Andrea Agnelli torna nel mondo dello sport come investitore con il lancio di Gamma Waves Partners, società con sede ad Amsterdam che, come spiega il Financial Times, «punterà su competizioni e formati innovativi, squadre, atleti e tecnologie per aumentare il coinvolgimento dei tifosi». Gamma Waves Partners gestirà capitali investiti dall’ex presidente della Juventus e da altri cofondatori, tra cui l’ex calciatore bianconero Giorgio Chiellini e Rocco Benetton, valutando – viene spiegato – anche il finanziamento di imprese attive nei contenuti generati dall’IA.
Andrea Agnelli (Imagoeconomica).
Andrea Agnelli è stato presidente della Juventus dal 2010 al 2022
Gamma Waves Partners ha già ottenuto impegni di finanziamento per 55 milioni di euro su un obiettivo di 100. Agnelli, presidente della Juventus dal 2010 al 2022, ha lasciato il club a seguito dell’inchiesta “Prisma” sulle plusvalenze e a settembre del 2025 ha ricevuto una condanna sospesa a 20 mesi nell’ambito di un patteggiamento, definendo la scelta «sofferta ma giusta» (non ha mai ammesso alcuna colpa) per chiudere il contenzioso penale. «Ho appena compiuto 50 anni, quindi c’è abbastanza spazio per scrivere un’altra pagina entusiasmante», ha detto al Ft.
Gli Stati Uniti starebbero valutando opzioni per punire i paesi Nato che non li hanno aiutati nella guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato un funzionario americano all’agenzia di stampa Reuters, secondo cui un’e-mail interna del Pentagono descrive le possibilità che gli Usa stanno vagliando in tal senso. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbero la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione americana sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland. Altre opzioni sono dettagliate in un rapporto che esprime frustrazione per la percepita riluttanza o il rifiuto di diversi alleati degli Stati Uniti di concedere loro l’accesso, ad esempio, a basi o voli attraverso il loro spazio aereo in base al trattato Nato.
Sanchez: «Valgono solo gli atti formali»
Interpellato sulla vicenda, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha così dichiarato a margine del vertice Ue informale di Cipro: «Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti».
AGI - È stato fermato e portato in carcere, con l'accusa di omicidio aggravato dal vincolo coniugale, Antonio Fortebraccio, 48 anni, la guardia giurata che ieri sera a Foggia ha ucciso con quattro colpi di pistola la moglie, Stefania Rago, di 46 anni. L'uomo avrebbe sparato con la pistola d'ordinanza al termine di un litigio nella loro abitazione in via Salvemini, nella zona di San Ciro.
I due figli della coppia non erano in casa
Al momento dell'omicidio i due figli della coppia, una ragazza di 23 anni e un ragazzo di 27 non erano in casa. Agli inquirenti non risultano denunce pregresse da parte della donna su presunte violenze da parte del marito. L'uomo dopo aver sparato alla moglie è andato in caserma dai carabinieri a costituirsi. I vicini hanno udito un violento litigio, seguito da quattro colpi d'arma da fuoco. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.
Il cessate il fuoco tra Israele e Libano, in vigore da dieci giorni e in scadenza, è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato Donald Trump dopo l’incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori di Tel Aviv e Beirut, al secondo ciclo di negoziati. Esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro la fine del 2026 («Ci sono ottime probabilità. Penso che sia un obiettivo facile da centrare»), il tycoon ha poi dichiarato di aspettarsi che i leader dei due Paesi, dunque il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun, lo incontrino nel corso delle prossime due settimane.
Gannon Ken Van Dyke, un soldato Usa coinvolto nell’operazione per catturare e destituire il presidente venezuelano Nicolas Maduro, è stato arrestato con l’accusa di aver utilizzato informazioni riservate a scopo di lucro, in particolare per scommettere sulla piattaforma Polymarket proprio sulla cattura del dittatore. Il sito permette agli utenti di scommettere in criptovalute sulla previsione che un certo evento accadrà o non accadrà o sulla sua data. Van Dyke, che era impegnato nell’operazione da un mese e aveva firmato accordi di riservatezza in cui si impegnava a non divulgare informazioni riservate o sensibili relative ad essa, avrebbe scommesso 32.500 dollari (circa 28 mila euro) sul fatto che Maduro sarebbe stato destituito entro il 31 gennaio del 2026. Il soldato avrebbe effettuato la maggior parte delle scommesse (13 in totale) nella notte del 2 gennaio, il giorno dell’operazione, vincendo più di 400 mila dollari (più di 340 mila euro). Subito dopo, avrebbe trasferito la maggior parte del denaro vinto in un portafoglio di criptovalute all’estero e chiesto a Polymarket di cancellare il suo account. Il militare è ora accusato di frode finanziaria e telematica e dell’utilizzo di informazioni riservate a scopo di lucro. Rischia fino a 60 anni di carcere.
Silvio Berlusconi non c’è più, ma i suoi figli – ottimi imprenditori – sono lì che governano Forza Italia dall’alto. Soprattutto dall’alto dei debiti che il partito creato dal Cav ha nei confronti della famiglia Berlusconi. Un dettaglio non secondario, come spiegò bene una volta il filosofo Marcello Pera, già presidente del Senato, già esponente di spicco di Forza Italia, oggi senatore di Fratelli d’Italia: «Forza Italia è un partito del presidente. C’è il presidente e ci sono gli elettori. Piaccia o no, questo partito è nato e morirà così». Ed essendo il partito di Berlusconi nato con Berlusconi, «dipendente dalle intuizioni di Berlusconi oltre che in alcune circostanze dai soldi di Berlusconi, e dai voti di Berlusconi, bisogna rispettarlo per quello che è», aggiunse Pera.
Marcello Pera (Imagoeconomica).
In Forza Italia la rottamazione è ontologicamente impossibile
Anche oggi dunque andrebbe rispettato per quello che è, anche ora che non c’è più Silvio Berlusconi: un partito nel quale non sono possibili rottamazioni. Da quelle parti non possono nascere i Matteo Renzi, perché non sono geneticamente compatibili, ontologicamente possibili. Sicché quando c’è da praticare il rinnovamento, si organizza qualche bella riunione e si fanno fuori Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato per metterci Stefania Craxi e Paolo Barelli da capogruppo alla Camera per metterci Enrico Costa (peraltro ottimo garantista). Ora, finché c’era il Cav, tutto era consentito. Anche passare sopra la dignità politica dei presidenti dei gruppi parlamentari. Adesso che però queste decisioni vengono prese dai capi morali di Forza Italia senza che questi abbiano mangiato «pane e cicoria», per dirla con Francesco Rutelli, beh, questo sembra essere più difficile da comprendere. Anche se vale sempre quello che ha detto quella volta Pera, beninteso.
Antonio Tajani, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli (Imagoeconomica).
I make-up creano solo incattiviti sottoposti
Il problema di Forza Italia è che così non nascono le rivoluzioni, semmai si creano incattiviti sottoposti. Barelli nelle sortite pubbliche, interviste comprese, non sembra essere il massimo della spensieratezza. Anche essere rimasto di fatto presidente della Federnuoto, delegando le sue funzioni al vice Andrea Pieri, nonostante la promozione a sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, senz’altro lo allieterà. Berlusconi senior però sapeva ricompensare meglio quelli che faceva fuori. Non è con quelli che hanno fatto sempre parte di Forza Italia, ancorché magari non in posizioni di comando, che il partito di Berlusconi potrà raggiungere l’agognata doppia cifra.
Paolo Barelli (foto Imagoeconomica).
Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio
La politica è fatta sì di feroci rinnovamenti, ma devono essere appunto rinnovamenti. Altrimenti è solo arte cosmetica, trucchi per convincere se stessi che «fino a qui tutto bene». Il problema, ne L’odio di Mathieu Kassovitz come in politica, non è la caduta ma l’atterraggio. E a un anno o poco più dalle elezioni politiche, l’atterraggio di Forza Italia potrebbe non essere molto sereno. La coalizione rischia di essere spostata a destra; Giorgia Melonipotrebbe incattivirsi dopo la sconfitta referendaria e Matteo Salvini ha ancora da gestire, ancorché dall’esterno, quel mostro politico di Roberto Vannacci nato in vitro, un errore che potrebbe rivelarsi esiziale per la Lega: hanno dato le chiavi di casa a uno che ne ha approfittato per incendiarla. Capolavoro politico.
Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini (Ansa).
Meloni rischia di perdere l’invincibilità per colpa degli alleati
Vannacci è dunque lì che reclama attenzione e la presidente del Consiglio non sembra intenzionata a fargliela mancare. Il partito di Antonio Tajani, la cui data di scadenza è paragonabile a quella di uno yogurt, sarà stretto fra il manettarismo di ritorno della presidente del Consiglio e quello del capo leghista, ormai saldamente tornato in formato Cremlino. «Piuttosto che chiudere fabbriche, scuole e ospedali torniamo a prendere gas e petrolio da tutto il mondo, Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia», ha detto Salvini lo scorso fine settimana, durante la manifestazione destrorsa con Jordan Bardella e soci a Milano. Salvini come Jep Gambardella vuole avere il potere di far fallire le coalizioni. Resta da capire se Meloni avrà tutta questa energia per occuparsi anche di quello che fanno e faranno gli altri partiti della maggioranza, ora e nei prossimi mesi, oppure dovrà accettare di aver perso lo scettro dell’invincibilità anche per colpa degli alleati. Servirebbe, insieme a un Renzi di destra, anche un Nanni Moretti di destra che da un palco gridi: «Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai».
AGI - Venti pagine scritte, più altre cinque tra fotografie e screenshot di chat telefoniche, oltre a un paio d'ore di audio in allegato. L'esposto lungo e complesso sul caso Garlasco depositato stamane in Procura Generale dallo Studio legale Gasperini-Fabrizi contiene le considerazioni di una giornalista televisiva indirizzate soprattutto sulla gestione mediatica delle notizie relative all'indagine della Procura di Pavia che vede accusato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi.
Stando a quanto ha potuto leggere l'AGI, la giornalista individua in Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, colui che non solo avrebbe orientato i contenuti di alcuni programmi televisivi di cui era ed è spesso ospite ma avrebbe cercato anche di "dare la linea" alle attività investigative portate avanti dagli inquirenti. La cronista non indica ipotesi di reato, delegando alla Procura il compito di individuarle se ve ne dovessero essere.
Dragaggio del canale e dibattito pubblico
Un passaggio dell'esposto è relativo al "dragaggio del canale e l'effetto sul dibattito pubblico" in riferimento al maggio 2025 quando i carabinieri di Milano e i vigili del Fuoco perlustrarono il canale di Tromello alla ricerca della possibile arma del delitto sulla base della testimonianza di Gianni Bruscagin.
Testimonianza e sospetti mediatici
Il presunto testimone aveva raccontato alle Iene di avere ricevuto le confidenze di una donna che aveva raccontato di avere visto Stefania Cappa (mai indagata né nella vecchia né nella nuova indagine sul delitto) arrivare a casa della nonna a Tromello con una pesante borsa poi da lei gettata nel corso d'acqua. "Tale iniziativa contribuì ad accrescere l'attenzione e i sospetti mediatici nei confronti delle sorelle Cappa", si legge nell'esposto sul tavolo della pg Francesca Nanni.
Interventi televisivi dell'avvocato
A tale esposizione mediatica"contribuì anche l'avvocato Antonio De Rensis" che intervenendo in diverse trasmissioni televisive fece ripetuti riferimenti alla presenza di più persone sulla scena del delitto e alla possibile figura di un autore donna evocando così, in modo più o meno esplicito, il coinvolgimento delle Cappa.
Chat e riferimento a Marco Poggi
Nell'esposto viene ipotizzato sulla base di una chat con un'autrice del programma tv per cui lavorava la giornalista che De Rensis avrebbe esortato il conduttore a "tirare in ballo il fratello di Chiara", cioè Marco Poggi, alludendo a un legame intimo tra i due giovani all'epoca del delitto.
Linea editoriale del programma
Il legame intimo a cui si fa riferimento sarebbe stato tra Marco Poggi e Andrea Sempio. Nell'esposto, l'autrice scrive anche che dopo la riapertura dell'inchiesta sulla morte di Chiara Poggi la linea del programma era nel senso di dare priorità all'esposizione mediatica"promossa dalla difesa di Alberto Stasi" mettendo in secondo piano"elementi investigativi nuovi e concreti".
Ci mancava giusto la serie sui gialli di Walter Veltroni. E invece mamma Rai non dimentica mai nessuno, soprattutto se sei una personalità ancora con un certo potere, come lo è l’ex segretario del Partito democratico. Che, tra le sue mille attività, compreso scrivere assiduamente come editorialista per il Corriere della Sera (diretto dal suo collega ai tempi della direzione de l’Unità, Luciano Fontana), dal 2019 si è inventato pure giallista, con romanzi che hanno per protagonista Giovanni Buonvino, che indaga su fatti, delitti e misteri avvenuti in quel di Roma, a Villa Borghese o nelle immediate vicinanze.
L’ultimo libro di Veltroni su Buonvino.
Una fiction in due puntate con protagonista Giorgio Marchesi
«Giovanni Buonvino, amante della buona cucina, psicologo, solitario e nostalgico, preferisce l’intuizione all’uso della pistola», recita la descrizione dell’IA di Google. I gialli in questione sono sei, di cui l’ultimo uscito proprio a inizio 2026: Buonvino e l’omicidio dei ragazzi. Gli altri, a partire dal 2019, sono Assassinio a Villa Borghese, C’è un cadavere al Bioparco, Buonvino e il caso del bambino scomparso, Buonvino tra amore e morte, Buonvino e il circo insanguinato, tutti pubblicati da Marsilio. E ora la Rai ne fa una fiction: Buonvino. Misteri a Villa Borghese è il titolo, per due puntate programmate in prima serata su Rai 1 il 7 e il 14 maggio, entrambe di giovedì, con protagonista Giorgio Marchesi, per la regia di Milena Cocozza, mentre la realizzazione è di Palomar di Carlo Degli Esposti, la stessa casa di produzione della serie su Montalbano.
Nei comunicati passati si è sempre citato l’autore dei romanzi
Un fatto curioso, però, è che nel comunicato che annuncia la conferenza stampa in programma venerdì alle 12 nella nuova sede Rai di Via Alessandro Severo a Roma non ci sia alcun riferimento a Veltroni. Da nessuna parte si dice che la serie su Buonvino è basata sui romanzi dell’ex sindaco di Roma. Una dimenticanza assai strana. Anche a vedere altri comunicati precedenti: per esempio, per Imma Tataranni, l’avvocato Guerrieri, Màkari e Rocco Schiavone c’è sempre un accenno al fatto che le serie sono tratte dai romanzi di Mariolina Venezia, Gianrico Carofiglio, Gaetano Savatteri e Antonio Manzini.
Walter Veltroni (foto Imagoeconomica).
Così come nella presentazione di Malinconico avvocato d’insuccesso è spiegato che sono storie tratte dai romanzi di Diego Da Silva. O quella sul commissario Ricciardi, ispirata ai libri di Maurizio De Giovanni. Anzi, a volte l’autore è anche stato presente alle conferenze stampa, magari perché ha collaborato alla sceneggiatura.
L’asciutta sinossi senza alcun riferimento all’ex sindaco di Roma
Qui, invece, di Veltroni non si fa menzione alcuna. «La vita sembra dare a Giovanni Buonvino, da anni relegato a un incarico burocratico e noioso, una seconda possibilità: il comando di un commissariato. Peccato che sia quello di Villa Borghese, nel grande cuore di Roma, dove non accade mai nulla. O forse no», è la sinossi che si legge nel comunicato. E stop. Nessun riferimento ai libri dell’ex segretario e fondatore del Pd.
Una vita extrapolitica fatta di libri, film, documentari…
Veltroni, nella sua carriera extrapolitica, ha pubblicato diversi libri, come La scoperta dell’alba e Senza Patricio, e ha pure diretto film e documentari, come Quando c’era Berlinguer, I bambini sanno e C’è tempo, alcuni trasmessi anche dalla tivù pubblica. «Forse c’è stata una dimenticanza, ma poi in conferenza stampa si farà menzione ai romanzi di Veltroni», spiegano da Via Asiago.
Elly Schlein con Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction (foto Imagoeconomica).
Dito puntato sulla Rai destrorsa e meloniana
Qualcuno però, dentro mamma Rai, non è convinto. Anche perché i comunicati stampa sono vergati con la massima attenzione e una mancanza così non passa inosservata. Vengono date due spiegazioni: o nella Rai destrorsa e meloniana fare una fiction sui libri di Veltroni non va bene e quindi si vuol far passare la cosa sottotraccia (la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati è considerata vicina al Pd, ma va molto d’accordo con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi). Oppure, visto che c’è di mezzo un ex politico ancora ben presente e consultato nel dibattito pubblico, meglio lasciare la cosa sullo sfondo, senza enfatizzarla.
L’assemblea straordinaria degli azionisti di Warner Bros. Discovery ha approvato l’acquisto della società da parte di Paramount Skydance, che a febbraio in extremis aveva fatto pervenire un’offerta da 111 miliardi di dollari, sopravanzando Netflix. Che a quel punto aveva deciso di non rilanciare, dopo aver siglato già a dicembre 2025 un accordo da 83 miliardi con Warner per rilevare buona parte del suo business.
La sede di Paramount (Ansa).
La proposta di Paramount riguarda l’intera società
«Apprezziamo il sostegno degli azionisti nel valorizzare il nostro portafoglio di contenuti», ha dichiarato il presidente di Warner Bros. Discovery Samuel A. Di Piazza Jr., sottolineando che l’operazione permetterà di creare un gruppo in grado di ampliare l’offerta per i consumatori e sostenere l’industria creativa globale. La proposta di Paramount riguarda – a differenza di quella di Netflix – l’intera società: l’operazione è destinata a creare un gruppo media capace di competere per dimensioni con The Walt Disney Company e NBCUniversal, controllata da Comcast.
David Zaslav (Ansa).
Gli azionisti hanno detto no alla maxi buonuscita per il ceo
L’amministratore delegato di WBD David Zaslav ha definito il via libera degli azionisti, arrivato con ampia maggioranza, «una tappa chiave» verso il completamento della transazione, che darà appunto vita a una media company di nuova generazione. Gli stessi azionisti, sul fronte della governance, hanno però respinto il maxi-compenso da 500 milioni di dollari previsto come buonuscita per Zaslav.
L’offerta di Paramount è stata sostenuta da Trump
La proposta di Paramount è stata sostenuta da Donald Trump: l’amministratore delegato della società, David Ellison, è figlio di quel Larry imprenditore e magnate della tecnologia, noto principalmente come cofondatore di Oracle e amico di vecchia data del presidente Usa. Il closing dell’operazione è atteso nel terzo trimestre del 2026, subordinato alle consuete condizioni, tra cui le autorizzazioni regolatorie.
AGI - Proseguono a Forlì gli accertamenti sull'inchiesta relativa alle morti sospette durante trasporti in ambulanza che vede in carcere Luca Spada, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, accusato di omicidio pluriaggravato per il decesso dell'85enne Deanna Mambelli, avvenuto il 25 novembre scorso durante un trasferimento sanitario.
I carabinieri hanno avviato una nuova serie di audizioni, partendo dai titolari dell'agenzia funebre di Meldola con cui il giovane collaborava saltuariamente, per verificare eventuali collegamenti tra l'attività nei soccorsi e quella nel settore funerario. Al momento, secondo quanto emerge, non sarebbero emersi riscontri diretti.
Morti sospette in ambulanza, il ruolo di un collega
Sono stati sentiti anche alcuni colleghi dell'indagato, compresi operatori che avrebbero lavorato con lui nei trasporti finiti sotto la lente investigativa. Al centro dell'indagine restano sei decessi ritenuti sospetti, anche se l'attenzione degli inquirenti si concentra per ora sul caso Mambelli, unico episodio contestato formalmente nell'ordinanza cautelare. Tra gli elementi raccolti figura il racconto di una collega presente durante quel viaggio, che avrebbe riferito del ritrovamento di una siringa aperta all'interno del mezzo dopo l'arrivo in ospedale. Secondo l'ipotesi accusatoria, lo strumento potrebbe essere stato utilizzato per provocare un'embolia gassosa.
La strategia dell'autista di ambulanza
La difesa di Spada, che continua a dichiararsi innocente, sta preparando il ricorso al Tribunale del Riesame e ha incaricato consulenti di parte di esaminare gli esiti dell'autopsia, ritenuta uno dei punti centrali del confronto tecnico tra accusa e legali. Restano, inoltre, aperti interrogativi sul possibile movente, che gli investigatori stanno ancora cercando di chiarire. Nei prossimi giorni sono previste ulteriori audizioni di personale sanitario e colleghi dell'indagato.
Azioni legali contro l'odio social
Intanto la compagna del 27enne ha annunciato un'azione legale contro insulti e minacce ricevuti sui social network dopo la diffusione della notizia dell'arresto. Il legale della donna ha reso noto il deposito delle prime 20 denunce-querele per messaggi offensivi, diffamatori e intimidatori, spiegando che ulteriori esposti sarebbero in preparazione.