicco dell'anarchismo insurrezionalista, Giuseppe Sciacca, 47 anni, detto il 'bombarolo', vero esperto nel procurare e nel confezionare ordigni, arrestato dalla polizia di Stato di Catania poiché deve scontare la pena definitiva di 4 anni e 5 mesi di reclusione.
Arrestato dalla polizia di Catania
Distintosi nel tempo per numerose azioni sia in ambito nazionale sia internazionale, con episodi registrati anche in Spagna e Francia, annovera, tra i precedenti di maggior rilievo, nel 2004 il fermo di polizia giudiziaria per atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, a seguito del lancio di due bottiglie incendiarie contro il portone della Stazione dei Carabinieri di Piazza Dante in Catania, nonché del rinvenimento di scritte murali di rivendicazione.
Il video dell'arresto
L'operazione "Scintilla"
Nel 2008 è stato segnalato dalla Digos di Trento per accensioni pericolose, danneggiamento e lesioni personali, in occasione di una manifestazione contro la realizzazione della Cittadella Militare di Mattarello; nello stesso anno è stato tratto in arresto per il lancio di ordigni esplosivi ai danni della sede della Polizia Municipale di Parma.
Nel novembre 2019 Sciacca è stato tratto in arresto in esecuzione di misura cautelare emessa quale esito delle indagini condotte dalla Digos di Torino, coordinata dalla procura, nell’ambito dell’operazione "Scintilla", che aveva portato all'esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di appartenenti all'area anarchica.
Lo sgombero del centro sociale "Asilo"
All'operazione è seguito lo sgombero del centro sociale "Asilo" e manifestazioni di protesta sfociate in ulteriori episodi di violenza. L'uomo era nel gruppo del blocco nero che fu fermato in via Aosta in possesso di un vero e proprio arsenale da utilizzare negli scontri di piazza, ed era stato denunciato insieme ad altri 120 compagni, tra cui figurano leader del movimento anarchico internazionale.
L'area anarchica in Spagna
Nel corso della permanenza all'estero, tra il 2021 e il 2023, è stato frenetico attivista dell'area anarchica antagonista in Spagna, venendo denunciato per allaccio abusivo alla rete elettrica presso uno stabile occupato.
La sentenza di condanna dai giudici di Torino
Sciacca, coinvolto in diverse operazioni in Piemonte, è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso il 13 marzo dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Torino, conseguente a sentenza di condanna pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Torino e confluita in un provvedimento di determinazione delle pene concorrenti del settembre 2025.
Le indagini della Digos di Catania
Dopo l'ordine di carcerazione a carico dell'esponente dell'area anarchica catanese, la Digos di Catania aveva avviato un’intensa e articolata attività finalizzata al rintraccio del condannato alla pena di anni 4 e mesi 5 di reclusione, oltre al pagamento della multa di 17 mila euro. Aveva soggiornato per un periodo nel capoluogo etneo, poi si era trasferito in diverse città del territorio nazionale nonché all’estero, mutando frequentemente domicilio. Nell’ultimo periodo risultava stabilitosi nella città di Roma e ulteriori elementi avrebbero indotto a ritenere che fosse in procinto di fare rientro in Sicilia.
L'arresto nel centro di Catania
Sono stati pertanto predisposti servizi di osservazione nei luoghi abitualmente frequentati dal Sciacca, che hanno consentito di rintracciarlo, nella serata del 21 scorso, nel centro storico di Catania, nei pressi dell’abitazione dei familiari. Bloccato dal personale della Digos, è stato condotto nel carcere di Catania.
Ordigni esplosivi a Barcellona
L'uomo non avrebbe mai smesso di essere attivo. Ad aprile 2021, dopo il ritrovamento di ordigni esplosivi e incendiari in immobili occupati a Barcellona, è emerso un ruolo di rilievo nel gruppo anarchico locale. Per tali fatti è stato destinatario di un mandato di arresto eseguito presso il valico di frontiera di La Junquera.
Le evasioni dai domiciliari a Catania
Nel settembre 2023 è stato arrestato dal Nucleo Operativo dei carabinieri di Catania per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e successivamente sottoposto agli arresti domiciliari. Dopo ripetute evasioni, è stato poi recluso nel carcere di Catania e scarcerato il 28 maggio 2024 per fine pena.
L'arresto, spiega la questura di Catania, si inserisce nel quadro della costante attività di prevenzione e contrasto svolta dalle Digos operanti sul territorio nazionale, sotto il costante coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
L’Iran minaccia di minare tutto il Golfo Persico
Il Consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso di attacchi contro le coste o le isole della Repubblica Islamica, spiegando che verrebbero colpite tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione marittime con diversi tipi di ordigni. Secondo la dichiarazione del Consiglio di Difesa, che è stato creato dopo la guerra dei 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025 e opera sotto l’autorità del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, «l’area potrebbe diventare simile allo Stretto di Hormuz, con gravi conseguenze per il traffico energetico globale». Quella di Teheran è una risposta all’ultimatum lanciato da Donald Trump, che ha “concesso” 48 ore per la riapertura di Hormuz, minacciando altrimenti di colpire le centrali nucleari iraniane. «Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente, in conformità con le consolidate prassi militari, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e nelle aree costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla costa», si legge nella dichiarazione di Teheran.
Valanghe killer, l’Italia è il paese in Europa con più morti
AGI - Sono 37 le persone morte sulle montagne italiane a causa di valanghe in questa stagione invernale che ormai sta volgendo al termine. I dati resi noti dall'European Avalanche Warning Services, che si aggiornano ad ogni primo ottobre, evidenziano che nella stagione 2025/2026 sulle montagne italiane sono morti più scialpinisti ed escursionisti rispetto ad altre nazioni.
Il valore è stato aggiornato a seguito della slavina di sabato scorso in Val Ridanna in Alto Adige. Due scialpinisti altoatesini erano stati estratti senza vita dalla massa nevosa e una donna bresciana di 26 anni è successivamente deceduta in ospedale. Una quarta vittima, cittadina austriaca, è stata trovata dopo due giorni di ricerca in Valle Aurina.
Il primo incidente della stagione
Il primo incidente della stagione in Italia era stato quello del 1 novembre 2025 sulla Cima Vertana, sempre in Alto Adige, ed è stato anche quello con il bilancio più pesante: una valanga ha ucciso cinque persone.
Il bilancio europeo attuale
Il dato di 37 vittime è il più alto in Europa negli ultimi sei anni. Gli incidenti segnalati in Europa sono stati oltre 130. In Francia sono morte 31 persone causa valanghe, in Austria 29, in Svizzera 16, in Spagna 8.
Il primato della stagione 2024/2025
Nella stagione 2024/2025 il triste primato era della Francia con 21 vittime seguita da Svizzera con 20 e Italia con 11.
Morto l’ex premier francese Lionel Jospin
È morto a 88 anni Lionel Jospin: leader del Partito socialista francese dal 1981 al 1988 e poi dal 1995 al 1997, fu primo ministro dal 1997 al 2002 sotto il presidente di centrodestra Jacques Chirac, in quella che è stata la terza – e più lunga – cohabitation della Quinta Repubblica. Il suo governo di coalizione, ad oggi il più longevo della Cinquième République, istituì la settimana lavorativa di 35 ore.
Si era candidato due volte all’Eliseo
Jospin si era candidato senza successo anche alle elezioni presidenziali del 1995 e del 2002, che videro la vittoria di Chirac. Nel primo caso Jospin fu superato al ballottaggio dal candidato gollista, mentre nel secondo fu addirittura eliminato al primo turno da Jean-Marie Le Pen, leader del Front National. Mai, nella storia della Quinta Repubblica, i socialisti erano stati estromessi dal ballottaggio a favore di un candidato di estrema destra. Possibile candidato del PS in vista delle Presidenziali del 2007, Jospin si tirò poi fuori vista la popolarità di cui godeva Ségolène Royal, che sarebbe poi stata sconfitta da Nicolas Sarkozy.
Chi è Emmanuel Gregoire, nuovo sindaco di Parigi
Nelle elezioni municipali che sono appena svolte in Francia la sinistra ha tenuto il controllo di Parigi, Marsiglia e Lione. Nella Capitale transalpina è stato eletto sindaco Emmanuel Gregoire, candidato della gauche che ha rifiutato l’alleanza con La France Insoumise: superata l’ex ministra Rachida Dati. Il nuovo primo cittadino ha ottenuto il 50,52 per cento dei voti. L’ex ministra, un tempo protetta di Nicolas Sarkozy e oggi vicina al presidente Emmanuel Macron, si è fermata al 41,52 per cento delle preferenze, mentre Sophia Chikirou di LFI si è classificata terza con il 7,96 per cento dei voti. Ecco chi è Gregorie, che succede alla collega Anne Hidalgo.

La carriera politica di Gregoire, nuovo sindaco di Parigi
Esponente del Partito socialista, Gregoire è nato nel 1977 a Les Lilas, nella regione dell’Île-de-France. Figlio di un militante del Partito comunista, dopo aver frequentato l’Institut d’études politiques de Bordeaux si è avvicinato ai socialdemocratici, aderendo al partito nel 2002, in occasione della corsa all’Eliseo di Lionel Jospin. Dal 2010 al 2012 è stato capo di gabinetto del sindaco di Parigi Bertrand Delanoë. Poi, dopo la vittoria di François Hollande alle elezioni presidenziali del 2012, è entrato a fare parte del suo staff, lavorando anche per il primo ministro Jean-Marc Ayrault. A seguito delle dimissioni di quest’ultimo, Gregoire è tornato al Comune di Parigi nella squadra della neoeletta sindaca Hidalgo, come assessore, inizialmente con delega alle risorse umane, ai servizi pubblici e alla modernizzazione amministrativa e successivamente al bilancio e alla trasformazione delle politiche pubbliche. Nel 2018 ha preso il posto di Bruno Julliard come primo vicesindaco. Nel 2024 l’addio all’Hôtel de Ville e l’approdo all’Assemblea Nazionale come deputato del settimo collegio elettorale di Parigi. Che, ha precisato dopo l’elezione a sindaco, «non è e non sarà mai una città di estrema destra», promettendo di fare della capitale transalpina un «laboratorio di resistenza» in vista delle Presidenziali del 2027.



























