Naufragio nel Mediterraneo, 71 migranti dispersi [VIDEO]

AGI - Nella giornata di ieri l'aereo Seabird 2 della Ong Sea-Watch, impegnato in controlli nel Mediterraneo Centrale, ha ricevuto notizia che un aereo della Marina Militare francese stava sorvolando un'imbarcazione in pericolo con persone in mare.

Quando Seabird 2 è arrivato nello stesso luogo, ha scorto un'imbarcazione di legno ribaltata con 15 persone circa aggrappate allo scafo, diverse altre in mare e alcuni corpi senza vita. I mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che si trovavano nelle vicinanze, sono intervenuti, lanciando zattere di salvataggio e recuperando i naufraghi sopravvissuti.

 

 

Il bilancio e i dispersi

Questa mattina, Ievoli Grey ha trasbordato 32 persone e due salme sulla motovedetta CP327 che li ha poi accompagnati a terra a Lampedusa. I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti in 105 dalla costa libica: 71 persone sarebbero quindi disperse in mare.

 

 

 

I Paesi di origine dei sopravvissuti

I sopravvissuti salvati dalla Ievoli Grey, provenienti principalmente da Pakistan, Bangladesh ed Egitto, viaggiavano su un'imbarcazione di circa 12-15 metri partita da Tripoli che si è rovesciata in mare aperto. Le immagini aeree scattate nel momento dell'allarme hanno confermato il ribaltamento del natante. I superstiti e le due vittime sono stati portati a molo Favarolo, a Lampedusa. Secondo i racconti dei migranti, a bordo erano in 110: circa ottanta persone sarebbero finite in mare e non sono state ritrovate.

Il barcone, di colore rosso e marrone, era già affondato quando i soccorritori sono arrivati sul posto. I 32 sopravvissuti, ora nell'hotspot di Lampedusa, sono in stato di forte choc dopo essere rimasti per ore in acqua. Nessuno ha segnalato la scomparsa di familiari. Sono stati visitati dai medici e rifocillati. Le autorità stanno ascoltando le loro testimonianze per chiarire la dinamica del naufragio, segnalato da un aereo della guardia costiera impegnato in attività di pattugliamento. 

 

 

 

Cosa fare a Pasquetta a Roma

AGI - Non solo scampagnate, gite fuori porta e mare: per Pasquetta Roma offre un fitto calendario di eventi, appuntamenti culturali e non. Per 'Pasqua nei Musei' i Musei civici resteranno aperti anche nel lunedì dell'Angelo e ci saranno aperture straordinarie, visite guidate, laboratori e attività didattiche gratuite anche nelle aree archeologiche di Roma Capitale.

Pasquetta è l'ultimo giorno in cui l'Orto Botanico ospita Hanami, la tradizione giapponese del "guardare i fiori", in collaborazione con il Festival del Verde e del Paesaggio. Il giardino si visita liberamente oppure partecipando alle diverse attività in programma.

Mostre e musei d'arte

Al Maxxi resta aperto il Museo nazionale delle arti del XXI secolo: alle 11:30 è in programma la visita di Collezione MAXXI: The Large Glass. Tantissime le mostre aperte per Pasquetta. Un'occasione importante per andare alla scoperta delle nuove esposizioni approdate nella Capitale. Da Hokusai a Palazzo Bonaparte a Flowers. Meravigliosa Natura al Chiostro del Bramante. Nel lunedì di Pasquetta apertura straordinaria anche della mostra Bernini e i Barberini a Palazzo Barberini.

Musica e relax all'aperto

Al Monk, spazio di musica e cultura in Via Giuseppe Mirri, 35, dalle 12 alle 22, con ingresso libero, una giornata all'aria aperta tra musica e relax con le selezioni musicali firmate Toretta Stile. Basterà portare il proprio telo, ci sarà poi bar e cucina aperti tutto il giorno. In serata c'è il concerto di Gilberto Gil all'Auditorium Parco della Musica: il cantante brasiliano torna in Italia dopo 3 anni con "Gilberto Gil in concert" per celebrare 60 anni di carriera.

Divertimento per tutti

Molti parchi divertimenti romani hanno riaperto in occasione della Pasqua e restano aperti anche a Pasquetta. È il caso di MagicLand, ad esempio, che celebra i 15 anni di attività, ma anche di Cinecittà World, aperto a Pasquetta, dalle 11 alle 18.

Attività per i più piccoli

Il Museo dei bambini di Roma propone attività e laboratori pensati per i più piccoli. In particolare, il programma pasquale propone due attività dedicate, disponibili in tutti i turni, che uniscono manualità, creatività e un primo avvicinamento al coding: per i più piccoli (3 - 5 anni) c'è Bee Happy - Il viaggio delle api robot, mentre per la fascia 6 - 11 anni, c'è Sfida di Pasqua.

Escursioni fuori porta

Per chi vuole uscire dalla città, il Castello Savelli di Palombara Sabina offre un ricco programma di visite ed esperienze di 'living history', con un'apertura straordinaria. Le iniziative si svolgeranno nelle sale del piano nobile del palazzo di Troilo, dove si conservano affreschi databili tra Quattrocento e Cinquecento. Si consiglia la prenotazione, con accessi organizzati a turni nel corso della giornata.

A Pasqua le uova speciali di un’area protetta. Ma non sono da mangiare

AGI - L'Area Marina Protetta di Miramare, gestita dal Wwf vicino a Trieste, compie in questi giorni 40 anni e li festeggia con un'iniziativa che affascinerà grandi e giovanissimi. Per Pasqua è prevista una visita guidata dedicata alle uova e alle strategie riproduttive. Special guest: la nursery dei gattucci, che sarà possibile osservare nel corso di una visita al Biodiversitario Marino (BioMa).

Le uova dei piccoli squali di fondale, che l'AMP Miramare sta accudendo negli acquari di Santa Croce, saranno al centro della visita guidata al Biodiversitario Marino dedicata alle uova degli organismi marini e alle loro strategie riproduttive. Grazie a una postazione video appositamente allestita nel museo, sarà possibile osservare le emozionanti immagini delle prime 12 capsule ovigere di gattuccio e gattopardo recuperate dall'Acquario di Pola in Croazia per un progetto sperimentale di ripopolamento che impegnerà l'Area Marina nei prossimi mesi.

Le ovature marine: un mondo di forme e colori

Le uova degli squali, conosciute anche come "borsette delle sirene", non saranno le uniche protagoniste della visita guidata, che accompagnerà grandi e piccoli alla scoperta delle più diverse forme e colori delle ovature marine. "Incontreremo uova trasparenti, gelatine misteriose e minuscoli scrigni di vita nascosti tra alghe e coralli. Tra pesci, calamari, nudibranchi, squali e cavallucci, non c'è infatti un uovo che sia uguale agli altri."

Informazioni pratiche per la visita a Miramare

La visita guidata si svolgerà dalle 16.30 alle 18 - sottolineano da Miramare - ed è inclusa nel biglietto di ingresso al BioMa. Non è necessaria la prenotazione.

Altre iniziative di Pasquetta nelle oasi WWF

Per Pasquetta a Caserta ci sarà una "Speciale Pasquetta nel bosco" nell'Oasi di San Silvestro, area attigua alla Reggia, mentre all'Oasi Ca' Brigida di Verucchio (Rimini) sono in programma escursioni e visita alla sala museale dalle 10 al tardo pomeriggio; in Puglia a Le Cesine (Lecce) visite guidate dalle 10 alle 16, mentre nella Riserva Naturale di Orti - Bottagone (Piombino, LI), il programma prevede una giornata in natura da passare tra l'osservazione dell'avifauna (visite guidate alle ore 10 e 14.30) e giochi di interpretazione ambientale per grandi e piccini. Visite guidate anche all'Oasi Le Foppe, Trezzo sull'Adda, sia mattino che pomeriggio su prenotazione.

Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema

Carlo Verdone a novembre 2026 compie 76 anni. E ne sono passati 46 dalla sua prima regia, Un sacco bello, del 1980. Da allora non si è risparmiato, dirigendo 10 film tra il 1980 e il 1990, poi sette tra il 1991 e il 2000, quindi cinque tra il 2001 e il 2010, quattro tra il 2011 e il 2020. E due tra il 2021 e il 2026. Inframmezzando questi impegni pure con una decina di pellicole in cui è stato solo interprete e non regista.

Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema

La svolta verso lo streaming a causa del Covid

Tanto lavoro, moltissime idee già sviluppate, e poi, insieme col suo storico produttore Filmauro, l’approdo sulle piattaforme in streaming. Una scoperta, diciamo così, forzata. Dopo Benedetta follia del 2018 (8,4 milioni di euro al box office), arrivò Si vive una volta sola, programmato in sala dal 26 febbraio 2020. Tuttavia il Covid si mise di mezzo, coi cinema chiusi. Il titolo allora slittò al 26 novembre 2020, ma la pandemia ebbe un ritorno di fiamma, ed ecco un ulteriore posticipo al 20 gennaio 2021, quando però le sale erano ancora deserte. Infine, la scelta di uscire al cinema solo su Roma, dal 28 aprile 2021, e poi farsi distribuire direttamente da Prime Video, dal 13 maggio 2021.

La gran paura di non incassare nulla (Si vive una volta sola era costato 5,9 milioni di euro), poi rientrata grazie a ricchi contributi pubblici (3,3 milioni complessivi) e ai fondi di Amazon, convinse tuttavia sia Verdone sia Filmauro che lo streaming rappresentava un’ottima alternativa, comoda e soprattutto senza rischi d’impresa, poiché il prodotto audiovisivo veniva comprato a scatola chiusa e quindi non c’erano le incertezze del botteghino.

Le quattro stagioni della serie Vita da Carlo

Tra il 2021 e il 2025 sono arrivate dunque le quattro stagioni della serie Vita da Carlo. La prima (6,9 milioni di costi produttivi e 2,4 milioni di contributi pubblici) è stata distribuita da Prime Video. Poi il fumantino Aurelio De Laurentiis, patron di Filmauro, ha litigato coi manager di Amazon e trasferito il prodotto, armi e bagagli, alla nascente piattaforma Paramount+: la seconda stagione ha avuto costi per 6,7 milioni e due milioni di contributi pubblici; nella terza il conto è lievitato a 8,2 milioni di euro (2,4 milioni di tax credit); e, infine, nella quarta si è arrivati a 9,1 milioni di euro (2,7 milioni di tax credit).

Una pacchia assicurata che adesso continua con il film Scuola di seduzione

Una specie di paradiso in terra: ricavi assicurati ex ante, nessun rischio d’impresa per Filmauro, lauti cachet per Verdone. E l’accordo con Paramount prevedeva, in chiusura, pure un film originale da distribuire solo in piattaforma, Scuola di seduzione (appena rilasciato su Paramount+), 7,2 milioni di costi produttivi e 2,1 milioni di tax credit.

È il ritorno di Verdone al formato film dopo sei anni: senza un ruolo di protagonista, ma con lo stesso numero di pose degli altri attori che lo hanno affiancato (Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Karla Sofía Gascón e Beatrice Arnera, tra gli altri). Un prodottino leggero, impalpabile, di sicuro non indimenticabile.

Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema

E ci immaginiamo Verdone, nell’incontro con il management di Paramount+, un po’ come Nanni Moretti nella pellicola Il sol dell’avvenire, quando lo stesso Moretti ricostruisce un ipotetico colloquio coi vertici di Netflix Italia che gli dicono: «Dovete essere più ambiziosi, i nostri prodotti sono visti in 190 Paesi, 190 Paesi, 190 Paesi… Purtroppo la sua sceneggiatura è uno slow burner che non esplode. Gli spettatori decidono se continuare a guardare un film nei primi due minuti. Bisogna arrivare prima all’incidente scatenante. Mentre il primo turning point a che minuto arriva? Comunque c’è un grosso problema: in questo film manca un momento What a fuck!».

Verdone sembra un po’ più stanco del solito

In effetti Verdone, nelle sue ultime uscite, è apparso un po’ più stanco del solito, come se gli fosse rimasta addosso la malinconia del suo personaggio ne La grande bellezza, e pure quel senso di inadeguatezza nel partecipare a un film premiato con l’Oscar senza però essere personalmente celebrato da nessuno.

De Laurentiis preoccupato dal possibile flop al box office

Adesso, ha annunciato, tornerà a girare un film vero, di quelli pensati per la sala, dove è assente dal 2018. E il produttore Filmauro, che non è più abituato a questo genere di imprese (basta vedere il sito web della Filmauro, non più aggiornato dal febbraio 2020), già trema. Si dice, addirittura, che De Laurentiis abbia ricevuto tre versioni del soggetto pensato da Verdone, rimandandole tutte e tre al mittente. Perché alle piattaforme puoi rifilare di tutto. Ma al cinema, se fai flop al box office, poi rischi di perdere soldi veri.

Verdone, la trappola malinconica delle piattaforme e il difficile ritorno al cinema
Carlo Verdone tra Aurelio e Luigi De Laurentiis (foto Ansa).

Il meteo sorride a Pasqua e Pasquetta, temperature oltre 20 gradi

AGI - Dopo il freddo fuori stagione e il maltempo degli ultimi giorni, tornano finalmente le temperature primaverili, addirittura sopra la mediaPasqua e Pasquetta sono salve.

Secondo il Centro meteo italiano il primo weekend di aprile si apre con un promontorio anticiclonico in estensione dall'Atlantico verso l'Europa centro-occidentale e il Mediterraneo: per la giornata di oggi, sabato 4 aprile, è previsto tempo stabile e residue piogge pomeridiane solo nel Sud Italia. Per domani, domenica di Pasqua, le condizioni meteo sono previste stabili e soleggiate su tutta la Penisola con temperature anche sopra la media, specie al Centro-Nord.

Il meteo per Pasquetta

Bene anche a Pasquetta con un ulteriore rinforzo dell'alta pressione sui settori centro-occidentali dell'Europa, con massimi al suolo fino a 1025 hPa. Lunedì, quindi, ci saranno ancora condizioni meteo stabili su tutta l'Italia con cieli che saranno ovunque sereni o poco nuvolosi.

Temperature in aumento

Temperature fino a 4-6 gradi al di sopra delle medie con massime superiori ai +20 gradi su Pianura Padana e zone interne del Centro.

La tendenza per la prossima settimana

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli mostrano, quindi, nel corso della prima settimana di aprile l'espansione tra Mediterraneo ed Europa di un vasto promontorio anticiclonico. La prossima settimana inizierà dunque con condizioni meteo asciutte sull'Italia e temperature al di sopra delle medie del periodo di qualche grado, soprattutto nelle regioni del Nord. Attenzione però, avverte il Centro meteo italiano, perché verso la fine della settimana potrebbe di nuovo cambiare: guardando più in avanti diversi modelli ipotizzano infatti una nuova fase di maltempo entro il secondo weekend di aprile. Ancora poco chiara la dinamica, ma probabilmente avremo interazione di nuovo tra perturbazioni da Nord-Ovest e aria più fredda dai quadranti orientali.

La Rai e il merito rovesciato: l’enigma Diaco e Antonella Clerici

Evidentemente in Rai il mercato è dato per morto e l’Auditel viene considerato un fastidio statistico da ignorare. Non contano i break pubblicitari, non conta la capacità di parlare a un Paese reale che ancora accende la tv: conta solo la fedeltà. Benvenuti nell’era del merito rovesciato, dove se tieni in piedi i bilanci sei un asset da sopportare e se invece inanelli flop da prefisso telefonico ti stendono il tappeto rosso verso l’Ammiraglia.

L’amica Giorgia con cui si «cazzeggia»

Il caso di scuola, il simbolo plastico di questa deriva, ha un nome e un cognome: Pierluigi Diaco. Uno che nel settembre 2022 si è portato a casa un contratto «da sballo», come lo definirono i corridoi sussurranti della tv pubblica: quasi 300 mila euro, oltre 1.500 euro a puntata per il suo BellaMa’. Una cifra che ha fatto tremare i polsi per la sproporzione tra l’investimento e la resa, ma che trova la sua logica in una rivendicazione d’appartenenza che lo stesso aveva consegnato con orgoglio alle cronache di Repubblica: «Giorgia Meloni è una delle mie migliori amiche, onesta e leale. Ma non ho mai parlato con lei di Rai, parliamo di altre cose e si cazzeggia». Non c’è motivo per non crederci, certo. Il punto però è un altro: l’amico della premier potrà anche non parlare di Rai con la premier mentre «cazzeggia», ma è solare che in Rai non facciano altro che parlare del conduttore blindato, trasformandolo nel totem intoccabile di TeleMeloni.

La Rai e il merito rovesciato: l’enigma Diaco e Antonella Clerici
Pierluigi Diaco nello studio di BellaMa’ (Ansa).

La lista di flop e il disastro di Per sempre Gino

In questo sistema di protezione speciale, il fallimento seriale non è una colpa, ma quasi una medaglia al valore. I fatti dell’ultimo anno sono una sentenza senza appello: nel settembre 2025, lo spin-off BellaMa’ di sera, lanciato in prima serata su Rai2 con ospiti dal cachet pesante, è stato chiuso dopo appena due puntate. Un flop, con lo share crollato al 2,6 per cento dopo un esordio ancora più deprimente. Eppure, nessuna conseguenza, nessun imbarazzo ai piani alti. Anzi, si rilancia: la scorsa domenica, lo speciale Per sempre Gino, un omaggio al cantautore scomparso, messo su in fretta e furia, affonda a un misero 3,2 per cento di share. Perché affidare un evento di tale statura a lui invece che, per dire, ad Antonella Clerici? La logica del merito avrebbe imposto tra i nomi possibili anche quello della fuoriclasse di Legnano, che mastica musica da decenni con successo: madrina de Il Volo, titolare di Sanremo, l’unica capace di resuscitare un format musicale dato per morto come The Voice. Eppure, la governance ha preferito la “narrazione identitaria” del fedelissimo, sacrificando lo share sull’altare dell’appartenenza. Il risultato è stato uno scempio celebrativo, che il sistema aveva già siglato con un atto rarissimo: una nota ufficiale di solidarietà del cda, ossia uno scudo politico per difendere Diaco dalle critiche social nate dopo l’endorsement per il Sì al referendum. Il premio finale per questa scia di flop? È già scritto nel Piano Mellone: Diaco è in pole position per sbarcare su Rai1 nel pomeriggio domenicale, dal prossimo autunno, con un nuovo varietà.

La Rai e il merito rovesciato: l’enigma Diaco e Antonella Clerici
Pierluigi Diaco nello speciale Per Sempre Gino.

Antonella Clerici è ancora considerata una lussuosa ruota di scorta

Dall’altra parte della barricata, trattata quasi come un’inquilina morosa nonostante paghi l’affitto e le bollette per tutti, c’è Antonellina. Lei è la vera cassaforte aziendale, l’unica capace di resuscitare i cadaveri televisivi. I numeri della regina del mezzogiorno sono lì a dimostrarlo: a febbraio, con la finale di The Voice Kids, ha centrato il 23,4 per cento di share, superando ufficialmente la corazzata di Maria De Filippi e il suo C’è posta per te. A marzo, con The Voice Generations, l’ammazza-reality ha dominato al 24 per cento di share, doppiando letteralmente il Grande Fratello VIP fermo al palo. È lei che garantisce la tenuta dei bilanci con il 16 per cento quotidiano di È sempre mezzogiorno. È lei la scopritrice di talenti che nel 2009, a Ti lascio una canzone, ha inventato dal nulla i tre tenorini del Volo, creando un sigillo che oggi la Rai usa come garanzia istituzionale ogni volta che deve darsi un tono. Eppure, viene usata come ruota di scorta di lusso.

La Rai e il merito rovesciato: l’enigma Diaco e Antonella Clerici
Antonella Clerici (Imagoeconomica).

Il «massacro» di Gaza contro le pastarelle della domenica

Nonostante i Sanremo da record, quello del 2005 con Bonolis e il trionfo solitario del 2010 e i ritorni recenti nel 2020 con Amadeus e nel 2025 accanto a Carlo Conti e Gerry Scotti, l’azienda la guarda con sospetto. Perché Clerici ha il vizio di tenere la schiena dritta. Come sei mesi fa, quando in diretta a È sempre mezzogiorno ha rotto il protocollo del silenzio su Gaza parlando apertamente di «massacro». Un gesto che su TeleMeloni suona rivoluzionario, specialmente se confrontato con la narrazione delle «pastarelle» tra la premier e Mara Venier, consumata tra sorrisi di circostanza mentre il mondo andava a fuoco.

Conta più lo share o la fedeltà?

La tesi è blindata: a Viale Mazzini se produci ricchezza, ascolti, crei talenti mondiali e hai il vizio dell’indipendenza sei un corpo estraneo da isolare. Se invece inanelli flop al 3 per cento ma rivendichi con orgoglio di essere uno dei «migliori amici» di chi comanda, sei l’uomo del futuro. Il mercato è stato sostituito dalla fedeltà di rito, e il risultato è un’azienda che premia l’organico al sistema e sopporta chi ha la colpa imperdonabile di avere successo.

Addio gita di Pasqua, 7 italiani su 10 stanno a casa

AGI - Pasqua casalinga per 7 italiani su 10 (70%) che trascorreranno la festività a tavola nella propria abitazione o in quella di parenti e amici. Una media di sei persone a tavola e una spesa di 76 euro a famiglia, in calo del 7% rispetto allo scorso anno.

È quanto emerge dall'indagine Coldiretti/Ixè 'La Pasqua 2026 degli italiani a tavola' diffusa in occasione della giornata dedicata nei mercati di Campagna Amica in tutta Italia con i piatti tradizionali delle diverse regioni preparati dai cuochi contadini.

Le scelte per la Pasqua e la spesa

Il 17% degli italiani, invece, ha scelto di mangiare fuori, tra ristoranti e agriturismi, mentre un 7% scommette sul ritorno del bel tempo, confortato dalle previsioni in questo senso, e ha programmato un picnic all'aria aperta. Il resto deciderà all'ultimo. Per preparare il pranzo pasquale si impiegherà mediamente un'ora e mezza, ma c'è anche un 19% di provetti cuochi che si spingerà fino a tre ore e un 7% che supererà anche questo limite. Ridottissima la percentuale di persone che prenderà piatti già pronti o ordinerà d'asporto. Se quest'anno non ci sono grandi differenze territoriali dal punto di vista del tempo passato ai fornelli, la spesa varia invece a seconda delle Regioni, dagli 80 euro di media delle Isole ai 67 euro del Centro Italia. Il cibo comunque è regina della tavola dal Nord al Sud.

Le ricette regionali della tradizione pasquale

Al farmers market del Circo Massimo, a Roma, è stata allestita una mostra con le ricette tipiche pasquali. Si parte dall'Abruzzo con pupa e cavallo, dolci a forma di figura e destriero simbolo di fertilità. In Basilicata ci sono le pastarelle, taralli fritti profumati al finocchietto. La Calabria ha i cuculi, colombe ripiene di uova sode e glassa dolce. La Campania è rappresentata dalla pastiera mentre in Emilia-Romagna si trovano lasagne verdi al ragù e in Friuli radicchio croccante a uova sode. Nel Lazio domina l'abbacchio con patate, mentre la Liguria propone biscotti quaresimali, mandorle e pepe e Lombardia la tradizionale colomba. Costolette d'abbacchio si preparano nelle Marche, la pigna pasquale in Molise e gli agnolotti del plin al ragù d'agnello in Piemonte. La Puglia propone strascinati e ragù, mentre la Sardegna sforna pardulas, ravioli di ricotta e zafferano, la Sicilia la cassata al forno, e la Toscana un tagliere rustico con salame, uova sode e torta al formaggio. Uova sode allo speck affumicato in Trentino, ciambella ciaramicola in Umbria, polenta concia con cotoletta fritta in Valle d'Aosta e asparagi primaverili e uova sode in Veneto chiudono il giro d'Italia della Pasqua a tavola.

Agnello e uova: i protagonisti della tavola

A tavola vincono i menu della tradizione: pietanza tipica è l'agnello che verrà servito in un terzo delle tavole (33%), con una netta preferenza per quello Made in Italy. E poi le uova, grandi protagoniste: durante la settimana di Pasqua, rileva Coldiretti, gli italiani ne consumano circa 300 milioni, sode o nelle ricette tipiche delle varie regioni.

Frattura la mascella alla zia 89enne per un paio di calzini, arrestato

AGI - Prima ha accusato la zia di 89 anni di avergli rubato una forbice e due calzini e poi l'ha trascinata per casa riempiendola di pugni fino a fratturargli una mascella: un 69enne di Riposto, nel Catanese, è stato arrestato dai carabinieri per lesioni personali. I fatti si sono verificati ieri in mattinata proprio nelle vicinanze della locale caserma dell'Arma, nei pressi di via Della Repubblica.

Un residente della zona, infatti, si era recato presso la locale Stazione per avvisare i militari di aver udito delle urla provenire da un'abitazione vicina, nella quale viveva un'anziana, e anche la centrale operativa della Compagnia di Giarre era stata avvertita da segnalazioni telefoniche.

Il soccorso all'anziana e la ricostruzione dei fatti

I militari si sono immediatamente precipitati presso l'abitazione in questione e hanno l'89enne sanguinante dal naso, con varie tumefazioni al volto e ad un braccio. L'anziana è scoppiata in lacrime alla vista dei carabinieri e ha raccontato loro di essere stata malmenata dal nipote, che l'accusava del 'furto'.

La sorella 61enne di quest'ultimo avrebbe inutilmente tentato di opporsi fisicamente al fratello per proteggere la zia, ma invano: l'uomo avrebbe trascinato la zia dalle braccia per le stanze dell'abitazione alla ricerca degli oggetti e, quindi, l'avrebbe colpita con pugni in testa; per impedirle di gridare, le avrebbe chiuso la bocca con una mano, minacciandola anche di morte.

Le conseguenze legali e la prognosi medica

Poi ha lasciato l'appartamento, ma quando è rientrato ha trovato i carabinieri in caso: ciò ha rinfocolato la sua ira nei confronti dei familiari, rei a suo dire di aver chiesto l'intervento dei militari. È stato pero' bloccato dai carabinieri, che lo hanno così arrestato, alla luce della denuncia dei fatti della zia, supportata dalla testimonianza dei parenti e, poi, del referto medico stilato dai medici del pronto soccorso dell'ospedale di Giarre, che le hanno riscontrato la frattura delle ossa proprie del naso e della mascella con una prognosi di 40 giorni.

L'arresto del 69enne è stato convalidato dall'autorità giudiziaria che, inoltre, ha emesso nei suoi confronti una misura cautelare a seguito della quale è stato sottoposto all'allontanamento dalla casa familiare, nonché al divieto di avvicinamento a meno di 1000 metri dall'anziana zia. 

Catturato il boss Roberto Mazzarella, preso nella notte in un resort a Vietri

AGI - Arrestato nella notte a Vietri sul mare, in Costiera amalfitanaRoberto Mazzarella, capo dell'omonimo clan, una delle cosche più potenti a Napoli e provincia, rivale dell'altrettanto potente cartello dell'Alleanza di Secondigliano. Il 48enne boss della camorra un anno fa si era sottratto a una misura cautelare ed era latitante dal 28 gennaio 2025. Era risultato irreperibile all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato dal metodo mafioso. Inserito nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità del Ministero dell'interno, Mazzarella è stato catturato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla procura.

Il quarantottenne è stato individuato in una villa di pregio della costiera amalfitana e all'atto dell'arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. A partecipare alle operazioni lo Squadrone Cacciatori di Calabria, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti.

Meloni: un segnale chiaro: lo Stato c’è e non arretra

"Complimenti ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e alla Direzione Distrettuale Antimafia per la cattura del boss latitante Roberto Mazzarella, tra i latitanti di massima pericolosità - ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social - 
Un colpo importante alla camorra e un segnale chiaro: lo Stato c’è e non arretra. Il Governo continuerà a fare la sua parte, sostenendo con determinazione il lavoro di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata per difendere legalità e sicurezza".

Il ritrovamento nella villa

Nel resort di lusso i carabinieri hanno trovato 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti apparentemente di una contabilità sui quali ci saranno accertamenti.

Chi è Roberto Mazzarella

Roberto Mazzarella è figlio di Salvatore, a lungo incensurato e impiegato comunale ucciso a 50 anni il 28 maggio 1995, a sua volta figlio del 'patriarca' del clan Ciro 'o scellone, successore dalla famiglia Zaza, di cui era cugino.

Negli anni '60, il clan iniziò la sua ascesa con l'acquisto di piccole imbarcazioni destinate a incrementare gli affari con il contrabbando di sigarette. Il gruppo familiare conquistò così diversi pezzi di Napoli, da Santa Lucia, il rione a ridosso del lungomare 'patria' delle 'bionde' illegali fino al Mercato PoggiorealeSan Giovanni a Teduccio. Un territorio il cui controllo venne diviso da Ciro con i suoi fratelli Gennaro e Vincenzo. L'espansione si allargò anche attraverso matrimoni al quartiere di Forcella e poi nella provincia napoletana.

 

 

Il momento dell’arresto del boss Roberto Mazzarella

AGI - Il momento dell'arresto di Roberto Mazzarella, avvenuto nella notte a Vietri sul mare, in Costiera amalfitana, Il capo dell'omonimo clan, una delle cosche più potenti a Napoli e provincia, rivale dell'altrettanto potente cartello dell'Alleanza di Secondigliano.

Il quarantottenne è stato individuato in una villa di pregio della costiera amalfitana dove i carabinieri hanno trovato 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari e documenti. All'atto dell'arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli.