Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria

Oltre il referendum c’è di più. I dati definitivi e ufficiali devono ancora essere certificati, è vero, ma una prima analisi del voto amministrativo che avrebbe dovuto portare alle urne 6 milioni di italiani (e invece ne ha portati poco più della metà) consegna la foto di un pareggione tra centrodestra e centrosinistra, con una città che spariglia, Venezia, e fa pendere la bilancia politica a favore di Giorgia Meloni

La vittoria di Venturini suona come una sberla al campo largo

I dati saranno poi pesati, letti e valutati in controluce, ognuno canterà vittoria, nessuno pronuncerà la parola sconfitta. Ma quando sui desk delle redazioni è arrivata la prima notizia della possibile e non prevista vittoria in Laguna di Simone Venturini, civico di centrodestra, sul compassato dem Andrea Martella, la lettura che ha prevalso è stata quella di una sberla al campo largo. O perlomeno, di un sano bagno di realismo dopo la sbornia del referendum. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Simone Venturini (Imagoeconomica).

Le battaglie nazionali alle Comunali contano poco

Perché troppi nei palazzi avevano fatto una facile equazione: Meloni sconfitta al referendum vuol dire Meloni sconfitta alle Politiche tra un anno. E invece oltre al No al referendum c’è di più. Innanzitutto chi bazzica un po’ la politica sa che le elezioni amministrative anticipano i trend politici ma non si fanno anticipare da loro. Chi spera di conquistare i Comuni grazie alle battaglie nazionali spesso sbaglia. Contano i candidati forti e non piazzati a fine carriera (e in questa tornata hanno vinto o i giovani o i capipopolo, come Vincenzo De Luca pronto a tornare regnante della sua Salerno per la quinta volta), contano i programmi più puntuali, dal futuro dei bus alla realizzazione di un marciapiede. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Vincenzo De Luca (Imagoeconomica).

Al campo largo non basta che il centrodestra combini guai

Eppure tutti a Venezia, dopo i disastri del trio Nordio-Venezi-Buttafuoco/Giuli, si aspettavano la vittoria del senior Andrea Martella sul giovane braccio destro dell’uscente Brugnaro. La vittoria del diligente e ordinato centrosinistra però non è arrivata nemmeno a fronte di un centrodestra pasticcione e scombussolato. Perché evidentemente non basta al campo largo che il centrodestra combini guai, nemmeno guai di rango internazionale, per vincere le elezioni. Un promemoria, questo, arrivato abbastanza in tempo per correre ai ripari, se Elly Schlein e Giuseppe Conte capiscono il messaggio. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La scelta di un sindaco scalda meno del No al referendum

Martedì con calma si cercherà anche di capire perché l’affluenza continua a calare; si cercherà di capire se, come molti temono, quei giovani corsi in massa a votare No al referendum sulla giustizia siano rimasti invece a casa quando si trattava di scegliere un sindaco. Ma intanto il messaggio degli elettori è arrivato forte e chiaro: servono programmi concreti e non ambigui, alleanze certe, candidati brillanti, insomma un progetto con la P maiuscola. Gli errori degli altri, l’antipatia degli italiani per Trump, la timidezza del governo nel criticare Israele, i salari bassi, le ristrettezze della sanità pubblica, non bastano. Per vincere, oltre al No, serve di più. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Giorgia Meloni (Ansa).

Preparava un attacco con coltello a Reggio Emilia, arrestato 22enne

AGI - La polizia di Reggio Emilia e Bologna ha fermato un 22enne italiano, di origini marocchine, con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. L'operazione è iniztata nella serata di giovedì, dopo che gli investigatori erano venuti a conoscenza della sua volontà di 'compiere un attacco armato di coltello nelle vie del centro di Reggio Emilia.

La partita di basket e il concerto

Per quella sera, inoltre, erano previsti una partita di basket con migliaia di spettatori e un evento musicale in piazza San Prospero. Poco dopo, il ragazzo è stato rintracciato dagli agenti della Squadra Volanti e della Digos nei pressi della centralissima via Emilia, in via Roma. Già conosciuto dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione che lo monitorava dal 2024, quando era stato arrestato in Germania, il ragazzo si era dichiarato più volte un sostenitore dello Stato Islamico e aveva affermato di voler agire in suo nome.

Una volta accompagnato in Questura, è emerso che il 22enne avrebbe avuto contatti, tramite una piattaforma di messaggistica, con un presunto sostenitore del Daesh che gli avrebbe proposto di istruirlo e finanziarlo al fine di compiere un attentato, in Italia o all'estero, proposta alla quale avrebbe acconsentito dichiarandosi, ancora una volta, un sostenitore dello Stato Islamico.

Il ragazzo che ora si trova nella Casa Circondariale di Reggio Emilia. L'attività è stata effettuata dagli uomini della Digos di Reggio Emilia e Bologna e coordinata dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione, dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal procuratore capo Calogero Gaetano Paci, e dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna, diretta da Paolo Guido, ha avuto inizio

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

Secondo i suoi detrattori più incalliti è più bravo ad allenare i giornalisti che i giocatori. Nel senso che Massimiliano Allegri, reduce da un cocente fallimento alla guida del Milan che ha portato al suo esonero, è forse il tecnico della Serie A che più gode di buona stampa. Difficilmente finisce sul banco degli imputati, spesso viene assolto anche di fronte a risultati modesti. Che impallinerebbero qualsiasi altro collega meno protetto. Insomma, una narrazione benevola, alimentata in particolar modo da una nutrita e agguerrita schiera di opinionisti che popolano le tivù e i salotti in cui si litiga sul pallone difendendo la posizione del 58enne livornese con un trasporto che tradisce amichettismo. Questa volta però, almeno involontariamente, anche la carta stampata ha teso un imprevedibile agguato a Max. E per di più su La Gazzetta dello Sport, il quotidiano più letto d’Italia e di certo nella lista di quelli indulgenti con Allegri.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
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Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
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Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

“Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”

A pagina 4 della Rosea, infilata proprio tra gli articoli che raccontavano la disfatta rossonera in casa contro il Cagliari, lunedì 25 maggio è comparsa un’enorme pubblicità sul wrestling che sponsorizzava la Wwe trasmessa in esclusiva su Netflix. Peccato che il claim fosse questo: “Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”, con tanto di immagine di un calcione in faccia tra due combattenti sul ring. Beffardo, quasi canzonatorio per l’allenatore del Milan che aveva metaforicamente appena sbattuto il muso fortissimo, mancando in modo clamoroso la qualificazione alla Champions League 2026-2027 per colpa della sconfitta a San Siro, dopo essere stato tra le prime quattro posizioni praticamente per tutto il campionato. Un flop così fragoroso da costargli il posto, con la cacciata ufficiale nemmeno 24 ore dopo.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La beffarda pubblicità sul wrestling.

Per chi fosse sbarcato da Marte nel weekend, quella del corto muso è una filosofia teorizzata da Allegri il 13 aprile 2019, quando allenava la Juventus, dopo una partita persa a Ferrara contro la Spal: «Sei intenditore di ippica?», chiese a un giornalista in conferenza stampa. «Nelle corse dei cavalli non c’è bisogno di vincere di cento, basta mettere il musetto davanti. Fotografia: corto muso».

Game over per i “risultatisti” senza risultati

Pragmatismo e vittorie speculative al fotofinish, senza dare spazio allo spettacolo: il neologismo divertì tutti tantissimo e finì sulla Treccani nel 2021, ma dopo quel campionato il tecnico non ha vinto (quasi) più nulla, eccezion fatta per una Coppa Italia nel 2023-2024. A dimostrazione che il modo sparagnino e “risultatista” di intendere lo sport (e la vita) è stato superato dalla storia e dall’evoluzione del calcio, che va nella direzione dei “giochisti” alla Cesc Fabregas (Como), chiamati con disprezzo «filosofi» dalla claque allegriana, ma che alla fine guarda caso hanno superato il Milan all’ultima curva, per un punto. Di corto muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
L’allenatore del Como Cesc Fabregas (foto Ansa).

Da “Solo Max” alla rivoluzione che gli è costata la panchina

E pensare che fino a tre giorni prima la stessa Gazza titolava in prima pagina “Solo Max”, profetizzando per lui un contratto allungato fino al 2028 con ingaggio alzato da cinque a sei milioni di euro l’anno più bonus. Poi è arrivato lo sgambetto cagliaritano e la rivoluzione degli assetti societari che non ha risparmiato nemmeno l’allenatore. Il proprietario Gerry Cardinale ha pubblicato un comunicato ufficiale nella serata di lunedì: «È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell’area sportiva del club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore sportivo Igli Tare, dell’head coach Massimiliano Allegri e del direttore tecnico Geoffrey Moncada». Eppure, secondo radio mercato, forse il tecnico potrebbe trovare subito una nuova sistemazione al Napoli, chiamato dal presidente Aurelio De Laurentiis. Un altro che rischia così di farsi abbindolare dalla grancassa mediatica dei tirapiedi di Max. Fino al prossimo colpo sul muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La prima pagina de La Gazzetta di giovedì 21 maggio 2026.

Sospetti casi di ebola nel Comasco: test su due persone rientrate dall’Uganda

Due persone residenti in provincia di Como e da poco rientrate dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco di Milano per sospetta ebola, virus che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa: si tratta di un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso. Entrambi hanno accusato sintomi e, prelevati dalle loro abitazioni, sono stati portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano.

Sono rientrati da una zona non lontana da Congo e Ruanda

Come ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Milano, i pazienti «appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda» e sono rientrati «da una zona non lontana da Congo e Ruanda, dove sono rimasti tre mesi». La notte scorsa i due hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola: da qui l’attivazione del protocollo. Dei due pazienti, quella in condizioni più serie è a donna: «I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia. Attendiamo a breve l’esito dei primi test». L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni.

Trump lega le trattative con l’Iran agli Accordi di Abramo

«I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo bene! O si raggiungerà un ottimo accordo per tutti, oppure non ci sarà alcun accordo: si tornerà al fronte, ma più forti e determinati che mai, e nessuno lo vuole!». Lo ha scritto Donald Trump su Truth, a stretto giro dalle affermazioni del segretario di Stato Marco Rubio, che ha fatto intendere di un accordo in dirittura di arrivo. Il presidente Usa, sempre sulla sua piattaforma social, ha legato le trattative con Teheran agli Accordi di Abramo a cui, ha spiegato, dovrebbero aderire anche Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania.

Trump: «Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare subito»

Trump, nel suo post, ha scritto di aver parlato con leader e ministri dei vari Stati citati, a cui ha spiegato che «dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio per tutti questi Paesi, come minimo, firmare simultaneamente gli Accordi di Abramo». Il presidente Usa ha poi aggiunto: «Può darsi che uno o due abbiano una ragione per non farlo, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disposta e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento di portata ben maggiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti». Arabia Saudita e Qatar, ha sottolineato Trump, dovrebbero «firmare immediatamente» e «tutti gli altri dovrebbero fare altrettanto». E in futuro, ha aggiunto il tycoon, sarebbe auspicabile anche l’adesione dell’Iran.

Delegazione iraniana di alto livello a Doha per nuovi colloqui

Intanto, secondo quanto riferito all’Afp da una fonte, una delegazione iraniana di alto livello, comprendente il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, è giunta a Doha, in Qatar, per discutere l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo sblocco dei fondi congelati, «contemplata nel Memorandum d’intesa come parte di un eventuale intesa finale».

Allerta caldo in Italia: bollini arancioni in 12 città

AGI - È attivo il Piano di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, per proteggere la salute soprattutto nelle persone più vulnerabili. Il programma di attività, rende noto il Ministero della Salute, prevede l'elaborazione giornaliera di un bollettino sulle ondate di calore città-specifico, oggi al debutto; l'invio al Centro di riferimento locale (CL) competente per gli interventi di prevenzione socio-sanitaria; la pubblicazione dei bollettini sul portale del Ministero per l'informazione generale alla popolazione.

I bollettini sulle ondate di calore sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell'ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero. Vengono pubblicati, come ogni anno dal lunedì al venerdì, dal 25 maggio al 20 settembre. Nel bollettino sono indicati 4 livelli di rischio graduato: livello 0 - Nessun rischio; livello 1 - Condizioni meteorologiche di pre-allerta che precedono un livello 2; livello 2 - Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi di popolazione suscettibili; livello 3 - Ondata di calore: condizioni di rischio elevato (livello 2) persistenti per 3 o più giorni consecutivi.

Il sistema operativo è dislocato in 27 città italiane e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute, soprattutto dei soggetti vulnerabili: anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza. Le città monitorate sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

Dal portale del Ministero è possibile scaricare opuscoli e materiale informativo sulle ondate di calore, per la popolazione generale e gli operatori del settore sanitario e socio-sanitario (medici, personale delle strutture per gli anziani, personale che assiste gli anziani). Ai sistemi di allerta si affianca il Sistema di Sorveglianza della Mortalità giornaliera (SiSMG) a supporto dell'attività di sorveglianza e monitoraggio degli eventi sanitari associati alle ondate di calore e ad altri eventi meteorologici estremi in 54 città, che, unitamente al Sistema di sorveglianza degli accessi in Pronto Soccorso, riveste un'importanza strategica per il Ministero della Salute al fine di identificare tempestivamente situazioni di emergenza sanitaria e attivare interventi di prevenzione sulla popolazione.

Allerta caldo e città a rischio

Livello 2 di allerta, i bollini "arancioni" che indicano, come detto, temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi di popolazione suscettibili, domani già in 12 città italiane, a causa di questa prima, precoce ondata di calore della stagione.

Le città "arancioni" saranno Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo. La situazione peggiorerà ulteriormente mercoledì, quando l'allerta 2 riguarderà 15 delle 27 città italiane utilizzate dal Ministero per il monitoraggio quotidiano delle ondate di calore.

Tedros: “Epidemia di Ebola estremamente grave, corre più veloce di noi”

AGI - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è "estremamente grave e difficile". Lo ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Stiamo intensificando urgentemente le operazioni, ma al momento l'epidemia (in Repubblica Democratica del Congo) sta progredendo più velocemente di quanto riusciamo a contenerla", ha ammesso. Secondo l'agenzia Onu, sono 220 le morti sospette tra RDC e Uganda da quando è stata individuata l'epidemia il 15 maggio. Tedros ha annunciato che domani si recherà nella Repubblica Democratica del Colgo, epicentro dell'epidemia di Ebola. 

Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all'epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall'Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione.

In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il "Sacco" di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali.

I profili e i sintomi dei pazienti

Si tratta di una donna residente a Lurate Caccivio e un uomo residente a Bulgarograsso "con sintomatologia che potrebbe esser riconducibile all'ebola", come febbre anche molto alta, nausea e altri problemi di natura intestinale. Entrambi stanno facendo gli opportuni accertamenti. "Esiti attesi nel pomeriggio, ma confido siano negativi", ha detto Bertolaso in conferenza stampa.

Bertolaso ha spiegato che la vicenda coinvolge 7 cittadini italiani appartenenti a 2 famiglie che sono rientrate 24 ore fa da una zona dell'Uganda non lontana dal confine con Congo e Rwanda, dove avevano soggiornato per circa 3 mesi perché "sono cooperanti" in organizzazioni umanitarie. Due persone hanno manifestato febbre, una anche molto alta, nausea, vomito, diarrea con anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico.

L'ipotesi malaria e lo stato clinico dei due pazienti

"Pensiamo - ha detto l'assessore - che la cosa più probabile sia una malaria, magari anche cerebrale. La ragazza di 30 anni è una madre e sua figlia ha sviluppato la malaria durante la permanenza. Per lei non è escluso il ricovero in terapia intensiva. L'uomo, 31enne, invece, ha circa 38 di febbre e varie problematiche intestinali. La sua sintomatologia è più lieve, può essere un fenomeno gastroenterico, ma siccome provengono da una zona interessata da epidemia di ebola è scattato immediatamente il nostro meccanismo di vigilanza e sorveglianza", ha concluso Bertolaso

Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.

Il coordinamento nazionale ed europeo sull'emergenza Ebola

Il Ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Il rischio in Italia resta molto basso.

 

Elezioni amministrative: i risultati

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per le elezioni amministrative che hanno visto chiamati al voto oltre 6,6 milioni i cittadini chiamati in un totale di 895 Comuni, di cui 121 superiori a 15 mila abitanti e i 18 capoluogo: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. Affluenza al 61 per cento, in calo di oltre 4 punti percentuali rispetto ai precedenti.

Venezia

A Venezia gli exit poll Opinio per Rai danno avanti Simone Venturini, candidato del centrodestra, con una forbice tra 47 e 51 per cento. Per il candidato del campo largo Andrea Martella la forbice va dal 40 al 44 per cento.

Elezioni amministrative: i risultati
Schede elettorali (Ansa).

Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra, in questo caso Francesco Cannizzaro, è dato come vincitore – con ampio margine – anche a Reggio Calabria: forbice tra 64 e 68 per cento. Nettamente staccato Domenico Battaglia (21-25 per cento), nome del campo largo.

Elezioni amministrative: i risultati
Donna al voto per le elezioni amministrative (Ansa).

Gli altri capoluoghi

A Messina gli exit poll danno in testa il candidato civico Federico Basile (51-55 per cento) su Marcello Scurria del centrodestra (27-31 per cento). A Salerno gli exit poll vedono avanti l’ex governatore campano Vincenzo De Luca (56-60 per cento), nettamente dietro Gherardo Maria Marenghi del centrodestra: forbice del 14-18 per cento, la stessa di Franco Massimo Lanocita, sostenuto da M5s e Avs. A Prato ampiamente avanti l’ex sindaco Matteo Biffoni (centrosinistra) con una forbice tra 49,5 e 53,5 per cento, staccato Gianluca Banchelli (centrodestra) con una forbice tra 26 e 30 per cento. A Chieti econdo il primo exit poll Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra, è in vantaggio nella corsa a sindaco con il 46-50 per cento, davanti ai due candidati di centrodestra Cristiano Sicari (22-26 per cento) e Mario Colantonio (17-21 per cento).

LEGGI ANCHE: Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno

Il generale si gonfia. Anche nei territori. Questa volta il campo di battaglia è la Lombardia. Due consiglieri regionali sono entrati nelle schiere di Futuro Nazionale. E lo scippo stavolta non è ai danni della Lega. I due nuovi parà-cadutati sono infatti Luca Daniel Ferrazzi da Gallarate e il meloniano Pietro Macconi da Bergamo. Ferrazzi, per anni portabandiera di Alleanza Nazionale nel Varesotto, entrò per la prima volta in Consiglio regionale nel 1995. Rieletto nel 2000 e nel 2005, dal 2008 al 2010 fu assessore all’Agricoltura. Nel 2013 passò alla Lista Maroni e alle Regionali del 2023 venne rieletto nella circoscrizione di Varese con la lista Lombardia Migliore, la civica a sostegno di Letizia Moratti dalla quale si allontanò dopo il ritorno dell’ex sindaca di Milano in Forza Italia, per passare nel Misto. Strappo quanto mai lungimirante, visto che Moratti ha recentemente ribadito il suo no a un eventuale ingresso di Vannacci nel centrodestra, per incompatibilità valoriale.

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Luca Daniel Ferrazzi (Imagoeconomica).

Macconi, 75 anni, è un ex alpino, e come Ferrazzi ha un passato in AN. È stato eletto alle Regionali 2023 con FdI nella circoscrizione di Bergamo, accreditato nella corrente dei La Russa (soprattutto Romano). Al Pirellone nascerà così la prima componente politica dei vannacciani. «L’ingresso di Ferrazzi e Macconi rappresenta un importante rafforzamento del progetto politico di Futuro Nazionale in Lombardia, all’interno di un percorso volto a consolidare una presenza sempre più radicata sui territori e nelle istituzioni», commentano da Futuro Nazionale. I due verranno annunciati martedì 26 maggio, all’incontro in programma alle ore 11 nella Sala Ghilardotti del Pirellone, e ovviamente sarà presente anche Vannacci per la presentazione della nuova componente politica in Consiglio regionale.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Pietro Macconi (Imagoeconomica).

E potrebbero non essere gli unici a fare il salto, mentre il generale si vanta di aver raggiunto quota 60 mila iscritti al partito a livello nazionale, di cui 10 mila solo negli ultimi cinque giorni. La campagna acquisti in terra lombarda potrebbe continuare. Oltre alle due new entry Ferrazzi e Macconi, negli ultimi tempi hanno aderito a FN Massimiliano Bastoni, ex leghista (il suo slogan ai tempi del Carroccio era “Bastoni contro gli immigrati”), poi passato a Forza Italia in cui era stato nominato responsabile degli enti territoriali per la città di Milano. Sempre da Forza Italia arrivano anche altri due recenti ingressi a Bresso: la consigliera comunale Cheyenne Pagano e il padre Mario, ex consigliere comunale e vicesegretario cittadino di Bresso. Fino all’ingresso vip di Laura Ravetto, ex pasionaria salviniana, cuneese ma eletta alle Politiche 2022 nel collegio uninominale Lombardia 1-05 di Legnano.

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Laura Ravetto in un’immagine realizzata con l’IA.

Intanto, alle Amministrative del 24-25 maggio 2026, Vannacci testerà il suo peso politico a livello locale a Vigevano, dove molto si è speso per il candidato Furio Suvilla di Vigevano Futura. Mentre l’altro front runner vannacciano è Luigi Corò di Futuro per Venezia.

Borgonzoni e Smargiassi, da Bologna a Roma

Bologna per un giorno trasloca a Roma: tutta “colpa” della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, leghista, già candidata senza successo alla guida della Regione Emilia-Romagna. Bisogna dare il via al convegno intitolato “La fotografia ai tempi della I.A.”, nella sede della Biblioteca nazionale centrale di Roma, a Castro Pretorio: il primo incontro sarà “Tra testimonianza e forma. Fotografia di reportage e fotografia d’arte nel dibattito contemporaneo”, in programma nella mattinata di mercoledì 27 maggio. Prevista la presenza di due veterani della fotografia come Elio Vergati e Marcellino Radogna, oltre che dei bolognesi Claudio Marra, già docente al dipartimento delle arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, del moderatore della tavola rotonda, il giornalista Michele Smargiassi, esperto di treni e di orari ferroviari (nel senso che ha scritto molti articoli sul tema dei ritardi, ma non ditelo al ministro dei Trasporti, il leader della Lega Matteo Salvini) e “critico visuale”, e soprattutto storica colonna della redazione bolognese del quotidiano la Repubblica. Che poi a parlare di immagini la storia appare piena di connessioni, dato che il geometra Luigi Ghirri, emiliano, dalla casa di Roncocesi divenne poi un grande fotografo grazie alla spinta della moglie Paola Borgonzoni. Da ricordare sempre che “donna Lucia”, come qualcuno la chiama al Collegio Romano, è ormai la veterana tra i politici al MiC, dato che è sottosegretaria dal 2018, quando c’era il primo governo del pentastellato Giuseppe Conte. Poi, dopo una parentesi di un paio d’anni, è tornata con Mario Draghi presidente del Consiglio e ha trovato un posto anche con Giorgia Meloni, lottando col titolare del Mef Giancarlo Giorgetti per le sforbiciate sul cinema e venendo in un certo senso esautorata proprio sui suoi temi

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La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni (Ansa).

Da Rai Cinema un film su Gaza. Qualcuno storcerà il naso…

Rai Cinema racconta la politica. E pure i… Servizi. Di sicuro i filo-israeliani non saranno per niente contenti. Cosa succede? È stato annunciato il progetto di Linea di difesa – Gaza, un film action ispirato a fatti reali che tratta «il lavoro dell’intelligence italiana, delle forze speciali d’élite e dell’Unità di Crisi della Farnesina, impegnate in un’operazione ad alto rischio per evacuare da un ospedale di Gaza un gruppo di bambini palestinesi feriti dai bombardamenti israeliani». Un progetto «dall’alto profilo istituzionale nato in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), il ministero della Difesa, il ministero degli Affari Esteri. Nel cast c’è l’attrice Sara Serraiocco, nella parte di un’analista dell’intelligence proveniente dalla polizia di Stato, Stefano Accorsi, in quella di un veterano delle forze speciali, passato all’Aise come agente sotto copertura, e Vinicio Marchioni nel ruolo di Twist, al comando del Nono reggimento dell’esercito, gli incursori del reparto d’élite. Il film sarà girato in italiano, inglese e arabo; le riprese avranno inizio in estate. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha detto che il film nasce «da una collaborazione tra cinema e istituzioni dello Stato per raccontare il lavoro silenzioso di chi opera nelle aree di crisi. Il dialogo con gli enti coinvolti ha permesso di costruire un racconto autentico, che restituisce la complessità delle operazioni umanitarie e il senso profondo della cooperazione tra apparati civili e militari. È un progetto ispirato a fatti realmente accaduti che mette al centro il valore della vita e il coraggio di chi opera in scenari estremi. Crediamo che questo film possa parlare a un pubblico ampio, riuscendo a costruire una storia dal forte impatto emotivo e civile».

Ma una targa per Pannella dove la mettiamo?

«Intitoleremo proprio nell’area antistante la casa circondariale di Rebibbia una piazza come Largo Marco Pannella», ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri parlando del leader dei Radicali a 10 anni dalla morte. Ma non solo: «Ricorderemo Marco Pannella con una targa commemorativa a Palazzo Braschi». E due. Sotto la storica sede radicale di via di Torre Argentina intanto è apparsa una targa di cartone, affissa al muro del palazzo. Una in marmo non si è ancora riusciti a piazzarla a Montecitorio. Pure in via della Panetteria è arrivata una targa cartonata, proprio dove abitava Pannella. Martedì al Senato ci sarà il presidente Ignazio La Russa a ricordare «Giacinto detto Marco». Nella sala della biblioteca intitolata a Giovanni Spadolini interverranno Giulio Terzi di Sant’Agata in qualità di presidente Commissione Politiche dell’Ue del Senato della Repubblica, e poi Fausto Bertinotti, Francesco Rutelli, Mirella Parachini, vicesegretaria Associazione Luca Coscioni, Gian Domenico Caiazza, Claudio Velardi e molti altri.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Marco Pannella è morto nel 2016 (foto Imagoeconomica).

Mattarella per Confindustria. E le banche

Nuovi impegni per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due appuntamenti in particolare, nell’agenda presidenziale, sono da sottolineare. Si comincia martedì 26 maggio, di mattina, nel centro congressi La Nuvola, dove il capo dello Stato parteciperà all’assemblea generale di Confindustria. E poi il 28 maggio, nel pomeriggio, Mattarella è atteso a Palazzo Altieri, per la cerimonia di intitolazione di due sale delle Scuderie in memoria dei presidenti emeriti dell’Associazione bancaria italiana, Piero Barucci e Maurizio Sella. Tante strette di mano in vista con i vertici delle banche italiane.

A Roma i vip per il concerto di Lang Lang

La serata di lunedì è attesissima dai vip a Roma: va in scena a Santa Cecilia il pianista cinese Lang Lang, classe 1982, con un repertorio che partirà dal classicismo viennese per arrivare alle sonorità iberiche. La prima volta arrivò a Roma nel 2003, e torna dopo poco più di due anni dalla sua ultima apparizione. A tre anni, racconta sempre, fu la visione di un cartone animato di Tom & Jerry al pianoforte. Ha anche fondato la “Lang Lang International Music Foundation” per sostenere giovani talenti. Il programma della serata, trasmessa in diretta su Rai Radio 3, si apre nel segno del classicismo con il Rondò in re maggiore K 485 di Wolfgang Amadeus Mozart. Chiusura affidata al virtuosismo romantico di Franz Liszt, e l’impegnativa Tarantella da Venezia e Napoli.

Gli italiani e il ponte del 2 giugno: Sicilia, Ischia e mare tra le mete più cercate

AGI - Le ricerche online degli italiani per il ponte del 2 giugno 2026 puntano soprattutto verso il mare. Da una rilevazione fatta dall’AGI su Google Trends Italia nella categoria Viaggi, tra le query associate a “ponte 2 giugno” emergono in forte crescita Sicilia, Ischia, offerte mare, pacchetti viaggio e voli low cost.

A pochi giorni dalla Festa della Repubblica, il quadro dunque è chiaro: gli italiani cercano una fuga breve, possibilmente conveniente, con una preferenza marcata per destinazioni balneari e soggiorni facili da organizzare.

Sicilia e Ischia tra le mete più cercate

Le query “ponte 2 giugno Sicilia”, “ponte 2 giugno Ischia” e “offerte Ischia ponte 2 giugno” risultano tutte in impennata, segnalando un interesse crescente per le mete del Sud e per le isole.

Tra le destinazioni più cercate dagli italiani spicca la Sicilia, una delle mete più forti per chi vuole combinare mare, città d’arte e gastronomia in pochi giorni. La query “ponte 2 giugno Sicilia” è tra quelle in maggiore crescita su Google Trends, confermando il richiamo dell’isola per il primo vero weekend lungo dal sapore estivo.

Molto forte anche l’interesse per Ischia, che compare due volte tra le ricerche associate, sia come destinazione diretta sia nelle ricerche legate alle offerte. Il dato suggerisce che l’isola campana venga cercata non solo come meta desiderata, ma anche come soluzione concreta per pacchetti e soggiorni last minute.

Crescono offerte mare e voli low cost

Tra le query in crescita compaiono anche “offerte mare ponte 2 giugno”, “ponte 2 giugno mare”, “pacchetti ponte 2 giugno” e “voli low cost ponte 2 giugno”, segnali che mostrano una forte attenzione al prezzo e alla praticità dell’organizzazione.

Il ponte del 2 giugno diventa così l’occasione per una vacanza breve, spesso costruita intorno a tre elementi: meteo favorevole, budget contenuto e destinazione raggiungibile senza troppi spostamenti.

Non a caso, tra le ricerche correlate compaiono anche “meteo ponte 2 giugno” e “previsioni ponte 2 giugno”, entrambe in forte aumento.

Boom dei city break nelle capitali europee

Accanto alle mete di mare, resta forte anche il trend dei viaggi brevi nelle città d’arte e nelle capitali europee. I Google Travel Trends 2026 indicano un aumento del 50% dell’interesse degli italiani per city break, città d’arte e capitali europee negli ultimi 90 giorni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le mete compaiono Roma, Firenze, Londra, Palermo e Amsterdam, a conferma di una domanda divisa tra mare e weekend urbani. La tendenza sembra premiare viaggi brevi ma esperienziali.

Il profilo del viaggiatore italiano

Il profilo del viaggiatore italiano che emerge dalle ricerche è molto preciso: vuole partire, ma cerca prima di tutto soluzioni convenienti e facilmente prenotabili.

Il ponte del 2 giugno 2026, quindi, si prepara a essere soprattutto una prova generale d’estate. Sicilia e Ischia guidano le intenzioni di ricerca, mentre il mare resta la parola chiave dominante per chi vuole staccare qualche giorno prima dell’inizio ufficiale delle vacanze estive.