L’allarme dell’intelligence olandese: la Russia si sta preparando a un conflitto con la Nato

La Russia si sta preparando a un possibile conflitto con la Nato entro un anno dalla fine della guerra in Ucraina. È quanto emerge da un rapporto del Mivd, ovvero il servizio di intelligence militare dei Paesi Bassi, che definisce Mosca «la minaccia più grande e diretta» per l’Europa, anche in virtù (o meglio per colpa) dei legami sempre più stretti con Pechino.

Preoccupano i rapporti tra Russia e Cina, sempre più stretti

Negli ultimi tempi la Russia – che non aprirà un nuovo fronte finché sarà impegnata in Ucraina – si è avvicinata molto alla Cina e la crescente cooperazione militare tra i due Paesi sta rafforzando la percezione del Cremlino di poter colpire obiettivi militari e civili in Occidente. Mosca, spiega il dossier, punta a sfruttare le esportazioni di Pechino per sostenere la propria industria bellica. Non solo. Alla Russia fanno gola anche le capacità di cyber-spionaggio sviluppate dalla Cina, ormai paragonabili a quelle degli Stati Uniti: Peter Reesink, direttore del Mivd, le ha definite come «molto avanzate e organizzate in modo complesso». La Repubblica Popolare, invece, è interessata a trarre insegnamenti dall’esperienza maturata dalle forze russe sul campo di battaglia in Ucraina.

Secondo la Difesa svedese la Russia potrebbe occupare un’isola nel Baltico

In un’intervista al Times il generale Michael Claesson, capo di Stato maggiore della Difesa della Svezia, ha avvertito che la Russia, al fine di testare la solidità della Nato, è pronta a occupare un’isola nel Mar Baltico «in qualsiasi momento», dove le forze armate di Mosca hanno iniziato a scortare regolarmente le navi commerciali della flotta ombra. Le forze dell’Alleanza atlantica hanno condotto frequenti esercitazioni relative a sbarchi russi su alcune delle isole più grandi e strategicamente utili del Mar Baltico, come Gotland in Svezia, Bornholm in Danimarca, Hiiumaa e Saaremaa in Estonia.

Giovane di 23 anni ucciso nel Cagliaritano con un colpo di pistola

AGI - Un giovane di 23 anni, muratore residente a Villacidro, è stato ucciso nella notte a Monserrato (Cagliari) con un colpo di pistola al petto. Sul posto è giunto il personale sanitario del 118, che ha tentato di rianimarlo invano.

La vittima si chiamava Leonardo Mocci. Il delitto è avvenuto, poco prima di mezzanotte, nel cortile di un condominio di piazza Settimio Severo. I carabinieri, intervenuti sul posto, stanno effettuando le indagini, sentendo i residenti e verificando eventuali registrazioni delle telecamere presenti in zona, per cercare di ricostruire il movente e trovare l'omicida. 

Il segretario della Marina Usa John Phelan è stato licenziato

Il segretario della Marina Usa John Phelan è stato rimosso dal suo incarico, in un clima di tensione con il segretario alla Difesa Pete Hegseth in merito all’attuazione della riforma della costruzione navale. Ad alimentare gli attriti sarebbero anche stati gli stretti rapporti di Phelan con il presidente Donald Trump. Ad assumere la leadership della Marina sarà, ad interim, il sottosegretario Hung Cao.

Le tensioni con Hegseth e la decisione di Trump

Diverse fonti hanno riferito alla Cnn che da mesi serpeggiava tensione tra Phelan e Hegseth, il quale riteneva che Phelan stesse procedendo troppo lentamente nell’attuazione delle riforme della cantieristica navale. Hegseth era inoltre infastidito dalla sua comunicazione diretta con Trump, che interpretava come un tentativo di scavalcarlo. Secondo un alto funzionario della Casa Bianca, la questione è giunta al culmine durante un incontro tra Trump e Hegseth alla Casa Bianca, mercoledì 22 aprile 2026, incentrato sulla costruzione navale. Il presidente, frustrato dalla lentezza dei progressi, si sarebbe convinto durante il colloquio che Phelan dovesse essere sostituito e avrebbe detto a Hegseth di nominare qualcuno di più efficiente (il segretario della Marina è subordinato al segretario alla Difesa). Hegseth ha così inviato un messaggio a Phelan informandolo che doveva dimettersi o sarebbe stato licenziato. Quest’ultimo, non credendo che Trump fosse a conoscenza del messaggio, si è recato alla Casa Bianca chiedendo di incontrare il tycoon, che gli ha confermato tutto.

Zampolli in pressing su Trump e Infantino: «Italia ai Mondiali al posto dell’Iran»

Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e amico di vecchia data di Donald Trump, sta provando a compiere l’impresa che dal lontano 2017 sembra impossibile per ct e calciatori nostrani: far qualificare la Nazionale italiana ai Mondiali. Come riporta il Financial Times, l’imprenditore ha suggerito al presidente della Fifa Gianni Infantino e a Trump, in quanto leader di uno dei Paesi co-organizzatori del torneo, di ammettere l’Italia alla Coppa del Mondo al posto dell’Iran, in virtù del ricco palmares azzurro.

Zampolli in pressing su Trump e Infantino: «Italia ai Mondiali al posto dell’Iran»
Donald Trump e Gianni Infantino (Imagoeconomica).

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Il piano di Zampolli: ricucire lo strappo Trump-Meloni

«Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, l’Italia ha il pedigree per giustificare l’inclusione», ha detto Zampolli al Ft. Il giornale spiega che il piano dell’imprenditore è uno «sforzo per riparare i legami fra Trump e Giorgia Meloni» dopo le frizioni nate dagli attacchi del presidente Usa a papa Leone XIV per la guerra in Iran.

Zampolli in pressing su Trump e Infantino: «Italia ai Mondiali al posto dell’Iran»
Paolo Zampolli e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

L’Iran ha appena confermato la partecipazione ai Mondiali

C’è però un problema non da poco per Zampolli e il calcio italiano: dopo aver escluso la partecipazione a seguito dei primi raid statunitensi (e israeliani) e aver chiesto – invano – di poter giocare le proprie partite in Canada o in Messico (anziché a Los Angeles e Seattle), l’Iran ha fatto sapere di non aver intenzione di rinunciare al torneo, che si apre a giugno. Trump, da parte sua, aveva dichiarato che i giocatori della Repubblica Islamica erano i «benvenuti» negli Usa senza però nascondere che sarebbe stato inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro. Quanto a Infantino, il presidente Fifa si è sempre detto certo della partecipazione dell’Iran.

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Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader

E alla fine arriva Silvia. Silvia Salis, naturalmente, la sindaca di Genova, citatissima su Internet e non solo, animatrice di musica techno per interposta Charlotte de Witte. È alla guida del suo Comune da neanche un anno ma già se ne tracciano traiettorie governative pazzesche: leader dell’opposizione, prossima sfidante di Giorgia Meloni, e allora perché no, presidente del Consiglio.

L’impronta di Renzi

La politica è in mano alla comunicazione; la politica è morta, viva la politica! Spadroneggia l’agnolettismo, nel senso di Marco Agnoletti, potente spin doctor di Salis e non solo, ex portavoce di Matteo Renzi. Marito renziano, Fausto Brizzi, comunicatore renziano. «A questo punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto». Sarà mica un’operazione di Renzi, Silvia Salis? Mah, verrebbe da pensare che l’ex presidente del Consiglio in realtà cavalchi l’onda ma senza essere l’ispiratore del lancio della sindaca; in fondo Renzi cavalca soprattutto se stesso in vista delle elezioni politiche del 2027, quando Italia Viva o come si chiamerà, Casa Riformista, faticherà non poco a rientrare in Parlamento. Non c’è tempo per altri esperimenti. 

Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
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Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader

Dalla polemica sulle Manolo alla copertina di Vanity

Nel frattempo la sindaca va ovunque, potenza agnolettiana. A Otto e Mezzo, su Bloomberg, dove viene descritta come «l’anti-Meloni», su Vanity Fair, dove si è appena conquistata il pacchetto completo: copertina e intervista. Dispensa perle di saggezza come se governasse da anni in ruoli di potere elevato. Parla come se il potere lo conoscesse e praticasse per davvero: «Non sempre potrai fare quello che vuoi, dovrai trovare continue mediazioni, dovrai mediare tra forze politiche nell’interesse della città. È un equilibrio difficile da trovare. E penso a quello che mi dicevano in tanti: una volta che hai fatto il sindaco, sei pronto a tutto». Lo ripetiamo: è sindaca da meno di un anno, ancora non è successo niente. L’importante però è esserci. Esserci in tv, nel dibattito pubblico. Anche lasciando che nascano, fioriscano e perdurino polemiche che di politico hanno poco. Le scarpe costose. L’abbigliamento. Qualsiasi cazzata va bene purché se ne parli e purché, poi, se ne riparli. E infatti se ne parla: «È la solita storia: per sminuire la persona, soprattutto quando si parla di una donna, non entrano nel merito ma guardano a come si veste e a come appare», dice ancora Salis a Vanity. È una vecchia e nota storia, la conosciamo bene, in cui abboccano tutti. Per la gioia dei portavoce.

Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Silvia Salis con le Manolo Blahnik (dai social).

Resta da sciogliere il nodo primarie

Rimane un problema: come può diventare Salis leader del campo progressista se non vuole partecipare alle primarie? Vabbè che ormai vale tutto, ma pensare che i partiti dell’opposizione si riuniscano nel segreto di una stanzetta per decidere di consegnare a lei la leadership del centrosinistra appare quantomeno puerile. Intendiamoci, potrebbe pure cambiare idea, come le suggerisce anche Renzi, che in questo modo avrebbe risolto il problema di chi appoggiare nelle eventuali primarie. Nel Pd, a Roma, studiano la faccenda, ma l’istruttoria potrebbe essere lunga. D’altronde devono calcolare bene quanto Salis possa danneggiare la cara leader Elly Schlein prima di ammetterla all’eventuale banchetto politico-istituzionale. Lei sembra essere persino pronta al salto: «Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga», ha detto Salis a Bloomberg con una serietà disarmante. Il dibattito – «No, il dibattito no!» – rischia di andare avanti fino al prossimo voto, che dovrebbe essere nel 2027 (sempre che Meloni non cambi idea bruciando tutti sul tempo, Salis compresa). 

Silvia Salis, copertine e polemiche: la costruzione (mediatica) di una leader
Elly Schlein con Silvia Salis, durante ‘Democrazia alla Prova’ a palazzo Ducale (Ansa).

Il sindaco di Crans-Montana ai pm: “Marchiato a vita da questa tragedia inimmaginabile, ch…

AGI - "Da 103 giorni viviamo barricati in casa. Questa ferita, anche se solo parzialmente dovesse guarire, non si rimarginerà mai del tutto. Sono stato testimone di questa tragedia inimmaginabile. Me ne rammarico profondamente e chiedo perdono a tutte queste famiglie". Sono alcuni passaggi dell'interrogatorio di Nicolas Féraud, il sindaco di Crans-Montana che il 13 aprile scorso è stato convocato dai pm di Sion per difendersi dalle accuse di omicidio, lesioni e incendio colposi per l'incendio al 'Le Constellation'.

Il verbale, visionato dall'AGI, è tra le nuove carte depositate dagli inquirenti agli avvocati delle parti, indagati e famiglie delle vittime.

Minacce e clima di odio

"Ho subito minacce di morte durante i miei appuntamenti, credo una decina - è il racconto di Féraud -. Centinaia di lettere e messaggi d'odio. Anche mia moglie e mia figlia sono state prese di mira. Hanno paura, si sentono seguite e braccate in continuazione". "Oggi parliamo di queste famiglie e di questa tragedia. Ci sono 41 famiglie qui che hanno perso un parente. Ci sono 115 persone gravemente ustionate. Non ho mai smesso di pensare a queste persone, al dolore delle famiglie che hanno perso una persona cara, alla sofferenza delle innumerevoli vittime di ustioni".

Una responsabilità morale

"Sono marchiato a vita da questo dramma inimmaginabile - ha proseguito il sindaco -, me ne rammarico profondamente e chiedo scusa a queste famiglie. Non c'è niente che io possa fare. Purtroppo, questa è la vita. Sono un cittadino della comunità in cui si è verificata questa tragedia. Sento chiaramente una pesante responsabilità morale".

"Siamo tutti profondamente colpiti da questa tragedia. L'intera regione, le città, i residenti, i commercianti. Il mondo intero è colpito e noi siamo tutti colpiti", la conclusione di Féraud.

I nuovi programmi dei licei: Geostoria addio, arriva l’intelligenza artificiale

AGI - È stato pubblicato il testo delle nuove Indicazioni nazionali per i licei: si tratta dei nuovi programmi su cui si apre ora la fase di consultazione con il mondo della scuola. Per la prima volta, viene sottolineato dal ministero, le Indicazioni saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto sapere che le adotterà solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica.

Avvio della consultazione pubblica

Il testo è stato licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi è proposto alla consultazione pubblica e ai diversi stakeholders. La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo delle Indicazioni nazionali per i Licei ha così terminato i lavori di redazione della bozza di documento.

Incontri con la comunità scolastica

La pubblicazione del documento è finalizzata ad avviare con le istituzioni scolastiche la fase di consultazione, che la stessa Commissione effettuerà mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola.

Ripensamento del liceo

Il Mim tiene a precisare che non si tratta di una semplice revisione di programmi ma di un "ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società".

Storia e geografia

Tra le novità, la scomparsa della Geostoria. Al primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica e, per la Geografia, con manuali propri. La Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo.

Centralità della storia

La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. "La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente non è un ripiegamento provinciale - spiega il Mim - è riconoscimento dell'eredità universale che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno".

Nuove indicazioni di matematica

Le nuove Indicazioni di matematica "non si limitano a riordinare i nuclei tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza intellettuale. Le tecniche restano, ma cessano di essere il fine".

Errore, IA e interdisciplinarità

"Tre novità strutturali meritano attenzione - prosegue il Mim - la prima: l'errore è riconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale. La seconda: per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell'intelligenza artificiale. La terza: il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento".

Intelligenza artificiale nei licei

In attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, l'intelligenza artificiale entra nei Licei "non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare". L'obiettivo è formare una coscienza digitale e presidiare l'autonomia del soggetto nell'era degli algoritmi.

Rilancio della lettura

Il "rilancio della lettura come pratica identitaria" è uno dei fili rossi delle nuove Indicazioni. Lo scopo dell'insegnamento letterario è che gli studenti prendano gusto alla lettura e ne ricavino strumenti per capire se stessi e il mondo.

Lingua italiana e classici

"Leggere i classici non è un atto di deferenza verso il canone: è un modo per capire da dove si viene". La lingua italiana è bene culturale da salvaguardare e strumento di accesso alla conoscenza in un contesto plurilingue.

Ruolo della filosofia

La Filosofia "assume una doppia caratterizzazione: pratica concreta e sapere storico e teorico". Un approccio che richiede ai docenti di entrare nel laboratorio del pensiero.

Educazione emotiva e inclusione

I Licei dedicano ampio spazio all'educazione emotiva e relazionale e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione. Il rispetto è riconosciuto come presupposto etico della convivenza pluralistica.

Perché studiare le discipline

Una delle novità più rilevanti è l'introduzione della sezione "Perché studiare questa disciplina", che illumina il valore formativo dei saperi e la motivazione ad apprendere degli studenti.

Famiglia nel bosco: Catherine e Nathan “contro i bambini un atto crudele”

AGI - "Non avrei mai potuto immaginare il dolore e la sofferenza che abbiamo vissuto come famiglia negli ultimi cinque mesi, soprattutto i bambini". È la denuncia di Nathan Trevallion, padre della cosiddetta "famiglia nel bosco", intervenuto in conferenza stampa alla Camera insieme alla moglie Catherine, all'onorevole Michela Vittoria Brambilla e al team legale che li assiste.

Separazione

"Prima la separazione dalla loro casa, dai loro animali, dal loro padre. Poi la separazione dalla loro madre. La paura, l'ansia, lo stress, il trauma sono stati terribili per loro, mentalmente ed emotivamente. La loro gioia e la loro felicità sono state distrutte", ha aggiunto con gli occhi lucidi, sottolineando come lui e la moglie siano oggi "ancora più uniti di prima nell'amore, nel nostro amore reciproco e nell'amore per i nostri figli".

"Il nostro più grande desiderio è essere riuniti come una famiglia amorevole", ha concluso. Parole a cui fanno eco quelle della madre Catherine Birmingham, anche lei con la voce rotta dalle lacrime che le sono scese più volte dagli occhi nel corso dell'incontro con la stampa: "Siamo distrutti al pensiero che i nostri figli stiano soffrendo e di non poterli riportare a casa, al sicuro, per prenderci cura di loro e amarli". "Voglio solo svegliarmi da questo incubo orribile che non finisce", ha detto, raccontando di aver visto "la sofferenza dei nostri bambini mentre vivevo nella struttura" e di svegliarsi "sentendo Nathan lamentarsi e piangere nel sonno".

"Questo è straziante, non solo come madre e moglie, ma per una persona che ha passato tutta la vita ad aiutare gli altri e che ora non può aiutare i propri figli", ha proseguito. Quindi la denuncia finale: "Se mi è concesso dire la mia verità, mi dispiace molto affermare che questo è stato di gran lunga l'atto più crudele che abbia mai vissuto e visto fare ai bambini in tutta la mia vita". "Grazie a tutti. Grazie". Nel corso dell'incontro, Catherine ha letto commossa una lettera di auguri scritta dalla figlia, mentre sono stati mostrati anche alcuni disegni realizzati dai bambini per i genitori, immagini che hanno reso ancora più evidente il legame familiare e il peso della separazione.

 

Torna a Montecassino il Copernico rubato

AGI - Tra il brusio dei turisti e il silenzio millenario dell'Abbazia di Montecassino, si è consumato ieri un atto di giustizia storica. Due Carabinieri in borghese del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno varcato la soglia del Monastero per consegnare nelle mani di Don Alessandro Trespioli, Bibliotecario dell'Abbazia, un pacco speciale: un involucro trasparente che custodisce un tesoro del pensiero umano.

Si tratta dell'edizione del "De revolutionibus orbium coelestium" di Niccolò Copernico, stampata a Basilea nel 1566. Un volume di inestimabile valore scientifico e bibliografico, valutato da Christie's tra i 60.000 e gli 80.000 dollari, celebre per essere la prima edizione a includere anche la Narratio Prima di Rheticus, fondamentale per la diffusione della teoria eliocentrica.

Il furto e il saccheggio della biblioteca

Il volume era scomparso tra la primavera e l'estate del 2011, vittima del sistematico saccheggio operato da Massimo De Caro. L'ex direttore della Biblioteca dei Girolamini, fingendosi studioso e consulente ministeriale, utilizzava i propri collaboratori per distrarre i monaci custodi e sottrarre indisturbato testi rari. Per tali crimini, De Caro è stato condannato a 12 anni di reclusione per peculato.

Il recupero e l'Operazione girolamini

Il recupero del Copernico, avvenuto ieri 21 aprile 2026, segna una tappa fondamentale della cosiddetta "Operazione Girolamini". Il libro è rimpatriato dagli Stati Uniti il 15 dicembre 2023, dopo un lungo viaggio illecito che lo aveva visto transitare per Parigi e approdare a New York.

I volumi mancanti e il ritorno a casa

La missione di recupero per Montecassino resta aperta: dei quindici volumi denunciati (tra cui sei incunaboli e diverse cinquecentine), ne sono tornati finora quattro, tra cui la preziosa prima edizione de "Le operazioni del compasso geometrico et militare" di Galileo Galilei. Con il rientro del capolavoro di Copernico, un altro tassello dell'identità culturale del Monumento Nazionale torna finalmente a casa.

Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi

Sarà lo smacco per la sconfitta al referendum, sarà la tensione per le frizioni con Donald Trump, sta di fatto che lo stop del Quirinale alla norma contenuta nell’ultimo decreto legge sulla sicurezza ha fatto saltare i nervi alla maggioranza. Un’interferenza ai limiti dello sgarbo, secondo molti esponenti del centrodestra, da parte di Sergio Mattarella. Che invece tale non l’aveva considerato. «I rapporti con palazzo Chigi non sono mai stati tanto sereni», sussurrava qualcuno sul Colle più alto non più tardi di una settimana fa.

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Giorgia Meloni con Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

La moral suasion di Mattarella e le prerogative del Colle

Da parte sua il presidente della Repubblica si è ‘limitato’ a fare quel che ha già fatto decine di altre volte in passato: mettere sull’avviso il governo circa un testo per evitare di andare allo scontro. Si chiama moral suasion. Visto che la Costituzione affida al capo dello Stato il potere di emanare un decreto e di promulgare una legge, il Quirinale fa sapere in fase di preparazione di un provvedimento se ritiene che ci siano elementi di palese incostituzionalità, dando il tempo al governo di correggerli. In caso contrario può negare la firma e, se si tratta di una legge, rinviarla alle Camere. Mattarella ha rinviato una sola legge, sulle mine antiuomo, durante il governo Gentiloni, sostenuto dalla maggioranza che lo aveva eletto Presidente. Più volte ha firmato allegando una nota in cui sottolineava alcune criticità, anche durante il governo Draghi che era ritenuto sua emanazione diretta. Molte volte, come ha confessato lui stesso, ha firmato leggi sulle quali non era d’accordo, e tutti hanno capito che tra queste ce n’erano diverse dei governi Conte e Meloni. Insomma, nel suo curriculum, per chi lo vuole leggere bene, c’è un atteggiamento concreto il più possibile super partes.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Il nervosismo sospetto di Palazzo Chigi e della Lega

Eppure questa volta, sarà la fuga di notizie, sarà il delicato momento politico, lo stop del Quirinale non è andato giù a palazzo Chigi e tantomeno alla Lega. Ora l’ordine di scuderia di Giorgia Meloni sembra quello di voler salvare capra e cavoli, con una soluzione all’italiana che preservi il senso della norma contestata anche dagli avvocati senza arrivare allo scontro con il Colle. Dopo il gelo del caso Garofani di cinque mesi fa, i rapporti sembravano sereni, complice anche una rinnovata sponda sul piano internazionale, come dimostra la nota di solidarietà di Mattarella a Meloni dopo gli attacchi del giornalista russo Solovyev. Ma è bastato un tocco di moral suasion a far tornare l’orologio indietro di mesi, a un rapporto che è sempre stato di diffidenza reciproca, insomma a far scattare di nuovo l’allarme, segno del nervosismo che caratterizzerà gli ultimi mesi di legislatura, pochi o tanti che saranno.

Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi
Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica).