Crisi globali e nostalgie: viviamo in un eterno presente che guarda indietro

Adessitudine e presentismo sono i due termini che definiscono la nostra attuale dimensione temporale e sociale. Viviamo infatti in un qui e ora che pare eterno. Sospeso tra un futuro che non si vede e un passato in odore di nostalgia. Buono per il vintage, ma non per orientare processi decisionali e anche scelte di vita. Da qui la domanda che si pone il primo fascicolo 2026 della rivista il Mulino dal titolo Quali storie: «Ci serve ancora conoscere la storia?».

Siamo iper-tecnologici ma viviamo in uno spiacevole déjà-vu

La risposta è sì, ovviamente. Consapevoli però che «la storia insegna che non si impara mai dalla storia» (Hegel), come stiamo peraltro vedendo nella ripetizione in questi anni di crisi e tragedie internazionali che hanno lo spiacevolissimo sapore del déjà-vu. Si parli di guerre, di risorgente razzismo, di persecuzioni etniche, di risposte alla pandemia, il copione sembra essere d’annata. Per quanto inscritto in un contesto, soprattutto tecnologico, nuovo mostra numerose costanti. L’Europa attuale sembra più simile a quella di 100 anni fa (con gli umori grevi generati da una lunga guerra, impaurita dall’epidemia di spagnola e alle prese con una grave crisi economica) che non a quella di fine secolo caratterizzata dall’ottimistica ascesa di Internet e della globalizzazione.

Crisi globali e nostalgie: viviamo in un eterno presente che guarda indietro
Un veicolo colpito da un raid israeliano a Gaza (Ansa).

Quella promessa non mantenuta

Saremo tutti e in tutto il mondo più ricchi, più benestanti, più colti e solidali si ripeteva un po’ ovunque. Nel contempo si decretavano la fine delle ideologie e anche della storia, con la caduta del muro di Berlino e dell’Urss. Come è finito quel sogno, lo stiamo appunto verificando ora, con un sovrappiù di rammarico visto che il prevedibile non è stato previsto. Come diceva l’economista francese Frédéric Bastiat «dove non passano i commerci prima o poi passano gli eserciti». Se si soffia sulla paura le persone diventano aggressive, la mancanza di sicurezza aumenta sia la sfiducia sia la richiesta dell’uomo forte. L’ascesa dei sistemi autoritari fra le due Guerre ci indica che non è per niente sorprendente, per quanto raccapricciante, l’attuale rinascita e crescente consenso per il nazismo e il fascismo «che fece anche cose buone».

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L’adunata neo fascista di Acca Larentia a gennaio 2026 (Ansa).

Il revival dei favolosi Ottanta

Quali storie possono essere utili e rispondere ai nostri bisogni conoscitivi e usi pubblici? Il quesito a cui prova a rispondere il fascicolo de Il Mulino ci porta su un altro versante storico indagato dal sociologo Vanni Codeluppi in I favolosi Ottanta. Memoria dal decennio che ha cambiato il mondo (Derive e Approdi). Una storia, fra il saggio e il memoir, che rilegge la complessità di un periodo cruciale per la storia dell’Occidente sviluppato e i cui effetti sono su molti piani ancora agenti. A partire, per esempio, dalla passione per gli oggetti, le atmosfere e i personaggi di quel decennio che hanno giovani e giovanissimi di oggi. Pur essendo distanti anni luce, soprattutto tecnologicamente e politicamente, sono affascinati dalle mode, dalla cultura, dalla musica di quel periodo. «Forse perché non c’erano», ha scritto qualche anno fa lo stilista e giornalista di moda Christopher Niquet. Certo è che se pensiamo al ritorno di certe mise e al perdurante successo di gruppi e cantanti Anni 80, dobbiamo convenire, come ha scritto il sociologo norvegese Th. Eriksen in Tempo tiranno, che stiamo procedendo a tutta velocità guardando lo specchietto retrovisore.

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La copertina de i favolosi Ottanta di Vanni Codeluppi (Derive e Approdi).

Il boom del made in Italy e l’alba della società dell’immagine

Ma negli 80 c’è stato ed è accaduto tanto altro. Il diario di viaggio di Codeluppi parte dai grandi concerti negli stadi di Patti Smith e Lou Reed e si allunga a quelli dei cantautori italiani come Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Passa da Luigi Ghirri, grande innovatore della fotografia italiana, e dal famoso comizio di Enrico Berlinguer, preso nuovamente in braccio da Roberto Benigni alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia del settembre 1983 (il comico lo aveva già fatto il giugno di quell’anno a Roma), per approdare alla Milano da bere. Che vede la trasformazione dei sarti in stilisti e dei cuochi in chef. Gli architetti non sono ancora archistar, ma il made in Italy è in piena ascesa internazionale. La “dolce vita” è un richiamo irresistibile e un anestetico dopo gli anni di piombo e dello stragismo nero culminato con la bomba alla stazione di Bologna. Ma il decennio vede anche l’ascesa della tv commerciale del Cavaliere, il boom dei fast food e la comparsa dei paninari, il pieno dispiegarsi della società dell’immagine: quella del look e del colpo d’occhio, delle modelle che nessuno chiama più indossatrici. Timberland e Nutella, ma anche Olivetti e Commodore 64 in ambito tecnologico sono i marchi iconici.

Crisi globali e nostalgie: viviamo in un eterno presente che guarda indietro
Roberto Benigni prende in braccio Enrico Berlinguer (Ansa).

Il decennio che tra luci e colori cambiò il mondo (e non in meglio)

Il memoir di Codeluppi si limita però alle arti e alla cultura popolare, ai media e al consumo musicale. La politica e l’economia non entrano se non di riflesso nell’inventario. Ma su questi temi si devono aggiungere alcune importanti considerazioni riferite a ciò che sta ancora determinando fortemente il presente. Cioè l’avvio delle politiche liberiste che hanno in Ronald Reagan e Margaret Thatcher due assoluti protagonisti. Due rispettive frasi sintetizzano bene la loro visione e azione politica: «Lo stato non è la soluzione, ma il problema» e «La società non esiste: ci sono individui, uomini e donne, e le famiglie».

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Margaret Thatcher, Helmut Kohl e Ronald Reagan nel 1985 (Ansa).

Al di là dell’allegra connotazione data al decennio (non a caso si parla di edonismo reaganiano) e nonostante l’apparizione degli yuppies, iniziò lì lo smantellamento dello Stato sociale e la celebrazione del successo, dell’immagine personale, dei soldi. Se oggi le disuguaglianze economiche sono aumentate a dismisura e l’esaltazione dell’individualità a tutto danno del legame sociale è stata normalizzata si deve guardare anche ai favolosi Ottanta. Condividendo con Codeluppi il giudizio che, nonostante le profonde contraddizioni, quel decennio ha effettivamente cambiato il mondo.

Tre indagati a Rimini per la morte di Matteo

AGI - La Procura della Repubblica di Rimini ha iscritto tre persone nel registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto rimasto incastrato sott'acqua nella vasca idromassaggio di un hotel a Pennabilli la mattina di Pasqua e deceduto dopo quattro giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Infermi. Le posizioni riguardano individui, con diversi ruoli e mansioni, collegati alla struttura ricettiva dove si è verificata la tragedia.

Il procedimento, inizialmente aperto per lesioni gravissime è stato successivamente riqualificato in omicidio colposo dopo il decesso del piccolo. Lunedì alle 14 è in programma l'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, anche alla luce del nullaosta dei genitori all'espianto degli organi.

Le garanzie per gli indagati e la famiglia

L'iscrizione nel registro degli indagati, atto dovuto a garanzia, consentirà alle parti di nominare difensori e consulenti tecnici per assistere agli accertamenti irripetibili. La famiglia del ragazzo, assistita dall'avvocato Umberto Gramenzi, ha già indicato come consulente il medico legale Claudio Cacaci.

Si chiude a Mestre la VI edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea

AGI - Si è conclusa presso l’Auditorium del Museo del ’900 (M9) di Mestre la sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea, una tre giorni che ha visto alternarsi voci istituzionali e accademici per delineare il futuro del continente in un contesto globale sempre più instabile. Ad aprire la giornata conclusiva è stato l’intervento del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, la quale ha sottolineato come l’investimento nel comparto difensivo sia oggi una priorità imprescindibile per la stabilità, proponendo di innalzare gradualmente la spesa al 5% del PIL per ottimizzare le risorse attraverso l’avanzamento tecnologico e la protezione dei confini, intesi come tutela diretta del benessere dei cittadini.

A seguire, il dialogo tra la giornalista Eleonora Lorusso e Mario Schwetz, Direttore dell’Ufficio Italiano del Consiglio d’Europa, ha offerto una bussola interpretativa rivolta soprattutto ai giovani, richiamando l’eredità diplomatica della Serenissima Repubblica come modello di rispetto delle diversità e primato del diritto internazionale rispetto alla forza militare, con un appello accorato affinché le nuove generazioni diventino attori consapevoli e utilizzino la tecnologia per alimentare un confronto costruttivo. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo successivamente, ha rilanciato l’urgenza di una Costituzione Europea basata sulle radici comuni giudaico-cristiane e sui valori dell’Illuminismo, descrivendo il diritto come un valore culturale profondo e prendendo una posizione netta sull’Intelligenza Artificiale, considerata un mezzo utile ma incapace di sostituire l’umanità e la coscienza del giudice. La sesta edizione è stata infine sintetizzata dall’esperto di geopolitica Manlio Graziano, che ha analizzato le complessità degli Stati Uniti, le sfide demografiche dell’India e le necessità diplomatiche della Cina, evidenziando come l’effetto sorpresa dei conflitti attuali sia il principale fattore di destabilizzazione globale.

Missione del festival e crescita collettiva

Con questo quadro d’insieme, il Festival ha chiuso i lavori riconfermando la propria missione di trasformare la complessità geopolitica in un’occasione di crescita collettiva e consapevolezza per le nuove generazioni. In questo quadro di partecipazione attiva, la giornata ha visto anche il contributo fondamentale degli studenti coinvolti nel percorso di “Introduzione alla Geopolitica”, i quali hanno operato direttamente con l’Ufficio Comunicazione del Festival coordinati dal giornalista Domenico Letizia, misurandosi sul campo con interviste, gestione dei comunicati e sintesi dei dibattiti per trasformare la formazione teorica in cittadinanza attiva e pratica professionale.

Perché la “Belva” Fagnani non graffia più

Francesca Fagnani, la donna che ha trasformato lo sgabello in un patibolo e il dottorato in filologia dantesca in un’arma di distrazione di massa, sta scoprendo che a furia di affilare le unghie si è limata pure i denti. Su Rai2 il debutto della nuova stagione di Belve ha racimolato un poco rassicurante 8,8 per cento di share. Un po’ poco per chi sognava di dominare il martedì sera, specialmente se paragonato al 12,9 per cento della prima puntata della stagione 2025. A schiacciarla per di più è stato l’usato sicuro: le repliche di Montalbano su Rai1 che hanno doppiato l’ex ferocia della conduttrice, e Giovanni Floris su La7 che le ha soffiato il posto nel salotto buono dei talk.

Perché la “Belva” Fagnani non graffia più
Francesca Fagnani nello studio di Belve (Ansa).

Il graffio via via è diventato solletico concordato

La realtà è che Fagnani si è fatta gattino, o forse, più semplicemente, ha finito le prede e ha iniziato a mangiarsi la coda. Eppure, la sua parabola parlava un’altra lingua, quella di chi nasce dalle macerie di New York, di quell’11 settembre vissuto dal vivo, e passa per le trincee di Minoli e Santoro. Un pedigree d’acciaio, forgiato tra criminalità organizzata e carceri minorili, che oggi sembra però essersi liquefatto nel grande calderone del gossip istituzionalizzato. Il format nato nel 2018 sul Nove come un esperimento di 30 minuti di crudeltà necessaria si è dilatato fino a diventare una passerella infinita, dove il “graffio” è diventato un solletico concordato, per ospiti con il film in uscita o lo scandalo da lavare in candeggina. L’errore fatale è stato l’illusione che la “cattiveria” potesse diventare un genere di consumo seriale, che costa alla Rai circa 320 mila euro a puntata, una cifra che per produrre imbarazzo sembra decisamente fuori mercato.

Perché la “Belva” Fagnani non graffia più
Amanda Lear con Francesca Fagnani (Ansa).

“Gente comune” ed ex gieffine: se l’obiettivo è solo l’effetto social

Quando poi mancano i nomi di peso, quelli capaci di reggere lo scontro, si raschia il fondo del barile. Lo spin-off Belve crime, l’apertura dei casting alla “gente comune” e l’invito a figurine come Zeudi Di Palma sembrano una mossa disperata. Vedere una ex Miss Italia sconosciuta, reduce da un Grande Fratello che ha fatto inorridire perfino i vertici Mediaset, seduta su quello che dovrebbe essere lo sgabello della verità, restituisce un senso di imbarazzo integrale. È l’immagine di chi si ritrova senza vestiti in mezzo al mercato, tra le urla dei banchi della frutta. Il risultato è un frontale che non è più un affondo tematico, ma uno sketch teatrale dove pause e silenzi sono studiati per l’effetto social, per alimentare quel TikTok dove il brand ancora sopravvive.

La Belva si è addomesticata e il pubblico ha cambiato canale

Ma se Belve deve diventare un ufficio stampa per influencer in cerca di riscatto o una fiera dei nuovi mostri disposti a vendersi la dignità per un po’ di visibilità, allora il patto con lo spettatore vacilla. La serata delle cover di Sanremo 2026, dove la Nostra è salita sul palco con Fulminacci per cantare Parole parole di Mina, sembrava già un presagio: troppe parole, poco sangue. La bionda intervistatrice, che incassa 50 mila euro a puntata, si è addomesticata (per quieto vivere aziendale?) e il pubblico, semplicemente, ha cambiato canale.

Perché la “Belva” Fagnani non graffia più
Fulminacci con Francesca Fagnani a Sanremo (Ansa).

Mattarella sceglie i nuovi giovani alfieri della Repubblica

AGI - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 28 Attestati d'onore di "Alfiere della Repubblica" a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto per l'edizione 2025 è "Sperimentare e comunicare la solidarietà". "Gli adolescenti - si legge in una nota del Quirinale - si confermano gli interpreti più sorprendenti e spontanei di questo valore. Nonostante persista un luogo comune che li descrive come distanti dall'impegno sociale, la realtà racconta ragazzi capaci di partecipazione, empatia e desiderio di aiutare. Per loro la solidarietà è un'immagine a colori, che si declina in molteplici forme.

Sostenere un compagno in difficoltà, prendersi cura dell'ambiente, mobilitarsi durante un'emergenza: sono gesti che dimostrano come, per gli adolescenti, la solidarietà rappresenti un modo autentico di sentirsi parte di una comunità. È un sentimento profondo di condivisione, che esprime la volontà di contribuire al miglioramento delle condizioni di chi si trova in una situazione di difficoltà o vulnerabilità. Con questa prospettiva si è cercato di raccontare l'impegno per gli altri che i ragazzi sperimentano ogni giorno, valorizzando i loro gesti e dando spazio a forme nuove di comunicazione. Ne emerge un mosaico di giovani volontari, di ragazzi coraggiosi, di scrittori impegnati, di adolescenti che hanno trasformato fragilità o disabilità in punti di forza.

Un modello positivo di convivenza civile e inclusione

Sono protagonisti attivi di una società che aspira a essere più inclusiva, responsabile e attenta al bene comune, capace di affrontare con maggiore coesione le sfide del presente e del futuro. Rendere visibile questo patrimonio di altruismo e sensibilità significa favorire la diffusione di un modello positivo di convivenza civile e incoraggiare altri a seguirne l'esempio, contribuendo ad alimentare una solidarietà sempre più "contagiosa". Accanto ai riconoscimenti individuali - prosegue la nota - anche quest'anno sono state assegnate quattro targhe dedicate al tema dell'inclusione, con l'obiettivo di valorizzare azioni collettive che rappresentano un esempio concreto di cooperazione, rispetto reciproco e partecipazione attiva.

Le targhe alle classi e l'importanza dell'azione collettiva

Le targhe premiano classi che si sono distinte nella creazione di contesti accoglienti e accessibili, nella promozione di iniziative contro ogni forma di discriminazione e nell'impegno a favore dei più fragili. Si tratta di esperienze che dimostrano come l'inclusione non sia solo un valore, ma una pratica quotidiana capace di trasformare gli ambienti in cui i giovani vivono e crescono. Le azioni collettive premiate non solo arricchiscono il tema della solidarietà, ma lo ampliano, mostrando come essa diventi ancora più efficace quando vissuta insieme, condivisa e sostenuta da un gruppo unito.

Chi sono i giovani alfieri della Repubblica

Ecco l'elenco dei 28 giovani nominati Alfieri della Repubblica dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la motivazione del riconoscimento ricevuto: Emanuele AMODIO, 31/7/2007, residente a Ostuni (BR) - Per la naturalezza e la forza della sua amicizia con un compagno con disabilità. Il suo impegno costituisce un esempio di come i piccoli gesti quotidiani possano realizzare inclusione e far crescere la solidarietà. Emanuele coltiva una profonda passione per la conoscenza, ma non ha mai messo in secondo piano l'amicizia che lo lega, fin dall'infanzia, al compagno di banco Karol Pastore, costretto su una sedia a rotelle. Divenuto per lui una presenza costante, discreta e affidabile, Emanuele testimonia, con grande semplicità, come i valori umani più autentici possano costruire convivenza, nel rispetto delle differenze e nella condivisione delle responsabilità.

Antonio BERTOLI, 7/7/2013, residente a Brescia - Per l'impegno con il quale ha partecipato a un progetto dedicato a ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Una testimonianza di solidarietà concreta, fonte di ispirazione per molti coetanei. Dopo una prima esperienza in un corso di padel inclusivo, su stimolo dei capi scout AGESCI, Antonio ha scelto con consapevolezza di aderire a un progetto finalizzato allo sviluppo delle competenze comunicative e relazionali di ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Ha partecipato con maturità agli incontri, interagendo attivamente con i bambini e favorendo empatia, dinamiche di cooperazione e gioco condiviso.

Noa Thuy BERTUCCIOLI, 3/8/2008, residente a Urbino - Per il maturo impegno con cui traduce nella quotidianità i valori dell'associazione in cui opera come volontaria. Il suo carisma e la sua intraprendenza la rendono un esempio per altri volontari. Noa Thuy è una giovane volontaria della Croce Rossa Italiana che esprime impegno, senso civico e capacità di iniziativa. Entrata all'età di quattordici anni, ha partecipato con continuità alla vita dell'associazione, facendone propri i valori fondanti e divenendone ambasciatrice presso i coetanei, anche attraverso la promozione di un corso di primo soccorso nel proprio istituto scolastico. Il suo percorso costituisce anche un esempio di cittadinanza attiva.

Storie di coraggio resilienza e impegno ambientale

Dalila BROCCULI, 25/10/2009, residente a Rimini - Per la delicatezza con cui, attraverso il proprio impegno, porta conforto e speranza nelle corsie della Terapia intensiva neonatale. La sua storia infonde coraggio e fiducia alle famiglie che affrontano momenti di particolare fragilità. Dalila è una volontaria dell'associazione "La Prima Coccola", che sostiene la Terapia intensiva neonatale di Rimini. Nata prematura, è stata capace di trasformare la propria esperienza in un impegno generoso a supporto delle famiglie dei piccoli pazienti, collaborando a iniziative benefiche e ai laboratori dedicati ai bambini. Dal 2023 è ambasciatrice dell'associazione e ha portato la propria testimonianza anche in ambito scolastico, come esempio di resilienza e di solidarietà.

Rocco Antonio COMMISSO, 22/4/2014, residente a Roccella Jonica (RC) - Per la sensibilità dimostrata nel trarre in salvo un esemplare di tartaruga Caretta caretta, ferita e intrappolata in residui di plastica. Il suo gesto è divenuto una leva per la promozione di iniziative di educazione ambientale. Durante un'escursione in mare con il padre, Rocco ha soccorso una tartaruga Caretta caretta ferita da alcuni residui di reti e palangari da pesca. Affidata alle cure di un'associazione di volontari, la tartaruga è stata curata e successivamente liberata in mare. Dopo questo episodio, la scuola frequentata da Rocco ha adottato una tartaruga marina di peluche come mascotte, simbolo delle attività educative dedicate alla tutela dell'ambiente e alla cultura del rispetto del mare.

Francesco CORREALE, 18/12/2008, residente a Roccapiemonte (SA) - Per l'impegno e il senso di solidarietà con cui ha affrontato le fasi immediatamente successive alla disastrosa esondazione del torrente Solofrana. Il suo operato è una prova della resilienza delle comunità che vivono in territori fragili. Esemplare è stato il contributo di Francesco come volontario nei giorni dell'esondazione del torrente Solofrana, avvenuta a Roccapiemonte nel novembre del 2022. Animato da un forte senso civico e da un profondo attaccamento al territorio, Francesco fa parte fin dall'adolescenza del nucleo Protezione civile del proprio paese, e di fronte alla grave emergenza non ha esitato a mettersi a servizio della comunità con altruismo e spiccata capacità di collaborazione.

Interventi salvavita e sensibilizzazione sociale

Riccardo CREMONESI, 1/7/2008, residente a San Martino Siccomario (PV) - Per la prontezza con cui ha salvato la vita di un compagno che stava soffocando, praticando correttamente le manovre di primo soccorso. Durante una lezione di matematica, Riccardo è riuscito a salvare la vita di un compagno di classe che rischiava di soffocare a causa di una caramella. Dopo i primi tentativi da parte di un docente, ha eseguito con prontezza, calma e lucidità la manovra di Heimlich permettendo al compagno di riprendere a respirare autonomamente. Il gesto riflette coraggio e responsabilità, e rafforza anche l'aspirazione a diventare volontario.

Mariasole DI BIASE, 27/5/2011, residente a Nichelino (TO) - Per l'impegno sociale che esprime come volontaria, aiutando ragazzi con sindrome di Down e dimostrando l'importanza di agire concretamente per gli altri. Mariasole è volontaria presso l'associazione A.I.R. Down, aiutando i ragazzi a sviluppare la loro autonomia, accompagnandoli nei compiti scolastici e nei soggiorni estivi, promuovendo inclusione e rispetto delle diversità di ciascuno. La sua testimonianza rappresenta un esempio concreto di solidarietà e partecipazione civica, capace di trasmettere ai coetanei e alla comunità cultura di pace e di convivenza, contrastando ogni forma di discriminazione e di bullismo.

Aurora DI VANNA, 25/1/2008, residente a Santa Domenica Talao (CS) - Per la forza delle sue parole, attraverso le quali è riuscita a dare voce alle ingiustizie e a trasformare un'esperienza personale in una responsabilità sociale. Aurora è una ragazza cresciuta con grande attenzione al mondo che la circonda, riuscendo a conciliare la cura per i genitori malati con l'impegno scolastico e la passione per la scrittura. La determinazione con cui ha scritto il libro "Dietro un sorriso", ispirato alla storia di un'amica della madre e volto a sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne, la rende un esempio concreto di impegno sociale.

Salwa EZ-ZAHIRI, 24/6/2008, residente a Genova - Per aver trasformato l'aiuto ricevuto in un periodo difficile della propria vita in impegno concreto verso gli altri. La sua preziosa azione di mediatrice culturale è stata sperimentata prima in famiglia, poi si è aperta in favore di altre persone. Salwa, arrivata in Italia dal Marocco, si è distinta per impegno scolastico e senso civico. Frequenta con assiduità il Punto Luce di Save the Children e collabora come volontaria, con responsabilità e dedizione verso i più giovani. Ha sostenuto con maturità la propria famiglia nel percorso di integrazione, superando barriere linguistiche e generazionali. Le sue capacità si sono poi riversate in favore di altri ragazzi e di altre famiglie.

Creatività solidale e comunicazione attraverso l'arte

Leonardo FIGELLO, 17/11/2008, residente a Torino - Per la generosità con cui ha trasformato la sua Apecar in un veicolo solidale. Grazie alla sua creatività e al suo spirito di iniziativa ha dimostrato che fare del bene può essere veramente "di tendenza". Leonardo parcheggia ogni mattina davanti alla scuola il suo iconico mezzo a tre ruote rosso, ribattezzato "CondividApe". Sul retro dell'Apecar un cartello invita: "Serviti pure se hai bisogno, altrimenti se puoi, lascia qualcosa". Grazie a questa iniziativa, il suo veicolo è diventato un vero e proprio punto di riferimento solidale, dove chi ha necessità riceve ciò che serve e chi può contribuisce. Fare del bene può diventare un'attività coinvolgente.

Gabriele GALAL, 5/12/2007, residente a Roma - Per la capacità di sensibilizzare i coetanei sull'importanza della condivisione e del volontariato, promuovendo azioni solidali verso chi si trova in difficoltà. Gabriele, volontario della Croce Rossa Italiana, ha mostrato costanza e responsabilità nel promuovere tra i coetanei la cultura della solidarietà e l'importanza di sostenere le persone in situazioni di vulnerabilità. Partecipa attivamente a iniziative di supporto alla comunità, tra cui raccolte alimentari, distribuzione di pacchi alle famiglie, assistenza ai senza fissa dimora.

Jasmeen KAUR, 1/6/2009, residente a Fabbrico (RE) - Per essere riuscita, attraverso la poesia, a interpretare ed esprimere i pensieri dei ragazzi della sua età, creando spazi di introspezione e di confronto. Jasmeen possiede una grande capacità di comunicare emozioni e riflessioni attraverso la poesia, confermata anche da importanti riconoscimenti pubblici. Con le sue parole ha dato voce a storie di solitudine, inadeguatezza e superficialità, offrendo però sempre una luce di speranza e una via di riscatto. La poesia è uno strumento antico, ma sempre attuale per educare la sensibilità.

Tommaso LAVECCHIA, 26/1/2011, residente a San Miniato (PI) - Per l'entusiasmo con cui condivide la passione per l'astronomia, trasformando lo studio di stelle, pianeti e galassie in un'esperienza stimolante per i suoi coetanei. Un coinvolgimento che assume un importante valore educativo. Tommaso ha mostrato sin da bambino interesse per lo studio di stelle, pianeti e galassie partecipando a mostre ed eventi scientifici. Di recente ha esposto alcuni scatti della Luna, confrontandoli con le immagini riprodotte da Ludovico Cardi (detto il Cigoli) e da Galileo Galilei. Ha accompagnato il suo lavoro con un opuscolo informativo distribuito gratuitamente ai compagni di classe, dimostrando curiosità, rigore scientifico e tanta voglia di diffondere e condividere le conoscenze.

Esempi di amicizia e resilienza 

Angelica Maria MASELLA, 1/11/2010, residente a Minturno (LT) - Per la maturità con cui promuove una cultura del dialogo, del rispetto, del confronto. I suoi gesti riflettono un'idea di pace vissuta nella semplicità del quotidiano. Angelica è una ragazza attenta agli altri e sempre partecipe delle attività di carattere solidale. In classe è un punto di riferimento, dando prova che le relazioni tra pari sono possibili e arricchiscono tutti. Offre un supporto fondamentale a un compagno in grave fragilità, aiutandolo nella vita scolastica e quotidiana, favorendo la sua autonomia, condividendo momenti di gioco e socializzazione.

Marco MAZZARIOL, 28/4/2011, residente a Carbonera (TV) - Per la tenacia con cui affronta fin dall'infanzia la malattia. Con la sua gioia di vivere trasforma le difficoltà in opportunità e dà testimonianza al valore irrinunciabile dell'unicità della persona. Marco, affetto da distrofia muscolare di Duchenne, vive la sua disabilità con energia, intelligenza e positività, tanto da essere divenuto esempio di resilienza e inclusione. Testimonial per Parent Project APS, Marco partecipa a laboratori teatrali inclusivi, dimostrando così che le barriere si possono abbattere, che ognuno può contribuire alla comunità e che la partecipazione attiva di tutti è un vantaggio per la società intera.

Viola MENICHETTI, 13/5/2008, residente a San Donato Milanese (MI) - Per la prontezza e il coraggio con cui ha affrontato una situazione di emergenza, in condizioni climatiche avverse. La sua determinazione è stata più forte degli ostacoli e dei pericoli: così è riuscita a salvare la vita del padre. Il 4 gennaio 2025 Viola ha salvato la vita di suo padre, precipitato per cento metri in un canalone ghiacciato. Il padre non poteva muoversi, immobilizzato da numerose fratture e in stato di ipotermia. Nonostante il freddo intenso, la neve e la sopraggiunta oscurità, Viola ha camminato per oltre due ore su un sentiero non conosciuto, perdendo anche uno scarpone. È riuscita comunque a raggiungere il punto da cui poter attivare i soccorsi.

Matteo MORVILLO, 11/8/2007, residente a Massa Lubrense (NA) - Per aver creato una originale app, volta a ridurre lo spreco alimentare. La sua amicizia con Amedeo è diventata una forza creativa, capace di promuovere responsabilità ambientale e in questo modo di contribuire al bene comune. Matteo Morvillo e Amedeo Valestra, amici fin da bambini, hanno unito la passione per la tecnologia con quella della cucina dando vita a "Cucinalo", una app che persegue l'obiettivo di ridurre lo spreco alimentare domestico e promuovere uno stile di vita più sostenibile. Fotografando i cibi presenti nel frigorifero, la app suggerisce ricette personalizzate e guida l'utente nella preparazione dei pasti.

Dallo studio alla salute l'impegno costante degli alfieri

Ludovico NATALIZI, 16/5/2007, residente a Marsciano (PG) - Per la generosità e la semplicità con cui dedica il proprio tempo ai bambini più piccoli aiutandoli nei compiti scolastici. Il suo impegno silenzioso è occasione di crescita e di arricchimento reciproco. Ludovico è uno studente brillante e altruista. Da tempo è impegnato nel volontariato con un'associazione che sostiene bambini della scuola primaria con difficoltà, promuovendo l'apprendimento tra pari e favorendo l'inclusione. Ludovico vive questo impegno con autenticità e discrezione, convinto che aiutare gli altri sia un'esperienza molto formativa. Il suo esempio ha ispirato altri ragazzi a partecipare attivamente alla vita della comunità.

Karol PASTORE, 13/9/2007, residente a Ostuni (BR) - Per l'entusiasmo e la determinazione con cui affronta le sue difficoltà e per l'amicizia che corrisponde a Emanuele, con il quale condivide il desiderio di vivere pienamente la loro età. Karol convive con una patologia impegnativa che non ha tuttavia intaccato la sua straordinaria forza d'animo. Affronta con energia e positività le sfide quotidiane, nella scuola dove ha incontrato Emanuele Amodio e fuori dalla scuola, dove fa parte di una squadra di powerchair football. Il suo amore per la vita è contagioso: ogni giorno ci dimostra come, nonostante i problemi, sia possibile costruire, divertirsi, donare amore e guardare al futuro con fiducia e speranza.

Gioele PETRELLA, 26/8/2010, residente a Velletri (RM) - Per aver dimostrato che anche la sua chitarra può diventare un potente veicolo di inclusione. Ogni settimana affronta un lungo viaggio per raggiungere il laboratorio di teatro, musica e danza a cui partecipano ragazzi con disabilità. Gioele ha una grande passione per la chitarra, che ha scelto di mettere generosamente al servizio del progetto I MusicAbili APS, un laboratorio di teatro, musica e danza per ragazzi con disabilità. Da circa due anni, ogni sabato affronta un viaggio di cinque ore per essere parte attiva del gruppo. Con i ragazzi ha costruito legami forti, testimoniando in modo naturale e spontaneo i valori autentici dell'amicizia e dell'inclusione.

Sara PIGNATELLI, 10/2/2007, residente a Castello d'Agogna (PV) - Per il coraggio con cui ha affrontato la sua malattia, scegliendo di non rinunciare allo studio e di continuare a perseguire l'obiettivo del diploma. Con la forza dei sogni e della volontà è riuscita a superare tante difficoltà facendole diventare opportunità di crescita. Sara è una ragazza affetta da "linfoma primitivo del mediastino". Nonostante le difficili terapie, tutte affrontate con grande determinazione, ha scelto di non rinunciare allo studio, mantenendo sempre un atteggiamento positivo e riconoscente verso il personale sanitario. Oggi, superata la malattia, Sara continua a coltivare i suoi sogni: diventare ingegnere edile specializzata in costruzioni sostenibili e, nel contempo, continuare a frequentare attivamente il suo gruppo scout FSE.

Eroismo in mare e talento poetico per il bene comune

Claudia SAVARINO, 10/5/2007, residente ad Agira (EN) - Per la curiosità e la sensibilità con cui sperimenta la poesia, affrontando temi di grande profondità e cercando di costruire una società migliore. Claudia si distingue per la sensibilità con cui osserva e interpreta la realtà che la circonda e per un autentico amore verso la poesia. Attraverso la scrittura mostra una maturità non comune e un forte senso etico. La sua partecipazione attiva alla vita scolastica e i riconoscimenti ottenuti per il suo talento testimoniano un percorso che già esprime valore.

Nicolas TREPPO, 7/12/2013, residente a Tarcento (UD) - Per la prontezza con cui ha affrontato una situazione di grave pericolo, traendo in salvo un coetaneo che rischiava di annegare in un torrente. Il coraggio e la generosità sono capaci di fare la differenza. Nonostante la molto giovane età, Nicolas ha dimostrato straordinario coraggio salvando la vita a un coetaneo ormai in balia della corrente di un torrente. Senza esitazione Nicolas si è lanciato in acqua, ha tratto in salvo il suo amico trascinandolo a riva. Quindi, accortosi che il ragazzo non era cosciente, ha praticato la respirazione bocca a bocca, continuando fino all'arrivo dei soccorsi.

Inerio VACCA, 3/9/2010, residente ad Arbus (VS) - Per aver tratto in salvo con prontezza e lucidità un amico privo di sensi dopo un tuffo in mare. L'elevato senso civico dimostrato nella circostanza testimonia un profondo rispetto per la vita e un radicamento dei valori della solidarietà. Inerio è stato protagonista di un gesto encomiabile: resosi conto del grave pericolo in cui versava un amico, rimasto privo di sensi in acqua dopo un tuffo, è intervenuto senza alcuna esitazione per trarlo in salvo. Con sangue freddo ha prima trascinato il coetaneo fino a riva, poi gli ha prestato i primi soccorsi ed è riuscito a rianimarlo. Un atto consapevole di responsabilità, altruismo e coraggio.

Amedeo VALESTRA, 26/12/2007, residente a Massa Lubrense (NA) - Per aver creato una originale app, volta a ridurre lo spreco alimentare. La sua amicizia con Matteo è diventata una forza creativa, capace di promuovere responsabilità ambientale e in questo modo di contribuire al bene comune. Amedeo Valestra e Matteo Morvillo, amici fin da bambini, hanno unito la passione per la tecnologia con quella della cucina dando vita a "Cucinalo", una app che persegue l'obiettivo di ridurre lo spreco alimentare domestico e promuovere uno stile di vita più sostenibile. Fotografando i cibi presenti nel frigorifero, la app suggerisce ricette personalizzate e guida l'utente nella preparazione dei pasti.

Amicizia empatia e tradizioni nel sud italia

Emilia ZARRONE, 25/5/2012, residente ad Alife (CE) - Per aver dimostrato, fin dalla più tenera età, grande sensibilità ed empatia nei confronti di un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico. La dolcezza della loro amicizia è stata raccontata anche in un libro realizzato dallo stesso compagno. Emilia è stata, fin dalla scuola primaria, un punto di riferimento costante e affidabile per un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico, costruendo con lui una sincera amicizia, che si è fatta presenza, fiducia e sostegno nei momenti di difficoltà. Cresciuti insieme, i due proseguono ancora oggi con affiatamento il loro percorso scolastico, come dimostra un libro scritto proprio dal compagno di Emilia.

Serena ZULLO, 19/5/2009, residente a Lauria (PZ) - Per l'impegno di volontariato in favore della propria comunità e del territorio in cui vive. Per l'energia e la passione con cui promuove la cultura del dono, contribuendo alla crescita civile e sociale. Serena è una giovane molto impegnata nel sociale e nel volontariato. Partecipa con entusiasmo a tutte le iniziative di solidarietà e di promozione della cultura del dono organizzate dall'AVIS comunale. Come animatrice parrocchiale contribuisce alla vita dell'oratorio invernale ed estivo, curando in particolare il laboratorio teatrale. Profondamente legata alle tradizioni della propria terra, ha scelto di suonare l'organetto, strumento tipico della musica folk locale, guadagnandosi la stima e l'apprezzamento della comunità.

Le quattro targhe collettive per l'inclusione scolastica

Queste, infine, le quattro targhe dedicate al tema dell'inclusione: Classe V A - Istituto comprensivo "Don Milani-Leopardi" - Plesso Scuola primaria "A. Grippo" - C.da Rossellino (PZ) Per aver imparato il linguaggio dell'amicizia Micaela è una bambina sorda che ha iniziato a comunicare e a esprimere i propri pensieri attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS), appresa a scuola. Fin dalla prima infanzia, insieme ai docenti, agli educatori e ai compagni di classe, ha costruito un percorso scolastico fondato sull'inclusione e sull'accessibilità: oggi Micaela e tutti i suoi compagni comunicano correttamente in LIS, dimostrando quanto una lingua possa unire e creare relazioni autentiche.

Classe 2^ B - Istituto Comprensivo 3 "A. Vivenza - Giovanni XXIII" - Scuola secondaria di I grado - Avezzano (AQ) Per la solidarietà vissuta con entusiasmo I ragazzi della 2^B hanno dimostrato bontà, altruismo e sensibilità nel prendersi cura di Francesco, un loro compagno con autismo non verbale. Lo sostengono in ogni attività, scolastica e non, lo includono nei lavori di gruppo e lo accompagnano quotidianamente, trasformando piccoli gesti in grandi atti di amicizia e di solidarietà. Con un immenso valore di inclusione sociale.

Classe V - Istituto comprensivo "Giosuè Carducci" - Plesso Scuola primaria di Castelletto - Busca (CN) Nulla è impossibile se si cammina insieme Nell'Istituto comprensivo Giosuè Carducci l'arrivo di due bambini con problemi di vista ha cambiato alcune cose, e ha consentito di esprimere profondi valori di solidarietà grazie al progetto "Amico Braille", avviato in collaborazione con il Centro di riabilitazione visiva di Fossano. Docenti e compagni hanno imparato l'alfabeto Braille, sperimentando lettura e scrittura a punti in rilievo, vivendo un'esperienza che ha permesso di sviluppare empatia, collaborazione e rispetto delle diversità.

Classe V A - Istituto Comprensivo "E. Rosetti" - Plesso Scuola primaria "Don Milani" - Forlimpopoli (FC) Quando la condivisione fa la forza Gli alunni della classe V A, durante tutta la scuola primaria, hanno affiancato quotidianamente un compagno con disabilità, seguendo turni di solidarietà. Ogni giorno una coppia di bambini-tutor ha supportato il compagno anche nelle attività individuali, facendo da mediatori quando necessario, trasformando il peer-tutoring in un'occasione di crescita e inclusione per tutti. Il progetto, basato sulle capacità relazionali dei bambini, ha valorizzato la condivisione, la loro naturale propensione al gioco e la comunicazione senza barriere.

“Così catturammo Provenzano”, il racconto di chi arrestò ‘zu Binnu’

AGI - Martedì 11 aprile 2006, dopo uno spoglio lungo, lento e che poi sarebbe stato persino oggetto di sospetti (risultati infondati) su presunti tentativi di brogli, cominciava a profilarsi la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche di domenica e lunedì, 9 e 10 aprile 2006. Improvvisa, nella mattinata di quel giorno di vent'anni fa, irruppe la notizia - del tutto inaspettata - della cattura di Bernardo Provenzano, 'zu Binnu' (zio Bernardo)

Morto, secondo qualcuno. Fuori dai giochi, secondo altri analisti. Fuggito all'estero, stando ad altre congetture. Invece Provenzano era là, vivo, vegeto e pienamente operativo. Fu trovato in un casolare di Montagna dei Cavalli, al suo paese, Corleone (Palermo) mentre, carattere dopo carattere, stava compilando uno dei suoi famosi pizzini, con la macchina da scrivere con cui erano stati dettati migliaia di ordini, raccomandazioni, apparenti preghiere, benedizioni. In quel rifugio, apparentemente di fortuna ma in realtà attrezzatissimo, "c'era un forte odore di cipolle, ma anche tutto quello che ci aspettavamo di trovare nel covo di Bernardo Provenzano: i pizzini, la macchina da scrivere, la ricotta, la cicoria". Il ricordo del pm Marzia Sabella è nitido: lei era l'unica donna di un gruppo di soli uomini, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e di cui faceva parte l'altro sostituto Michele Prestipino.

Il blitz dello Sco e l'arresto di Renato Cortese

I poliziotti erano quelli dello Sco, il Servizio centrale operativo di cui Renato Cortese era il capo, con altri della Squadra mobile di Palermo. E proprio Cortese fu l'uomo che arrestò materialmente Provenzano. "Ci chiamò - ricorda Sabella - dal suo punto di osservazione. Avevano visto una mano protendersi dall'interno del casolare, chiese il permesso di fare irruzione. Ci riunimmo nell'ufficio di Pignatone, dopo esserci chiamati con i soliti messaggi ermetici e criptici, 'sali', 'vieni', 'ti aspetto'. Per timore delle talpe, infatti, non parlavamo mai al telefono, spegnevamo i cellulari quando eravamo insieme". Quei minuti di interminabile tensione, la paura di sbagliare ancora, di rovinare un'indagine che sembrava proprio arrivata al suo culmine.

Il via libera di Pignatone e la cattura definitiva

"A un certo punto Pignatone, che era il più alto in grado di noi, in un ufficio senza capo, dato che Piero Grasso era andato a dirigere la Dna, ruppe gli indugi e diede il via: 'Entrate'. Ricordo la tensione di quei momenti, quando poi il telefono rimase a lungo muto. Tememmo che fosse andata male anche quella volta, anche se eravamo intimamente convinti di avere azzeccato tutto, dopo quell'indagine. A un tratto arrivò la chiamata, 'preso, preso', disse Cortese. E quasi non ci credevo. 'Marzia, fidati!', mi rimproverò lui". Sabella, sorella dell'ex pm di Palermo Alfonso, anche lui cacciatore di latitanti, ricorda i complimenti dei colleghi delle altre "anime" della Procura: "All'epoca c'erano le bande armate, in ufficio, ma tutti vennero a congratularsi con sincerità".

Un'indagine pura senza dietrologie o servizi segreti

Nessuna dietrologia dietro quella cattura: "Fu un'indagine pura, né Servizi né covi non perquisiti. Andai io stessa, con Prestipino, a fare la perquisizione e ricordo quel forte odore di cipolle che c'era dentro, i sacchi neri della spazzatura per oscurare le finestre e non far filtrare all'esterno la luce accesa dentro, i santini, le immaginette sacre, i pizzini catalogati e messi là da un capo che era operativo al massimo e non si aspettava affatto di essere preso".

Il confronto tra Provenzano e Matteo Messina Denaro

L'ex pm, oggi consulente della commissione parlamentare per il rischio sismico e idrogeologico, fa un parallelo con Matteo Messina Denaro, al quale nel 2023, quasi diciassette anni dopo Provenzano, furono trovati un'auto fiammante e rombante, cellulari, chat con donne, abiti di lusso e una palestra personale: "Nulla di tutto questo da Provenzano, ma erano tipi del tutto diversi. Anche capi diversi - argomenta Marzia Sabella -. Carismatico Messina Denaro, ma non il capo di tutti i mandamenti: del Trapanese sì, non di Palermo. Provenzano invece era riconosciuto da tutti, era l'ultimo corleonese anche di nascita, l'ultimo dei patriarchi e, anche se non aveva il potere di Totò Riina ed era costretto a mediare, per governare, dettava ordini, era ascoltato".

La crisi di Cosa nostra e la 'camorrizzazione' della mafia

Ai mafiosi ora manca un capo, hanno cercato più volte di trovarne uno, di ricostituire l'organo di governo, la commissione provinciale di Cosa nostra, senza però mai riuscirci, grazie alle indagini che li hanno fermati prima che ce la facessero". L'ultimo latitante di lungo corso della mafia siciliana è Giovanni Motisi, palermitano: "Ma di lui non si sente nulla o quasi, non ci sono indagini in cui emerge la sua figura come capo operativo o punto di riferimento". E così, dopo Riina, Provenzano e Messina Denaro, c'è una nuova organizzazione che tende a "camorrizzarsi - conclude Marzia Sabella - nel senso che spara, ama una certa musica neomelodica, è violenta e traffica in stupefacenti per fare tanti soldi, visto che ormai il pizzo è diventato a rischio, per la ribellione dei commercianti, mentre gli appalti grossi sono pochi e non tutti gli imprenditori sono disposti a rischiare indagini e condanne".

Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»

Ma come hanno fatto Claudia Conte e Maria Rosaria Boccia a scattare tutte quelle foto a eventi organizzati nei palazzi del potere? Perché i palazzi del potere ormai si sono aperti a un pubblico assai eterogeneo, spesso con la complicità dei deputati e senatori, fino a diventare «centri congressi a basso costo». È infatti questa la battuta che circola sempre più spesso tra i vecchi habitué dei corridoi parlamentari.

Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»
Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»
Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»
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Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»

L’apertura popolar-populista ai cittadini

All’inizio, negli Anni 90, fu una suggestione popolare, e secondo alcuni un po’ populista, quella di aprire le seriose stanze ai cittadini; vennero organizzati mostre ed eventi di prestigio nelle più storiche sale di Montecitorio, dalla sala della Regina alla sala della Lupa. Anche il Senato, più piccolo, cominciò ad adeguarsi. Piano piano però la voglia di aprirsi al mondo ha un po’ preso la mano ai parlamentari e alcuni di loro hanno approfittato del meccanismo fino a stravolgerlo. I numeri parlano chiaro. Palazzo Montecitorio ha ospitato 524 eventi e soprattutto 787 conferenze stampa, quasi due per ogni deputato, solo nel 2025. Ritmi meno forsennati a Palazzo Madama, dove i parlamentari sono 205, ma se si allarga la ricerca alle sale che ospitano eventi sotto l’egida del Senato, anche qui il numero sale.

Come i Palazzi del potere si sono trasformati in «centri congressi low cost»
Il transatlantico della Camera (Ansa).

La lievitazione degli appuntamenti e delle conferenze stampa

Gli ingredienti per questa lievitazione degli appuntamenti sono fondamentalmente tre: ogni parlamentare può indire una conferenza stampa su un tema o un evento che ritenga interessante per la stampa; la Presidenza della Camera non ha potere di veto, l’amministrazione può solo compiere le necessarie verifiche di sicurezza sugli ospiti; i costi sono quasi nulli, visto che sala, commessi e riprese tv online sono forniti da Montecitorio. C’è un piccolo contributo spese solo per gli eventi organizzati nei palazzi esterni. Dopo l’appuntamento istituzionale scatta la vera festa per i presenzialisti: terminata la conferenza stampa conferenzieri, giornalisti e invitati (e qui la scelta è quantomai discrezionale) non si negano quasi mai un selfie con il logo della Camera. E il portfolio per il profilo social è assicurato.

Dalla presentazione di libri alle sagre di paese, ce n’è per tutti i gusti

I temi? Vanno dai più seri, come la presentazione di proposte di legge contro la violenza di genere fino ai più territoriali come le sagre del proprio collegio, dalla presentazione di libri all’annuncio di eventi non sempre di rilievo storico o nazionale, dalla promozione di prodotti locali a quella di associazioni più o meno benefiche. Insomma, ce n’è un po’ per tutti i gusti. Porre un freno è difficile ovviamente, come negare il diritto di parola a un parlamentare? Ma è ovvio che il rischio di ritrovare il logo della Camera o del Senato su social media non propriamente istituzionali è alto.

LEGGI ANCHE: Chi è la nuova mina vagante nei Palazzi del potere dopo Claudia Conte?

I rider scioperano per due giorni a Napoli e bloccano Glovo

AGi - Due giorni senza consegne a Napoli. Ugl Rider proclama lo stato di agitazione in città e domani 11 aprile e domenica 12 aprile, dalle ore 12 alle 23, i rider partenopei non lavoreranno, bloccando di fatto in quelle zone la piattaforma Glovo. "L'azienda Glovo non ha risposto alle richieste fatte dai rider al fine di migliorare le condizioni salariali - spiega Gianluca Mancini, segretario nazionale Ugl Rider - la protesta ha origine da una modifica del sistema algoritmico di Glovo, che penalizza i rider di professione, diminuendo sensibilmente, invece di aumentare, i loro introiti". 

Il caso Glovo

A inizi febbraio il gruppo carabinieri tutela del lavoro, su delega del pm di Milano Paolo Storari, ha eseguito un decreto di controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, società di delivery del gruppo Glovo, nell'ambito di un'indagine per caporalato. In particolare, "del campione retributivo analizzato risultano sottosoglia di povertà il 75% dei ciclofattorini con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi, mentre rispetto ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento sono risultati sottopagati l'87,5% del campione con scostamenti massimi anche fino a 12.000 euro annui", riferiscono i militari dell'Arma.

"Gli accertamenti compiuti - sottolinea il pm nel decreto - danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori, che percepiscono retribuzioni 'sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato' e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva (art. 36 Cost. e 603 bis c.p.), situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà.

Rilevato - afferma ancora il pm - che si versa in situazione di urgenza, atteso che la situazione di sfruttamento dello stato di bisogno è in atto e deve al più presto essere interrotta".

 

Mondo del calcio scosso da un nuovo caso di violenza sessuale di gruppo

AGI - Un caso di violenza sessuale di gruppo scuote il mondo del calcio: il 30 maggio dell'anno scorso, durante i festeggiamenti per la storica promozione in serie C del Bra, tre calciatori del club piemontese avrebbero abusato di una studentessa universitaria ventenne torinese che dopo la violenza ha tentato il suicidio. I tre risultano essere accusati di violenza sessuale di gruppo, e uno anche di 'revenge porn', come ha confermato La Stampa ripercorrendo le tappe dell'inchiesta della procura di Asti scattata dopo la denuncia della giovane.  

Al momento la ventenne risulta essere in cura, dopo aver interrotto per qualche mese gli studi. Gli indagati sono Fausto Perseu, di 23 anni, romano, oggi al Giulianova, Alessio Rosa, di 22 anni, di Tivoli (Roma), in forza al Ligorna (accusato anche di diffusione illecita di immagini sessuali) e Christ Jesus Mawete, ventenne di Mondovì (Cuneo) ora al Livorno.

La dinamica degli abusi e la condivisione dei video

Tutto sarebbe iniziato durante la festa, quando la ragazza ha conosciuto uno dei calciatori e lo ha seguito nell'appartamento in cui l'uomo viveva con altri compagni. Alla proposta di un rapporto sessuale di gruppo, lei avrebbe rifiutato, trovandosi però a "subire plurimi atti sessuali di gruppo", come è scritto negli atti dell'inchiesta della procura di Asti coordinata dal pm Davide Greco. I video e le foto della serata sarebbero stati condivisi sulla chat di squadra. La studentessa si è subito affidata al centro antiviolenza dell'ospedale Sant'Anna di Torino e ha presentato denuncia.

L'associazione calcio Bra prende le distanze

L'associazione calcio Bra in una nota ha fatto sapere di aver appreso "con assoluto stupore" dell'inchiesta e ha preso le distanze "da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna".

Precedenti e decisioni delle società sportive

Il Livorno calcio, club in cui ora milita Mawete, si è riservato di adottare "i provvedimenti più opportuni". Possibile che il giocatore sia messo fuori rosa considerando anche il precedente di Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, due ex tesserati amaranto condannati nel 2024 per violenza sessuale nei confronti di una studentessa di 22 anni (il 23 aprile è attesa la sentenza d'appello). Il Giulianova Calcio 1924, attuale club di Fausto Perseu, ha "avviato un confronto interno con il calciatore" per valutarne "lo stato psicologico e personale e assumere le decisioni ritenute più opportune".

Omicidio Cerciello: definitiva la condanna di Natale Hjorth

AGI - I giudici della Corte di Cassazione hanno condannato a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni Gabriel Christian Natale Hjorth, il cittadino americano coinvolto nell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate la notte tra il 25 e il 26 luglio del 2019 nel quartiere romano di Prati. I supremi giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa per quanto riguarda la pena, mentre hanno annullato con rinvio a nuovo giudizio sul punto dell'aggravante per i soli profili civili.

La procura generale aveva chiesto di condannare a 10 anni e 11 mesi Gabriel Natale Hjorth nell'ambito del processo d'appello ter, disposto dalla Cassazione 'limitatamente al ricalcolo della pena'. Si è trattato di una richiesta di riduzione di cinque mesi rispetto agli 11 anni e 4 mesi inflitti nel precedente Appello bis.

Hjorth sarà portato in carcere per scontare la pena

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, su delega della procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma, hanno eseguito l'ordine di esecuzione per la carcerazione a carico di Natale Hjorth, a seguito della decisione odierna della Corte di Cassazione e lo condurranno in carcere. Hjorth si trovava agli arresti domiciliari a Fregene.  

La condanna definitiva per Finnegan Lee Elder

È invece definitiva dal 25 novembre 2024 la condanna a 15 anni e 2 mesi per Finnegan Lee Elder colpevole - insieme a Gabriel Natale Hjorth - dell'omicidio del carabiniere. I giudici della Corte d'Appello di Roma avevano ridotto la pena di Elder condannato all'ergastolo in primo grado, a 22 anni in appello e, dopo un passaggio in Cassazione, infine, a 15 anni e 2 mesi nel corso dell'appello bis. Per l'altro imputato, Gabriel Natale Hjorth, il pg, così come i difensori, avevano fatto istanza in Cassazione.