Garlasco: Sempio e il video intimo di Chiara, “Mai visto”

AGI - "Penso che le verifiche che hanno fatto finora, come ad esempio i risultati in incidente probatorio, dimostrino sempre la stessa cosa, la versione che ho dato io l'altra volta". Lo dice in un'intervista al Tg1 Andrea Sempio il cui nome un anno fa veniva iscritto nuovamente nel registro degli indagati per il delitto di Chiara Poggi.

Ora la procura di Pavia potrebbe chiedere il processo per Sempio. "Di sicuro non sono tranquillo perché comunque in una situazione del genere nessuno può dire di essere tranquillo - spiega - che ci possa essere una richiesta di rinvio a giudizio è una cosa che abbiamo messo in conto. Se ci sarà la affronteremo, anche perché la richiesta di rinvio a giudizio non è appunto la sicurezza che poi ci sarà un processo".

L'analisi dei computer e il video di Sempio

In queste settimane si stanno analizzando i computer di Chiara e di Alberto. Nel computer di Chiara, tra gli altri, c'è un video di Sempio con altri amici, tra cui il fratello. Com'è finito nel computer di Chiara? "Credo che ovviamente a metterlo sul computer saremmo stati io e lui - risponde - perché ovviamente il video ce l'avevo io".

L'ipotesi del video intimo di Chiara e Alberto

Su quel computer c'era anche un video intimo di Chiara e Alberto. In merito all'ipotesi circolata in questi giorni che lo abbia visto, Sempio risponde che non è così. "Ho seguito anche questa cosa qua - dice al Tg1 - ma no, non è una cosa che né io né, credo, nessuno dei miei amici che frequentava la casa e aveva accesso al computer ha mai visto".

 

Assalto al portavalori sulla Lecce‑Brindisi: trovate bruciate due auto del commando

AGI - Sono state rinvenute carbonizzate due delle autovetture utilizzate dal commando armato che lunedì 9 febbraio ha assaltato un portavalori della ditta Battistolli sulla Lecce-Brindisi.

carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina insieme ai colleghi del comando provinciale di Lecce, seguendo una segnalazione dettagliata, hanno raggiunto le campagne tra Salice Salentino, in provincia di Lecce, e San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi.

I veicoli rinvenuti: Alfa Romeo e Kia Sportage

È lì che sono state rinvenute l'Alfa Romeo Stelvio di colore scuro utilizzata come auto civetta, finta auto di scorta con lampeggiante, la mattina dell'assalto e la Kia Sportage utilizzata la stessa mattina per coprire parte della fuga di alcuni componenti del commando. Sono ora in corso le fasi di recupero.

Le indagini della direzione distrettuale antimafia

Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia, stanno ricostruendo organigramma, braccia, menti e fiancheggiatori dell'assalto paramilitare.

Assalto fallito: il ruolo di vigilantes e blindato

L'assalto avrebbe fruttato al gruppo sei milioni di euro ma è sfumato grazie al pronto intervento dei carabinieri, alla reazione adeguata dei sei vigilantes presi di mira, e al perfetto funzionamento del sistema antirapina del blindato.

 

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No

Prosegue lo scontro attorno al referendum del 22 e 23 marzo. Il ministero della Giustizia, tramite un documento firmato dal capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi e inviato al presidente Cesare Parodi, ha chiesto all’Associazione nazionale magistrati «di rendere noto alla collettività, nell’ottica di piena trasparenza gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini», evidenziando «un potenziale conflitto» tra togati «in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto» all’organismo.

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
Cesare Parodi (Imagoeconomica).

Pd: «Atto che sa tanto di liste di proscrizione»

«Un atto molto grave che sa tanto di liste di proscrizione», ha denunciato immediatamente il Pd tramite la deputata Debora Serracchiani. Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs al Senato, ha invece parlato di «intimidazione». La maggioranza, ovviamente, si difende. Il deputato Enrico Costa di FdI ha parlato di «semplice richiesta di chiarezza», per evitare potenziali conflitti di interessi. Così Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di FI: «Per i partiti ci sono regole precise. Vadano ad esempio sul sito del nostro partito e troveranno, come la legge prevede, nomi e cognomi di quanti danno dei contributi ai sensi di legge. Perché l’Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?».

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
La sede del Ministero della Giustizia (Ansa).

La replica di Di Matteo a Nordio sul Csm

Oggi, dopo essere stato tirato in ballo dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle correnti del Csm, il magistrato Nino Di Matteo ha replicato al Guardasigilli, accusandolo di aver strumentalizzato le sue parole del 2019, quanto presentando la sua candidatura al Csm aveva parlato di «degenerazione del correntismo», e di accentuare «il rischio di un sempre più stringente controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino». Nell’intervista al Mattino che ha causato polemiche tra le opposizioni e la stessa magistratura, Nordio – che si è anche scontrato con Nicola Gratteri – aveva definito le correnti del Csm come parte di un «meccanismo para-mafioso», parlando di «verminaio correntizio» e «mercato delle vacche». Il batti e ribatti è nato Nel 2019 il pm antimafia Di Matteo, presentando la sua candidatura al Csm, aveva parlato di «degenerazione del correntismo».

Autostrade, il docufilm di Ambra Sabatini arriva alle Olimpiadi

Cadere, rialzarsi e ricominciare a vivere grazie allo sport, alla determinazione e alla volontà di non arrendersi mai. È la storia di Ambra Sabatini, atleta paralimpica, portabandiera dell’Italia ai Giochi paralimpici di Parigi 2024, più volte medaglia d’oro e detentrice del record mondiale nei 100 metri, raccontata nel docufilm Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo. Il progetto, distribuito da Adler Entertainment e prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia, è realizzato in collaborazione con Autostrade per l’Italia ed è stato proiettato nel Salone d’onore di Casa Italia Milano-Cortina 2026 in Triennale a Milano, nell’ambito del panel Rinascere attraverso lo sport.

Al centro del film il valore dello sport come leva di rinascita personale e collettiva

All’incontro, che ha preceduto la proiezione, hanno partecipato il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana, la campionessa Ambra Sabatini e il regista Mattia Ramberti, in un dialogo con il giornalista e conduttore sportivo Pierluigi Pardo. Al centro della conversazione, il docufilm sul percorso umano e sportivo dell’atleta dopo il grave incidente stradale del 2019, la forza di rimettersi in gioco e il valore dello sport come leva di rinascita personale e collettiva. Il film rappresenta anche un tassello fondamentale dell’impegno di Autostrade per l’Italia nella promozione della sicurezza stradale e dei comportamenti responsabili alla guida. Attraverso la testimonianza di Ambra, il Gruppo rafforza il proprio impegno nel diffondere una cultura della prevenzione, della consapevolezza e del rispetto delle regole, a tutela di chi viaggia e di chi ogni giorno lavora lungo la rete autostradale. L’atleta stessa è da diversi anni ambassador delle campagne istituzionali di Autostrade dedicate alla sicurezza stradale, con particolare attenzione ai periodi di maggiore traffico come le festività, e racconta la sua esperienza nelle scuole attraverso il progetto Non chiudere gli occhi, parlando alle nuove generazioni di sicurezza e comportamenti corretti alla guida.

Sabatini: «Sento la responsabilità di sensibilizzare sulla sicurezza stradale»

«Dopo l’incidente ho capito che la mia vita non era finita, ma stava semplicemente cambiando direzione», ha affermato Sabatini. «Lo sport mi ha insegnato a guardare avanti e a credere di nuovo nei miei sogni. Oggi sento la responsabilità di utilizzare la mia storia per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza stradale e per dire ai ragazzi che anche a un metro dal traguardo non bisogna mai smettere di crederci».

Giana: «Lavoriamo ogni giorno per rendere la rete sempre più sicura»

Così l’ad di Autostrade Arrigo Giana: «Lavoriamo ogni giorno per rendere la nostra rete sempre più sicura. La sicurezza, per noi, non rappresenta soltanto un obiettivo operativo, ma un valore culturale da promuovere e condividere. Per questo siamo da tempo impegnati in campagne di sensibilizzazione volte a incoraggiare comportamenti di guida responsabili. La testimonianza di Ambra Sabatini è un esempio straordinario di forza e consapevolezza; insieme a lei proseguiamo il nostro impegno per una cultura della sicurezza sempre più radicata, a tutela di chi viaggia e di chi opera quotidianamente sulla nostra rete».

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro

Il Veneto continua ad agitare la Lega e con essa pure il centrodestra. Perché questa volta a infiammare gli animi sono le candidature alle Suppletive per sostituire Massimo Bitonci e Alberto Stefani che hanno lasciato il Parlamento per traslocare a Palazzo Balbi.

Bizzotto al Mimit e Tosato alla commissione per il federalismo

I frontrunner della coalizione per i collegi uninominali di Padova e Rovigo, come anticipato da Lettera43, sono Giulio Centenaro e il tesoriere del partito Alberto Di Rubba, bergamasco e dunque lombardo, ma questo è solo uno dei problemi.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Giulio Centenaro con Alberto Stefani (dal profilo Fb di Centenaro).

Il vero punto infatti è il criterio con cui sono stati scelti. Secondo la versione ufficiale, la decisione sarebbe stata presa dal direttivo della Liga Veneta, come confermato dai vicesegretari della Liga, il capodelegazione al Parlamento Ue Paolo Borchia e Riccardo Barbisan. Il pacchetto comprendeva anche le nomine della bassanese Mara Bizzotto a sottosegretaria al Mimit (al posto sempre di Bitonci) e di Paolo Tosato alla presidenza della commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo (al posto di Stefani). Due contentini che però non hanno indorato a sufficienza la pillola.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Mara Bizzotto con Claudio Durigon (Imagoeconomica).

I malumori per Centenaro, ex fan di Vannacci

Nel direttivo della Liga non tutti però hanno confermato questa versione, anzi. Le candidature non sarebbero infatti state discusse, a eccezione di un accenno a Di Rubba. Tra l’altro anche Centenaro genera qualche malumore visto che è stato tra i primi veneti a essere folgorato da Roberto Vannacci. I vertici di via Bellerio per ora tacciono, ma il malcontento che sta montando nelle chat potrebbe sfociare in ricorsi una volta depositate le liste. Tra i più neri, nel Padovano, ci sono Daniele Canella, sindaco di San Giorgio delle Pertiche ed escluso dalle liste delle Regionali, e Giuseppe Pan, già capogruppo in Regione e sindaco di Cittadella, prima eletto e poi escluso dal Consiglio regionale. a Palazzo che ha mancato l’ingresso a Palazzo Ferro-Fini. Ma è nel Rovigotto che si registrano le reazioni più dure. Nel Polesine infatti era data per scontata la candidatura di Laura Cestari rimasta fuori dal Consiglio regionale. Anche qui già si minacciano boicottaggi alle urne.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Laura Cestari (dal profilo Fb).

L’affondo di Erik Pretto: «Liga umiliata»

La tensione è ben riassunta dallo sfogo del deputato vicentino e consigliere federale Erik Pretto: «La scelta di designare un candidato non veneto per le elezioni suppletive solleva forti perplessità, sia nel metodo che nel merito», ha tuonato. «Quanto al metodo, non risulta nessuna deliberazione degli organi preposti né in sede regionale né in sede federale. Quanto al merito, in un periodo delicato nel quale dobbiamo fare i conti con uno strutturale calo dei consensi, sarebbe stato molto più utile scegliere una persona del territorio, che lo conosca profondamente e che ne comprenda le specifiche istanze, per poter poi rappresentarlo appieno, dialogando con le comunità che lo abitano. Politicamente, un seggio parlamentare non può essere gestito alla stregua di un consiglio d’amministrazione o di un collegio sindacale». Poi l’affondo: «La verità è che la Liga Veneta subisce con umiliazione questa scelta. Senza orgoglio, senza difesa della nostra identità, come si potranno motivare adeguatamente i nostri operosi militanti?».

Parla la mamma del bimbo col ‘cuore bruciato’: “trapianto ancora possibile”

AGI - "Per oggi mi hanno confermato che resta ancora trapiantabile. Domani faranno un'altra valutazione". Lo dice la mamma del bambino di due anni ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli dopo che gli è stato trapiantato un cuore 'bruciato'.

"Le sue condizioni sono stazionarie - spiega la donna - Per oggi rimane in lista, la situazione è stazionaria, domani faranno un'altra valutazione. C'è sempre una speranza. Domani vedremo".

La forza della madre e la speranza

"Non dobbiamo mollare. Domenico è forte, è un guerriero", dice ancora la mamma del bambino trapiantato al Monaldi di Napoli, lasciando l'ospedale dopo la riunione dell'equipe medica. "Io non mollo, non devo mollare. Sto con mio figlio tutti i giorni. Mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio con lui. È un bimbo forte", ripete.

L'attesa per la nuova valutazione

"Mi aspetto che mio figlio sia ancora trapiantabile. Io non mollo, la speranza non la perdo". Lo dice all'esterno dell'ospedale Monaldi di Napoli, la mamma del bambino di due anni trapiantato di cuore lo scorso 23 dicembre e che è ricoverato in gravi condizioni. "Stiamo attendendo la riunione - dice la donna in merito al consulto del cosiddetto Heart team del Monaldi - è ancora in corso. Non ho avuto modo di parlare con i medici". Tornando al giorno in cui è stato effettuato il trapianto con un cuore 'bruciato', la donna ribadisce che i medici le hanno detto che il trapianto era stato effettuato e che "c'era un problema con il cuoricino, che non ripartiva. Non mi hanno detto altro". Rispondendo a una domanda dei cronisti la donna spiega di non aver ancora ricevuto "alcuna telefonata da rappresentanti delle istituzioni. Al momento ancora no - prosegue - spero si faccia sentire qualcuno".

L'organizzazione dell'Heart Team e la rivalutazione congiunta

Nella riunione del cosiddetto Heart team, gli specialisti hanno valutato che il bambino è ancora trapiantabile e resta in lista, in attesa di un nuovo organo. Una decisione confermata dal bollettino medico, che va in direzione opposta rispetto alla consulenza dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, che ha giudicato il piccolo paziente non più trapiantabile. Nelle prossime ore ci saranno ulteriori approfondimenti e mercoledì è previsto un nuovo consulto.

"Io non mollo e non perdo la speranza", dice Patrizia, la madre del piccolo, uscendo dall'ospedale nel primo pomeriggio. "Domenico è forte, è un guerriero", aggiunge la donna, accompagnata dall'avvocato Francesco Petruzzi, che in mattinata era stato in procura per incontrare il pm che si occupa del caso. Anche se il parere dell'équipe medica oggi fosse negativo, la volontà della madre è quella di andare avanti e chiedere un terzo parere.

La posizione del Monaldi e la richiesta di pareri terzi

Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell'équipe interdisciplinare per poter chiedere autonomamente dei pareri terzi. Domani, quindi, potrebbe essere il giorno decisivo, anche perché il bambino è dal 23 dicembre in gravi condizioni e collegato all'Ecmo in attesa di un nuovo cuore. Oggi la mamma ha rilanciato l'appello per trovare un donatore prima di lasciare l'ospedale, e spera di ricevere notizie positive in queste ore.

L'inchiesta della magistratura e i sanitari indagati

La magistratura inquirente, intanto, prosegue nell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante. Finora sono stati iscritti nel registro degli indagati sei sanitari, tra medici e paramedici del Monaldi, con l'ipotesi di lesioni colpose. Si cerca di fare luce su quanto accaduto a fine dicembre, quando l'équipe napoletana si recò a Bolzano per prelevare il cuore poi impiantato al bambino.

I dubbi sulla gestione del trapianto precedente

Ascoltato, come persona informata sui fatti, il cardiologo che si è occupato del follow-up successivo al trapianto, che ha rassegnato le dimissioni pochi giorni dopo l'intervento. Vanno avanti anche le indagini sulla gestione della conservazione dell'organo espiantato, con i dubbi sul contenitore utilizzato (in plastica, forse consegnato a Bolzano perché l'équipe napoletana era partita senza strumentazione). E sulla opportunità di espiantare il cuore malato del bimbo prima di capire se la funzionalità dell'organo ricevuto fosse integra. Tanti i nodi da sciogliere per i pm, mentre per Tommaso la corsa contro il tempo continua.

 

Gualmini ufficializza l’addio al Pd e il passaggio ad Azione: «Schlein si è presa tutto il partito»


L’eurodeputata Elisabetta Gualmini, nel corso di una conferenza stampa al Senato, ha ufficializzato l’addio al Partito democratico e il passaggio ad Azione, cambio di casacca che a Strasburgo la porterà a “traslocare” dal gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici a Renew Europe (unica italiana). Gualmini, che era un pezzo da novanta del Pd, ha puntato il dito contro il suo ex partito: «Sono fortemente convinta che abbia cambiato natura. Penso che ci sia stato un cambiamento di tipo strutturale, una mutazione genetica che porta a un riposizionamento sulla sinistra radicale, sull’asse Conte, Landini, Fratoianni, Bonelli, che taglia un po’ fuori la cultura e quel riformismo di cui io ho sempre fatto testimonianza». Poi l’affondo nei confronti di Elly Schlein: «Si è presa tutto il partito e lo ha modellato secondo la sua idea. Lo spazio di agibilità politica per chi ha appunto una visione diversa, più moderata, più di un Pd di governo e della responsabilità, con una forte caratura sulla politica estera, si è molto ridotto».

Gualmini ufficializza l’addio al Pd e il passaggio ad Azione: «Schlein si è presa tutto il partito»
Elisabetta Gualmini e Carlo Calenda (Ansa).

Gualmini: «È un po’ come tornare a casa»

Quanto al passaggio ad Azione di Carlo Calenda, ha detto Gualmini, «è un po’ come tornare a casa», viste le «tante battaglie comuni» condotte in passato: «Il merito è uno dei motivi che mi ha spinto anche a aderire ad Azione, al di là di ideologie, demagogie, fuffa. La battaglia sull’Ucraina è dirimente, è il crinale». Così sull’approdo in Renew Europe: «Io sono fortemente europeista, quel gruppo è il più europeista tra quelli che ci sono. E io lì voglio costruire uno spazio dove rappresentare le mie idee».

Adolescenti oggi: famiglia e scuola in prima linea

AGI - La condizione degli adolescenti, le fatiche educative delle famiglie e il ruolo della scuola nel prevenire e riconoscere precocemente il disagio giovanile: sono stati gli argomenti al centro del dibattito del convegno “Genitori al bivio, Figli in cammino: accompagnare l’adolescente oggi” tenutosi all’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma.

I lavori sono stati aperti dalla dottoressa Roberta Costantini, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice e ideatrice dell’evento. In collegamento da remoto il Rettore Fabio Fortuna ha ricordato come un momento di approfondimento su argomenti così rilevanti sia una preziosa occasione per contribuire ad affrontare problemi complessi della società contemporanea, caratterizzata da trasformazioni sempre più rapide, che investono sia la dimensione collettiva sia la vita dei singoli individui.

Nel suo intervento il presidente Massimo De Meo, ha ribadito l’urgenza sociale del tema adolescenza–famiglia e la necessità di passare da una logica dell’emergenza a una cultura della prevenzione. De Meo ha ricordato con commozione Maria Rita Parsi, sottolineandone lo spirito di servizio e la capacità di costruire alleanze tra famiglia, scuola, professionisti e Terzo Settore. Ha infine richiamato, sulla base di esperienze, due parole chiave: l’Holding, inteso come “contenimento” e sostegno per adolescenti e genitori, e la lezione delle aspettative realistiche e minimali, al fine di valorizzare ogni progresso dei ragazzi, anche il più piccolo, soprattutto in presenza di fragilità importanti.

Nel corso del convegno i relatori hanno anche parlato del dialogo tra nativi digitali e genitori; i modelli familiari a rischio e la prevenzione; la tutela dell’adolescente nei conflitti familiari e la necessità di un lavoro integrato tra area legale e psicoterapeutica; i fattori di rischio e di protezione nell’adolescenza (uso di sostanze, ritiro sociale, uso problematico dei social), ribadendo il valore di ascolto e fiducia come strumenti educativi.

Il convegno si è concluso con l’intervento del Prof. Michele Di Nunzio che ha evidenziato come una “psicologia ingenua” – fatta di aspettative implicite e automatismi culturali – condizioni spesso le reazioni di genitori ed educatori, invitando a riconoscerne le radici simboliche e narrative del nostro immaginario (da Edipo ad Antigone, da Telemaco ad Amleto) per evitare che il conflitto generazionale venga letto come rottura anziché come passaggio di crescita. 

Ue, la nuova lista dei paradisi fiscali: chi entra e chi esce

L’Unione europea ha aggiornato la lista delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali, vale a dire quei Paesi che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza fiscale o non attuano entro tempi definiti gli impegni assunti sulla cooperazione con le autorità tributarie. Il Consiglio Ue Ecofin, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, è pronto a inserire Vietnam e le isole Turks e Caicos. Verranno invece rimossi Figi, Samoa, Trinidad e Tobago.L’obiettivo è contrastare pratiche di elusione e trasferimento artificiale dei profitti fuori dall’Unione europea. L’inserimento comporta maggiori controlli per le operazioni finanziarie e fiscali legate a tali giurisdizioni e può incidere sull’accesso ai fondi e agli investimenti europei.

Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo

Dana Eden, produttrice israeliana della serie Teheran, è stata trovata morta in una camera di albergo di Atene, durante le riprese in Grecia della quarta stagione dello show. Aveva 52 anni ed era stata proprio lei a segnalare la capitale greca come set per la serie tv, dopo esserci stata con la famiglia per una vacanza. Ecco cosa sappiamo sulla sua morte, al momento al centro di varie speculazioni.

La fake news diffusa dai media israeliani

Nel dare la notizia, alcuni media israeliani avevano riferito che la polizia di Atene stava indagando sulla possibilità che Eden fosse stata assassinata da agenti del governo iraniano: la serie televisiva, infatti, è stata bollata fin dall’inizio dal regime di Teheran come propaganda ostile. Gli stessi canali israeliani hanno però definito questa notizia una fake news, precisando che la polizia greca non ha fatto alcuna menzione a un possibile coinvolgimento iraniano.

Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo
Dana Eden (Ansa).

I farmaci nella stanza e i lividi sul corpo

Eden alloggiava ad Atene dal 4 febbraio. Il corpo della produttrice è stato scoperto dal fratello che, non riuscendo a contattarla al telefono, l’ha raggiunta nell’albergo, nei pressi di Piazza Syntagma: presentava lividi sul collo e sugli arti. Nella stanza d’albergo sarebbero state trovate anche delle pillole. Al momento restano aperte tutte le ipotesi: disposta l’autopsia.

La serie criticata dal regime iraniano

Teheran, che porta sul piccolo schermo lo scontro geopolitico tra Iran e Israele, è una serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l’emittente pubblica israeliana Kan 11. Trasmesso dal 2020, viene distribuita a livello internazionale da Apple TV+. Nelle serie, di cui finora sono stati prodotti 24 episodi (otto per ciascuna stagione), hanno recitato anche Glenn Close e Hugh Laurie. Teheran nel 2021 è stata premiata con l’International Emmy per la miglior serie drammatica.

Chi era la produttrice Dana Eden

Eden era una delle più importanti produttrici israeliane. Aveva iniziato la sua carriera nel 1998, producendo il pilot di Chalomot Ne’urim. Poi aveva lavorato a diversi altri programmi, tra cui Saving the Wildlife, She Has It, Magpie e Shakshouka. Nel 2007 la creazione della casa di produzione Donna and Shula Productions con la produttrice Shula Spiegel, società che aveva dato vita a Teheran.