AGI - Uno studio guidato da Ling Li della Johns Hopkins University School of Medicine e presentato al congresso Digestive Disease Week descrive una nuova classe di microrobot interamente metallici, biodegradabili e in grado di cambiare forma, progettati per il rilascio di farmaci e il prelievo di biopsie nel tratto gastrointestinale.
I risultati mostrano che questi dispositivi combinano resistenza meccanica e sicurezza, riuscendo a penetrare i tessuti senza causare danni e dissolvendosi successivamente senza necessità di rimozione.
Test su modelli animali
Nei test su modelli murini, i microrobot hanno dimostrato di poter attraversare la mucosa intestinale e trasformarsi in micro-pinze per raccogliere campioni o in microiniettori per somministrare farmaci direttamente nei tessuti bersaglio. "I microrobot biodegradabili esistenti, realizzati con polimeri o idrogel, non hanno la rigidità necessaria per penetrare i tessuti, mentre i nostri dispositivi metallici mantengono questa capacità senza lasciare tracce", ha spiegato Ling Li.
Applicazioni cliniche future
I dispositivi, contenuti in capsule ingeribili, potrebbero in futuro sostituire alcune procedure endoscopiche invasive, consentendo interventi meno dolorosi e più mirati. Il sistema permette inoltre di veicolare farmaci biologici, come agenti anti-Tnf e farmaci Glp-1, direttamente sotto la mucosa, migliorandone l'assorbimento e riducendo la necessità di iniezioni ripetute o infusioni endovenose.
Struttura e degradazione dei microrobot
La tecnologia si basa su una struttura a strati metallici la cui variazione di spessore consente di controllare la trasformazione da forme bidimensionali a tridimensionali e di modulare i tempi di degradazione, che possono variare da pochi minuti a diversi mesi. "Possiamo regolare la velocità di degradazione in base all'applicazione", ha spiegato Wangqu Liu, coautore dello studio.
Sicurezza e prospettive
Il processo produttivo, privo di liquidi, utilizza quantità minime di metallo, nell'ordine di microgrammi, mantenendosi entro limiti di sicurezza. Secondo gli autori, questa innovazione rappresenta un passo avanti significativo nello sviluppo di microrobot medicali, superando il compromesso tra robustezza e biodegradabilità. "Non dobbiamo scegliere tra resistenza e sicurezza: possiamo avere entrambe", ha concluso Li.
AGI - Quando si parla di cibo, dal glutine allo zucchero, sono numerose le false credenze sull'alimentazione che circolano sul web. Saperle riconoscere è fondamentale per tutelare la propria salute e fare scelte consapevoli a tavola.
Per aiutare i cittadini a orientarsi, l'Istituto Superiore di Sanità (Iss) lancia il questionario "Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull'alimentazione". Si tratta di un breve test composto da cinque domande, elaborato dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute, che prende spunto da alcune delle notizie false più diffuse.
Obiettivi e appuntamenti dell'iniziativa
"L'obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online" - sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'Iss -. Il questionario è pensato per una rapida compilazione e invitiamo tutti i partecipanti a rispondere anche alla domanda aperta, indicando un argomento che desidererebbero approfondire". Le risposte raccolte fino al 3 giugno, data di chiusura del sondaggio, saranno discusse durante il convegno"Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell'era dell'infodemia", in programma il 5 giugno presso l'Iss e fruibile anche online.
La mossa più lungimirante l’ha compiuta il Rotary Club di Garlasco: 15 anni fa, nell’intervallo fra l’assoluzione di Alberto Stasi e la sua condanna a 16 anni per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, i rotariani garlaschesi istituivano un premio letterario, “La provincia in giallo”, oggi uno dei più ambiti fra noi scrittori noir (mi ci includo perché anni fa sono approdata nella terna dei finalisti). L’iniziativa, si presume, era un modo intelligente per volgere in positivo l’aura sinistra di un delitto che nel 2007 aveva riportato Garlasco agli onori della cronaca.
Il premio letterario “La provincia in giallo” nell’edizione del 2019.
L’unico evento notevole nella sua storia, fino ad allora, era stato il vittorioso assedio dei Visconti nel corso della guerra di Pavia; allora a Garlasco i morti ammazzati dovevano essere stati molti di più che nella villetta di via Pascoli, ma non c’erano giornali né tivù, e già a quei tempi vigeva la legge di Monsieur Verdoux: «Un omicidio fa un cattivo, milioni un eroe. I numeri santificano».
Il Rotary aveva pensato bene di sfruttare gli ultimi echi della faccenda
Ai tempi della prima edizione de “La provincia in giallo”, il caso sembrava chiuso, e la colpevolezza di Stasi accertata al di là di ogni ragionevole dubbio. Così, prima che Garlasco si inabissasse di nuovo nell’oblio, il Rotary aveva pensato bene di sfruttare gli ultimi echi della faccenda. Non poteva immaginare che, vent’anni dopo, Garlasco sarebbe diventata l’indiscussa capitale italiana del cold case, la Pietrelcina del true crime e, ultimamente, il possibile scenario di uno dei più clamorosi errori giudiziari nella storia della giustizia italiana.
Gli occhi di Alberto Stasi durante i funerali di Chiara Poggi (foto Ansa).
Di Garlasco si potrebbe parlare come minimo per un altro decennio
Ormai anche noi attempati dobbiamo fare uno sforzo per ricordare che, prima del 2007, “Stasi” era solo la famigerata polizia politica della Ddr. Ma se gli ultimi sviluppi dell’inchiesta dovessero discolpare il fidanzato della vittima, e incastrare Andrea Sempio, l’amicone di suo fratello, di Garlasco si potrebbe parlare come minimo per un altro decennio; non solo per l’iter giudiziario che attende Sempio, ma anche per le beghe intorno ai risarcimenti che spetterebbero a Stasi, qualora riuscisse a ottenere la revisione del processo. Non possiamo escludere che, dopo altri 10 anni e con l’ulteriore perfezionamento degli strumenti d’indagine, nella villetta dell’orrore non emerga un’impronta 3.333, riconducibile a un ignoto X ancora più X, e il cancan mediatico-giudiziario venga prorogato al 2046.
Gli accusati dell’omicidio Poggi – che oggi sono due, uno biondo e uno bruno, come le vallette di Sanremo – potrebbero diventare chissà quanti, con relativa moltiplicazione di avvocati e periti. A quel punto, Rai e Mediaset, se esisteranno ancora, avranno già dedicato un canale al delitto di Garlasco, che già attualmente occupa un lunghissimo segmento in qualunque trasmissione del palinsesto (meteo escluso), con la pittoresca compagnia di giro dei legulei e delle criminologhe che trasforma ogni talk show nella versione true crime di Quelli della notte.
L’abominevole sciacallaggio sulla figura della «povera Chiara»
A seconda del divano televisivo, la «povera Chiara» (dove il «povera» è la foglia di fico sull’abominevole sciacallaggio sulla sua figura, alla faccia del dolore dei genitori) è una candida colomba, o un’acqua cheta col vizietto dei video hard, o una testimone pericolosa delle turpitudini consumate all’ombra della Madonna della Bozzola.
Non c’è italiano che non saprebbe disegnare la posizione del suo cadavere sulle scale della cantina o dire com’era vestita; ci scordiamo cos’abbiamo mangiato oggi a colazione, ma non cosa ha consumato Chiara la mattina di quel 13 agosto. Sorprende che, sull’esempio del Rotary di Garlasco, le aziende produttrici di quegli yogurt e di quei cereali non abbiano provato a trarne vantaggio: «Una buona colazione è importante, specie per la Scientifica».
Stasi è già diventato una specie di Dreyfus, ma senza Émile Zola
Intanto, per una parte dell’opinione pubblica, Alberto Stasi è già diventato una specie di Dreyfus. E pazienza se in sua difesa non scende in campo Émile Zola, ma il mio fruttivendolo, che quando la moglie lo rimprovera, replica: «Sono innocente, come Stasi!». Ma resiste una buona fetta di colpevolisti, per una svariata serie di motivi, non ultimo: «La mamma mi diceva di non andar coi biondi/perché sono vagabondi e l’amor non sanno far».
Guardiamola dal lato positivo: le vicende del delitto di Garlasco sono la prova che l’Italia è un Paese dove, malgrado le apparenze, gli omicidi efferati sono sempre troppo pochi rispetto alle esigenze del pubblico, e così quei pochi bisogna tirarli più in lungo possibile. Chissà se a Pietracatella, “il paese delle avvelenate”, stanno già pensando a istituire un premio letterario.
SpaceX ha adottato politiche di governance aziendale che eroderanno in maniera sostanziale le tipiche tutele degli azionisti, conferendo al fondatore Elon Musk un’autorità esecutiva praticamente illimitata quando – entro la fine dell’anno – l’azienda produttrice di razzi verrà quotata in Borsa.
Le “precauzioni” adottate da Musk con SpaceX
Alcuni estratti del prospetto informativo per l’offerta pubblica iniziale di SpaceX, forniti alla Securities and Exchange Commission e esaminati da Reuters, mostrano che la società sta combinando azioni con diritto di voto plurimo, arbitrato obbligatorio, norme più severe sulle proposte degli azionisti e la legge societaria del Texas per conferire a Musk e altri dirigenti un ampio controllo. Allo stesso tempo, è prevista una drastica limitazione della facoltà degli investitori di contestare il management, intentare cause legali e imporre votazioni su questioni di governance. Insomma, l’unica persona che potrà licenziare Musk sarà Musk stesso, visto che manterrà il controllo della maggioranza.
Componenti di un razzo realizzato da SpaceX (Imagoeconomica).
Le limitazioni non scoraggeranno gli investimenti
Secondo gli esperti di corporate governance, Musk sta strutturando SpaceX in modo da proteggere l’azienda dalle critiche degli azionisti, come successo con Tesla. Gli investitori del marchio di veicoli elettrici hanno contestato Musk su diverse questioni, ad esempio per il suo pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari all’acquisizione della sua azienda di energia solare SolarCity. Per gli analisti, queste limitazioni non dovrebbero scoraggiare i potenziali investitori, disposti ad accettare di rinunciare ad alcuni dei loro diritti come il prezzo da pagare per partecipare a quella che si preannuncia come la più grande offerta pubblica iniziale della storia. SpaceX punta a incassare fino a 75 miliardi di dollari e raggiungere una capitalizzazione di 1.750 miliardi di dollari.
Irama è stato scelto da Sky come quarto giudice di X Factor 2026 al posto di Achille Lauro, che si è chiamato fuori dal talent show dopo due edizioni. Lo scrive Luca Dondoni, speaker di RTL 102.5 e giornalista de La Stampa. Come “erede” di Achille Lauro continua a girare anche il nome di Tananai.
È durata due ore la deposizione in Procura a Pavia di Marco Poggi, fratello di Chiara e all’epoca del delitto di Garlasco amico stretto di Andrea Sempio. Chiamato a deporre come testimone, ha negato di mai visto assieme all’unico indagato nella nuova inchiesta i video intimi della sorella e dell’allora fidanzato Alberto Stasi, che sta finendo di espiare i 16 anni di carcere confermati in Cassazione.
La combo fotografica con Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi (foto Ansa).
Sempio, rimasto in Procura quattro ore, si è avvalso della facoltà di non rispondere
Marco Poggi, dunque, sostanzialmente avrebbe ancora difeso il suo amico dell’epoca, sostenendo di non credere che sia lui l’autore del delitto. Per quanto riguarda Sempio, il 39enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è rimasto in Procura quattro ore, ma – come avevano annunciato i legali – si è avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa che venga depositata tutta la documentazione dell’inchiesta a suo carico cominciata oltre un anno fa. Secondo la Procura Sempio avrebbe ucciso «a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale», avvenuto nella villetta di Garlasco dopo la partenza per la montagna del resto della famiglia Poggi.
Secondo quanto riportato dal Tg1, a Sempio sarebbe stata contestate delle intercettazioni in cui, parlando da solo, avrebbe detto di aver visto il video intimo, così come di aver chiamato Chiara Poggi e di aver tentato un approccio, respinto. Tanto che lei avrebbe detto di non voler parlare con lui, prima di riattaccare il telefono.
Nelle intercettazioni #AndreaSempio – parlando da solo – dice di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e lei avrebbe detto: non ci voglio parlare con te e ha attaccato il telefono.#Tg1pic.twitter.com/btDhE8gdz2
Ieri erano invece state sentite come testimoni le gemelle Cappa
Ieri erano invece state sentite le cugine di Chiara Poggi, Paola e Stefania Cappa, che erano state ascoltate come testimoni anche nell’ambito della prima inchiesta che aveva portato alla condanna di Stasi. Una volta chiuse le indagini, la Procura di Pavia potrebbe mettere a disposizione anche gli atti della difesa di Stasi, per una richiesta di revisione del processo da parte dei suoi legali, che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.
Mentre Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump per le partnership globali e lo sport, fa pressione alla FIFA per il ripescaggio dell’Italia al posto degli «inaffidabili» iraniani, la Coppa del Mondo sta facendo discutere per questioni extra campo. Soprattutto in Messico.
Paolo Zampolli (foto Imagoeconomica).
Il Messico proibitivo: in pochi possono permettersi i biglietti
L’inizio del Mondiale 2026 – che per la prima volta è stato organizzato in tre nazioni, cioè Messico, Canada e Stati Uniti – è previsto l’11 giugno all’Azteca di Città del Messico, e vedrà in campo la nazionale locale e quella sudafricana. Lo stadio, con una capienza di quasi 90 mila posti, è stato scelto per ospitare cinque partite. Ma, come riporta la Cnn, gli spalti difficilmente saranno riempiti da messicani. I prezzi dei biglietti per il primo match infatti oscillano tra i 3 mila e i 10 mila dollari, cifre insostenibili per chi vive in un Paese in cui lo stipendio medio mensile è di circa 7.500 pesos (attorno ai 400 dollari) e nettamente superiori ai prezzi dei Mondiali casalinghi precedenti, disputati nel 1970 e nel 1986.
Tifosi nello stadio Banorte, cioè l’Azteca di Città del Messico (foto Ansa).
Lo stadio della prima partita non è considerato all’altezza
Ma lo scontento dei tifosi non riguarda solo il prezzo astronomico dei biglietti: interessa anche lo stadio. La ristrutturazione dell’impianto, durata 22 mesi, non convince né soddisfa quasi nessuno. Dopo l’amichevole del 29 marzo contro il Portogallo, sono arrivate critiche legate alla posizione dei parcheggi, l’intasamento dei punti di accesso e i materiali usati nella costruzione che, in un video condiviso su X dall’edizione messicana del celebre quotidiano sportivo spagnolo Marca, appaiono particolarmente scadenti.
Come se non bastasse, ha fatto parecchio discutere l’incidente costato la vita a un giovane tifoso che, in stato di ebrezza, è precipitato dal secondo piano dello stadio. Una tragedia che pare però non essere correlata ai presunti errori di ristrutturazione.
Guadalajara: la crisi idrica e le proteste dei residenti
Le polemiche si sono estese da Città del Messico a Guadalajara, città che ospiterà altre quattro partite del Mondiale, dove i preparativi stanno generando tensioni sociali difficili da ignorare. Le opere urbanistiche bloccano la città da mesi e causano problemi alla salubrità dell’acqua. I cittadini, come rivela il quotidiano El País, denunciano anche le crescenti disuguaglianze e la priorità data all’aspetto turistico della città rispetto alla qualità della vita di chi la abita. Monterrey, la terza e ultima città messicana a ospitare partite del Mondiale (cinque per l’esattezza), per il momento è stata risparmiata dalle polemiche.
Mundial de opulencia, ciudad de carencias: ¡Pobre Guadalajara! Opina el Mtro Horacio Villaseñor @horaciovillasen “Hoy, gobernar se ha reducido a la política del espectáculo, ignorando que la ciudad, más allá de las luces del estadio, está hecha un asco: sucia, descuidada y… pic.twitter.com/ut5fHKzf8E
Perché potrebbe essere il Mondiale più inquinante di sempre
Secondo lo studio pubblicato nel 2025 dall’organizzazione britannica Sciencists for Global Responsibility, quella del 2026 sarà la coppa del Mondo più inquinantedi sempre. Il report parla chiaro: la scelta della Fifa di sparpagliare le partite del torneo per un continente intero avrà forti ripercussioni sulle emissioni di CO2, con un totale stimato di nove tonnellate. Nella top 3 di tifosi che viaggeranno di più, e che quindi inquineranno maggiormente, ci sono quelli di Sudafrica, Germania e Francia.
Addio a Ted Turner, fondatore della Cnn, morto all’età di 87 anni. Lo riferisce l’emittente statunitense citando un comunicato della Turner Enterprises. Originario dell’Ohio, oltre che un imprenditore è stato un dirigente sportivo, un filantropo – ha fondato la Fondazione delle Nazioni unite -, un attivista e un ambientalista. Ha anche creato il cartone animato Captain Planet per educare i bambini al rispetto dell’ambiente. A renderlo famoso è stata la sua visione audace di fornire notizie da tutto il mondo in tempo reale, a tutte le ore. La Cnn è infatti stata il primo canale all news della storia. Nel 1991 fu nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time per «aver influenzato la dinamica degli eventi e trasformato gli spettatori di 150 paesi in testimoni istantanei della storia».
Thompson: «Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn»
Mark Thompson, presidente e amministratore delegato della Cnn, ha dichiarato in una nota: «Ted era un leader intensamente coinvolto e impegnato, intrepido, impavido e sempre pronto a sostenere un’intuizione e a fidarsi del proprio giudizio. Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn. Ted è il gigante sulle cui spalle stiamo, e oggi ci prenderemo tutti un momento per riconoscere lui e il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo». Poco più di un mese prima del suo ottantesimo compleanno nel 2018, Turner aveva rivelato di avere la Demenza a corpi di Lewy, un disturbo cerebrale progressivo. All’inizio del 2025, era stato ricoverato in ospedale per un lieve caso di polmonite prima di riprendersi in una struttura di riabilitazione. Lascia cinque figli, 14 nipoti e due pronipoti.
La nave da crociera MV Hondius con il focolaio di hantavirus attraccherà sabato 9 maggio sull’isola di Tenerife (nel porto di Granadilla) e i passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d’origine. Lo ha annunciato la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia, dopo la riunione interministeriale alla Moncloa sulla crisi sanitaria. I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti poi in aereo a Madrid, dove trascorreranno un periodo di quarantena in un ospedale militare. L’imbarcazione al momento è ancorata al largo di Capo Verde.
Il presidente delle Isole Canarie è contrario alla decisione di Madrid
Termina così lo stallo sulla MV Hondius, la nave da crociera partita dall’Argentina su cui sono verificati alcuni casi di hantavirus, con tre decessi (e probabilmente una trasmissione da uomo a uomo). Fernando Clavijo, presidente del governo delle Isole Canarie, si era infatti opposto al piano del governo di Pedro Sanchez di consentire l’attracco della nave nell’arcipelago. «Se i passeggeri sono sani e salvi, non ha senso che debbano venire alle Isole Canarie per essere rimpatriati, potrebbero farlo dall’aeroporto internazionale di Capo Verde», aveva dichiarato.
L’Oms: «Basso il rischio complessivo per la salute pubblica»
Intanto, tre pazienti affetti da hantavirus sono stati appena evacuati dalla MV Hondius e sono in viaggio verso i Paesi Bassi per ricevere cure mediche. Lo ha reso noto Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiungendo che l’organizzazione continua a collaborare con l’armatore della nave, oltre che con i governi di Capo Verde, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. Sottolineando che «il rischio complessivo per la salute pubblica rimane basso», Ghebreyesus ha inoltre affermato che la situazione della nave da crociera colpita da hantavirus non è simile all’inizio della pandemia di Covid.
Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che la Russia ha violato il cessate il fuoco, con un «evidente disprezzo per la salvaguardia delle vite umane», aggiungendo che l’Ucraina, «sulla base dei rapporti serali delle nostre forze armate e dell’intelligence», deciderà come agire di conseguenza. Il cessate il fuoco unilateralmente dichiarato da Kyiv, in risposta a quello richiesto da Putin per le celebrazioni della Giornata della vittoria del 9 maggio, è scattato a mezzanotte. Stando alle accuse, sei ore dopo Mosca l’ha violato sferrando un nuovo attacco. Gli allarmi sono scattati in diverse regioni ucraine e le autorità di Zaporizhzhia hanno segnalato un raid aereo contro attrezzature industriali nella zona. «Questo dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli al cessate il fuoco del 9 maggio non hanno nulla a che fare con la diplomazia. A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane», ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga.