“La scuola ferma i bulli”: 21 progetti da tutta Italia

AGI - Studenti e insegnanti in campo contro il bullismo. Durante l’iniziativa “La scuola ferma i bulli” sono state presentate al ministero dell’Istruzione e del merito, 21 buone pratiche di altrettante scuole (una per ciascuna regione e provincia autonoma) individuate tra 450 proposte complessive.

L'impegno degli studenti contro il bullismo 

Gli studenti, attraverso contributi audiovisivi, testimonianze e momenti di confronto, hanno presentato le proprie esperienze, incoraggiando altri studenti a condividere e a replicare la propria 'buona pratica'.

Valditara: "21 buone pratiche per la lotta al bullismo" 

“Le 21 buone pratiche provenienti dalle scuole che abbiamo conosciuto oggi dimostrano che gli studenti, insieme ai loro docenti, hanno già in sé la forza e le capacità di sconfiggere il bullismo e la violenza", ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo all’evento tenuto nella sala 'Aldo Moro' del Mim a Roma.

"Un messaggio emerso chiaramente - ha spiegato - quando ho incontrato il giovane studente che ha salvato la sua insegnante da un’atroce aggressione a Trescore Balneario. I progetti che abbiamo ascoltato si focalizzano su punti precisi che devono essere alla base dell’insegnamento dell’educazione all’empatia, che ho fortemente voluto: capacità di immedesimarsi nell’altro; combattere l’odio; non voltarsi dall’altra parte di fronte a violenze e inciviltà; seguire la cultura delle regole; ripristinare il senso del limite; difendere valori forti come amicizia, amore, rispetto; sradicare quella vigliaccheria che è alla base del bullismo e che l’anonimato consentito dal web ha rafforzato”.

Contrasto al bullismo e al cyberbullismo 

L’iniziativa contro il bullismo è nata con l’intento di offrire uno spazio di confronto e di dialogo tra le scuole, valorizzando l’impegno quotidiano di dirigenti, docenti e studenti in azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Erano presenti Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale di pugilato, impegnato a diffondere i valori dello sport, dell’impegno e della dedizione e la cultura del rispetto nella scuola e nella vita quotidiana, e Samuele Carrino, attore protagonista nel film 'Il ragazzo dai pantaloni rosa', dedicato alla drammatica storia di bullismo di Andrea Spezzacatena.

Nel corso della giornata c’è stato anche un laboratorio dedicato alla cultura del rispetto e alla gentilezza che ha coinvolto due classi della Scuola primaria.

Teheran annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz

A seguito della tregua di 10 giorni tra Israele e Libano (e in vista dei nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan), la navigazione nello Stretto di Hormuz torna alla normalità. Il braccio di mare, da cui passa circa il 20 per cento dei flussi mondiali di petrolio e gnl, è stato infatti riaperto. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, seguito poi a stretto giro da Donald Trump.

Trump: «Per l’Iran il blocco navale resta in vigore»

«In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente libero per il restante periodo della tregua, lungo la rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran», ha dichiarato Araghchi. Trump, poco dopo, ha confermato la riapertura dello «stretto dell’Iran». Tuttavia, ha sottolineato il presidente Usa, «il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la transazione non sarà completata al 100 per cento».

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Navigare Insieme, presentata al Coni la seconda edizione del progetto Fiv e Unicredit

Si è svolta presso il salone d’onore del Coni la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di Navigare Insieme: l’Italia senza barriere, il progetto della Federazione Italiana Vela realizzato con il supporto di Unicredit attraverso il Fondo Carta Etica. L’iniziativa nasce per promuovere la vela come sport inclusivo e accessibile, attraverso un programma di attività su tutto il territorio nazionale. Navigare insieme mette al centro la collaborazione tra circoli velici, istituti scolastici, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di abbattere le barriere e favorire la partecipazione delle persone con disabilità. Le attività prevedono momenti in mare e a terra, affiancati da formazione, divulgazione e confronto con le comunità locali. La vela diventa così uno strumento educativo, capace di sviluppare autonomia, fiducia e collaborazione.

I risultati del 2025 e il programma del 2026

Nel corso del 2025 il progetto ha registrato i seguenti risultati:

  • 11 tappe su tutto il territorio nazionale
  • 461 partecipanti coinvolti
  • 10 istituti scolastici
  • 35 associazioni del terzo settore
  • +110 per cento di crescita del tesseramento promozionale

Forte dei risultati ottenuti, Navigare Insieme torna nel 2026 con un programma ancora più strutturato. Il calendario prevede tappe su tutto il territorio nazionale, dal lago di Bolsena fino a Napoli. L’obiettivo è ampliare ulteriormente la rete dei circoli velici coinvolti e rafforzare il radicamento nei territori. Il progetto si configura sempre più come un percorso continuativo. Unisce attività sportive, formazione e momenti di confronto. Offre alle persone con disabilità un’opportunità concreta di avvicinarsi alla vela e proseguire nel tempo.

Usa-Iran, nuovi colloqui in Pakistan il 19 aprile: la proposta di Washington sull’uranio

Il nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi a Islamabad domenica 19 aprile. Lo scrive Axios, citando funzionari americani. La priorità assoluta per l’Amministrazione Trump è garantire che l’Iran non possa accedere alle scorte di quasi due tonnellate di uranio arricchito sepolto nei suoi impianti nucleari sotterranei, in particolare i 450 chilogrammi arricchiti al 60 per cento. Secondo le fonti di Axios, gli Stati Uniti sono pronti a scongelare 20 miliardi di dollari di fondi iraniani se Teheran rinuncerà alle sue scorte. Ma si tratterebbe solo di una delle tante proposte sul tavolo. Gli Stati Uniti «riceveranno tutto il materiale nucleare» in Iran e «non avverrà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità», ha scritto Donald Trump su Truth, smentendo le indiscrezioni di Axios.

Addio a Wired Italia, la testata chiude dopo 17 anni

Wired Italia chiude i battenti. Ad annunciarlo è stato Roger Lynch, ceo di Condé Nast, la casa editrice della testata. In un comunicato divulgato il 16 aprile, giorno dello sciopero dei giornalisti che chiedono da tempo il rinnovo del contratto nazionale, ha spiegato che la chiusura di Wired in Italia fa parte di una riorganizzazione globale che coinvolge anche Glamour e Self. Il manager ha evidenziato che, sebbene l’attività in generale dell’azienda sia in salute e il 2025 sia stato chiuso in crescita, «per mantenere questo livello di performance dobbiamo rimanere disciplinati nella gestione del nostro tempo e delle nostre risorse». Nello specifico, Wired Italia (ma anche le altre due riviste che non sono pubblicate nel nostro Paese) rappresenterebbero poco più dell’1 per cento del fatturato complessivo di Condé Nast. Realtà, insomma, che «continuano a non essere redditizie e la cui gestione nella forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e nelle aree che guideranno la crescita futura».

C’entra anche l’intelligenza artificiale

Sebbene Wired rimanga un marchio globale forte, continua la nota, «l’edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita negli altri Paesi». In più, la società sta apportando modifiche nell’organizzazione tecnologica a causa del «rapido progresso dell’AI e del suo impatto sulla capacità di innovare e sviluppare prodotti rapidamente». Wired è nata nel 1993 negli Stati Uniti. L’edizione italiana è stata lanciata nel 2009. Il primo numero riportava in copertina Rita Levi Montalcini intervistata da Paolo Giordano. Attualmente la redazione, secondo quanto riportato dal Corriere, conta tre giornalisti assunti, più il direttore Zorloni, affiancati da cinque grafici editoriali e due collaboratori fissi, oltre a una rete di decine di collaboratori esterni. Le tempistiche del piano di dismissione sono ancora da definire.

Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi

Grande attesa tra i telespettatori italiani: tutti si chiedono, col fiato sospeso, se nelle serate del 17 e del 24 aprile, su Rai 3, durante le quattro puntate di Vespucci, il viaggio più lungo, il diario visivo di bordo dell’itinerario che ha portato la “nave scuola” della Marina militare in giro per 50 porti in cinque continenti, ci sarà anche Claudia Conte, la “madrina” dell’evento. Ci aspettano due venerdì di fuoco, per vedere la presenza, o certificare l’assenza, della Conte nella lunga narrazione televisiva. Anche perché la donna che ha rivelato una relazione col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi continua ad apparire in video sui canali Rai, come ha notato Dagospia riportando ciò che è successo il 16 aprile su RaiNews col documentario Benedetto Padre d’Europa. Lei, dopo essere stata brevemente “intercettata” in strada dalla giornalista Sara Giudice per la trasmissione È sempre Cartabianca, non ha più rilasciato dichiarazioni sulla liaison e tutto ciò che ha provocato. Mentre girano voci su un possibile libro che potrebbe uscire con “le sue verità”. Staremo a vedere. Uno che non ci pensa minimamente a parlare, manco a dirlo, è Piantedosi. A meno di nuovi clamorosi dettagli che circolano nei corridoi senza mai trasformarsi in vere notizie, e che lo possano costringere a chiarire (o addirittura al passo indietro). Nel frattempo a tenere banco, con tanto di intervento del governo, sono i titoli di studio di Claudia Conte, in particolare la sua laurea (telematica).

Tornando alla Amerigo Vespucci, vanno segnalate le musiche originali firmate addirittura da Nicola Piovani, la voce narrante di Luca Ward, la regia di Flavio Maspes. Non resta che attendere la fatidica messa in onda delle quattro puntate, con il tour della nave. Per la cronaca, Claudia Conte, come ha scritto il quotidiano La Stampa, «ha partecipato al progetto “Tour Mondiale Vespucci e Villaggio Italia” sull’Amerigo Vespucci, lo storico veliero della Marina militare italiana, partito il primo luglio 2023 da Genova per raggiungere cinque continenti, trentatré Paesi, cinquantatré porti. La prima tappa è stata Los Angeles a luglio 2024, dove è stato allestito anche il primo Villaggio Italia. Centinaia i professionisti invitati e Conte ha preso parte a quattro eventi, tre a L.A. e uno a Doha. Qualcuno è andato a titolo gratuito, altri no. E la presentatrice ha ricevuto un contributo forfettario lordo di 4.160 euro per gli otto giorni negli States (mentre ha sostenuto direttamente le spese di viaggio e alloggio). Conte ha poi partecipato alla pre-tappa di Buenos Aires nel marzo 2024, senza incassare un cachet (a differenza di alcune presentazioni a peso d’oro di libri, ndr). A sceglierla, e a emettere la fattura, è stata la società privata di marketing Ninetynine, che ha condotto le attività gestionali, amministrative e contabili del progetto nell’ambito di un partenariato pubblico-privato con Difesa servizi, società in-house del ministero della Difesa». Non inserirla nelle puntate da mandare in onda su Rai 3 sarebbe un’omissione…

Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi
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Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi
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Mazzi, l’aerofobia e… Celentano

Gianmarco Mazzi, neo ministro del Turismo al posto di Daniela Santanchè, ha problemi con gli aerei: lo avete letto su Lettera43 a proposito di un incontro a Cipro, per un vertice con i “colleghi” europei, un summit disertato fisicamente da Mazzi a favore di un più comodo collegamento da remoto. Ma l’idiosincrasia con i mezzi che si alzano dal suolo non è certo una rarità tra i governanti di ieri e di oggi, anche perché nessuno è obbligato a fare il piccione viaggiatore: si ricordano i casi di Rocco Buttiglione, destinato alla Difesa e poi dirottato ai Beni Culturali per la netta contrarietà ai viaggi aerei, per non parlare di Sandro Bondi e Domenico Fisichella, che preferiva le passeggiate con la moglie nel centro storico romano alle trasferte transcontinentali. A parte il merito di non inquinare, a tutto beneficio dell’impronta carbonica personale, e considerando l’inutilità e lo spreco di tanti viaggi cosiddetti istituzionali nei quali non si risolve nulla, è da ricordare l’esperienza lavorativa di Mazzi nel ruolo di autista di Adriano Celentano, agli inizi della carriera. Per una meravigliosa coincidenza (o magari no) pure il Molleggiato ha sempre evitato gli aerei, tanto da rifiutare contratti faraonici per cantare negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, guadagnandosi il titolo di “aerofobo”. Anche Mina e Alex Britti non sopportano le trasferte in aereo.

Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi
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Ferilli torna su Rai 1, stavolta con le Lucciole

Riecco Sabrina Ferilli in Rai, dopo la fiction Gloria: stavolta il titolo della serie attesa per il 2026 su Rai 1 è Lucciole per lanterne, ma l’Enel non c’entra nulla. La protagonista ammazza il marito e quando esce di carcere, una volta scontata la pena, diventa fioraia. La Ferilli sembra l’unica a voler continuare a lavorare per il servizio pubblico: Vanessa Scalera ha detto no quando le hanno chiesto di continuare Imma Tatarianni, arrivata a cinque stagioni quando all’inizio dovevano essere solamente due; e anche Serena Rossi lascia Mina Settembre, dopo la quarta stagione. Tutta colpa di personaggi molto caratterizzanti, senza contare che nel piccolo schermo l’identificazione è più forte rispetto a quella cinematografica.

Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi
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Schifani e Musumeci “franano”. Ma per Ciciliano…

Renato Schifani e Nello Musumeci “franano” con Niscemi: tra i tanti indagati per quanto accaduto in Sicilia, ci sono anche loro. Fatto sta che per Fabio Ciciliano, numero uno della Protezione civile che ha citato un dato Ispra, «il 94,5 per cento dei comuni è a rischio frana, alluvione, erosione costiera o valanghe». E le frane censite nell’inventario dei fenomeni franosi in Italia sono 650 mila. Il rischio idrogeologico incombe: governare i territori, le Regioni e i Comuni sarà sempre più difficile.

Claudia Conte su Rai 3 per gli episodi della Amerigo Vespucci? Gli spifferi
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Claudia Conte, la conferma del governo: «Nessun titolo alla Luiss, ha una laurea telematica»

«L’interpellanza che ho presentato riguardava il percorso universitario e il titolo di studio conseguito dalla giornalista Claudia Conte. Dalla risposta della sottosegretaria Matilde Siracusano emerge che la laurea è stata conseguita presso l’Università telematica Pegaso, e questo conferma un elemento rilevante che fino a oggi non era stato chiarito». Lo ha detto Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo alla Camera. La risposta ufficiale del ministero dell’Istruzione e del Meritomette dunque fine (almeno) al giallo della laurea in Legge inserita nel cv da Conte, al centro delle cronache da quando ha ammesso di avere una relazione col ministro Matteo Piantedosi. La giornalista, infatti, in più occasioni era stata indicata come laureata alla Luiss. Cosa però non vera. «Non intendiamo entrare nella vita privata di nessuno, e non è questo il punto. Il punto è pubblico e riguarda la trasparenza, il rapporto tra titoli conseguiti, incarichi ricevuti e circuiti di potere che garantiscono opportunità precluse a tanti altri», ha aggiunto Bonelli.

LEGGI ANCHE: Claudia Conte e quella presentazione a peso d’oro del libro di un giornalista Rai

La risposta del Mim all’interpellanza di Avs

«Abbiamo provveduto ad effettuare gli accertamenti richiesti dagli interpellanti, acquisendo i dati necessari dall’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati», si legge nella risposta. Claudia Conte, spiega il ministero tramite Siracusano, «si è immatricolata nell’anno accademico 2011/2012 presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali – Luiss Guido Carli per frequentare il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza». Il percorso accademico non si era però concluso: la donna finita al centro della cronaca politica ha infatti rinunciato agli studi presso la Luiss il 5 aprile 2016. A quel punto si è «immatricolata presso l’Università telematica Pegaso» dove «ha sostenuto i restanti esami di profitto» (75 crediti in otto mesi), conseguendo «il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza» il 15 giugno 2017.

Claudia Conte, la conferma del governo: «Nessun titolo alla Luiss, ha una laurea telematica»
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La precisazione sugli eventi delle forze armate

Per quanto riguarda la presenza alle iniziative formative organizzate dalla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Siracusano spiega che Conte in due casi «essendo giornalista, ha partecipato in qualità di moderatrice» e che a un’altra «ha preso parte in qualità di autrice di un libro sul disagio giovanile, tema oggetto dell’incontro formativo», senza poi raccogliere l’invito a partecipare all’ultimo intervento che le era stato proposta. Per queste attività, ha specificato Siracusano, «non è richiesto il requisito della laurea». La sottosegretaria ha anche aggiunto che «le prestazioni in argomento non sono neanche state liquidate a causa dell’incompletezza della documentazione che era stata richiesta all’interessata ai fini del pagamento».

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A Parigi Meloni riscopre i Volenterosi dopo la rottura con Trump

Giorgia Meloni arriva al vertice dei Volenterosi dopo lo strappo con Trump – che sta tentando timidamente di ricucire definendo «un’eccellente notizia» il cessate il fuoco tra Libano e Israele grazie all’intervento Usa – con la preoccupazione di un’imminente recessione e il rischio di isolamento commerciale. Mentre le delegazioni si riuniscono all’Eliseo, l’aria che si respira fuori non è quella della diplomazia, ma quella di una tempesta imminente. Il vertice di venerdì, a cui partecipa la Presidente del Consiglio insieme ai leader di Francia, Regno Unito e Germania, non è una semplice passerella politica. È, a tutti gli effetti, un tentativo disperato di evitare che lo Stretto di Hormuz diventi la tomba della stabilità economica globale. E Meloni è costretta a rincorrere, dopo i numerosi episodi di frizione, soprattutto con Emmanuel Macron, degli ultimi anni.

A Parigi Meloni riscopre i Volenterosi dopo la rottura con Trump
Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer all’Eliseo (Ansa).

I rischi di una chiusura prolungata di Hormuz

Ma cosa succederebbe se il comunicato finale parlasse di un “nulla di fatto”? Se le divergenze tra i Volenterosi – già a loro volta divisi con la Francia intenzionata a dare il via a un’operazione difensiva senza gli Usa (grandi assenti al vertice) – e la linea dura di Donald Trump, unite all’intransigenza di Teheran, facessero fallire i negoziati? La risposta sta nei terminali di Bloomberg e nei portafogli delle famiglie italiane: sarebbe l’inizio di un “inverno economico” senza precedenti. Solo un anno fa Meloni snobbava i Volenterosi sull’Ucraina, oggi è costretta a rincorrere per non rimanere isolata. La domanda allora era diversa ma la risposta oggi è la stessa: la sicurezza dell’alleanza transatlantica. Dallo Stretto di Hormuz ogni giorno passano 21 milioni di barili di petrolio e il 20 per cento del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale. Se il blocco navale fosse prolungato la situazione precipiterebbe. Goldman Sachs ha già lanciato l’allarme: in assenza di un corridoio di sicurezza garantito, il prezzo del Brent schizzerebbe oltre i 130 dollari al barile in pochi giorni. Per l’Europa, già provata da anni di crisi energetiche, l’impatto sul gas sarebbe ancora più devastante, con rincari stimati fino al 130 per cento rispetto ai livelli pre-crisi.

A Parigi Meloni riscopre i Volenterosi dopo la rottura con Trump
Una petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz (Ansa).

Il prezzo della guerra ricade sulle famiglie: 950 euro in più tra bollette e benzina

La CGIA di Mestre ha già calcolato il “prezzo della guerra“: un aggravio di quasi 10 miliardi di euro per il sistema produttivo nel solo 2026. Le prime stime parlano di batosta da 950 euro a famiglia tra rincari delle bollette elettriche e, inevitabilmente, dei prezzi alla pompa. L‘inflazione, che sembrava domata, tornerebbe a ruggire verso il 2,6 – 3 per cento, erodendo i risparmi e frenando i consumi. Il Made in Italy rischierebbe poi di pagare il prezzo più alto. I distretti industriali energivori, orgoglio del nostro export, si trovano davanti a un bivio drammatico. Il fallimento diplomatico aprirebbe le porte alla stagflazione. Il Pil italiano rischierebbe un’ulteriore contrazione mentre i prezzi continuano a salire.

La tentazione del gas russo

Ma c’è anche un altro rischio. La “tentazione del gas russo“, che sta tornando a serpeggiare in alcuni ambienti politici europei – compresa l’Italia – come soluzione d’emergenza, evidenzia quanto la disperazione energetica possa minare l’unità dell’Occidente. Se Parigi fallisce, la coesione europea potrebbe essere la prossima vittima, con i singoli Stati che corrono a cercare accordi bilaterali per assicurarsi le ultime gocce di energia rimaste sul mercato. Per Meloni, la sfida è doppia. Da un lato deve garantire che l’Italia non rimanga isolata in un Mediterraneo che rischia di diventare un vicolo cieco commerciale; dall’altro deve mediare tra l’alleato americano, che vede nel blocco uno strumento di pressione geopolitica, e le necessità vitali di un’economia manifatturiera come quella italiana. Il vertice di Parigi è l’ultimo argine prima che il conflitto iraniano travolga le economie di mezzo mondo. E anche un’occasione per l’Europa, rimasta ai margini anche sul conflitto israelo-palestinese, di non essere espulsa da un nodo strategico.

Ok del Senato al decreto Sicurezza: scatta la corsa per il via libera della Camera

L’Aula del Senato ha approvato con 96 voti favorevoli, 46 contrari e nessun astenuto il decreto Sicurezza. Il provvedimento, che contiene norme come il fermo preventivo per i manifestanti, lo scudo penale che evita (in alcuni casi) agli agenti l’iscrizione iniziale nel registro degli indagati e il divieto di detenzione di coltelli, è ora atteso alla Camera dei deputati per la seconda lettura parlamentare.

Il decreto Sicurezza perderà validità il 25 aprile

Il tempo però stringe: il decreto Sicurezza infatti scadrà – perdendo validità – il 25 aprile. Pertanto Montecitorio dovrà dare il via libera definitivo al provvedimento entro venerdì 24 aprile. Il governo ha annunciato che porrà la questione di fiducia sul decreto legge, mentre le opposizioni sono determinate a fare ostruzionismo: varato il 24 febbraio, il dl è stato duramente contestato dal centrosinistra con oltre mille emendamenti proposti in commissione Affari costituzionali e quasi altrettanti in Aula. In occasione del voto a Palazzo Madama i senatori contrari al dl hanno mostrato dei cartelli con scritto “Meno sicurezza, meno diritti” e “Zero risorse, zero sicurezza”.

Nuoro: incassa pensione della madre morta per 13 anni

AGI - I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Nuoro hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dall'autorità giudiziaria, nei confronti di una donna indagata per il reato di truffa aggravata, per un valore complessivo di circa 226.000 euro tra beni e disponibilità finanziarie. 

La pensione percepita indebitamente per 13 anni

L'indagine, sviluppata nei mesi scorsi attraverso approfonditi riscontri documentali e bancari, ha consentito di individuare una cittadina di origine nuorese, residente fuori Regione, che avrebbe continuato a percepire indebitamente la pensione della madre, già residente a Nuoro, deceduta da oltre 13 anni.

Le indagini hanno evidenziato come la donna abbia sfruttato un errore del sistema informatico dell'Ufficio Anagrafe comunale che avrebbe dovuto registrare il decesso e trasmettere i relativi atti all'Inps consentendo cosi' l'interruzione degli accrediti pensionistici.

L'indagata, anziché segnalare l'anomalia alle amministrazioni competenti, avrebbe scientemente omesso tale comunicazione, continuando a beneficiare delle somme accreditate.

La gestione abusiva degli immobili

Nel corso delle investigazioni è emerso, inoltre, che l'indagata avrebbe gestito due immobili formalmente intestati alla madre defunta, senza mai procedere alla dichiarazione di successione. Gli immobili sarebbero stati concessi in locazione, con contratti sottoscritti dalla stessa, comportandosi di fatto come proprietaria.

Tale condotta, qualificata nel suo complesso quale tacita accettazione dell'eredita', ha consentito di considerare i beni nella disponibilita' effettiva dell'indagata e, quindi, di sottoporli a sequestro ai fini della futura confisca.

Il sequestro dei beni e i conti correnti

Gli accertamenti hanno consentito di ricondurre alla stessa numerose operazioni, tra cui spese per l'acquisto di biglietti aerei e prenotazioni alberghiere effettuate a proprio nome. Al fine di "congelare" il profitto del reato, costituito dalle somme indebitamente percepite, è stato disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per circa 100.000 euro, nonché di un immobile situato nel centro di Nuoro del valore stimato di circa 200.000 euro.